Il dolore e la speranza sono sempre inestricabilmente intrecciati nei libri di Jimmy Liao e Un bacio e addio non fa eccezione, ma i toni struggenti di questo ultimo testo - portato in Italia da Camelozampa - forse emozionano ancor di più perché la voce narrante è quella di un bambino piccolo, troppo piccolo per essere rimasto orfano.

Siamo su un treno, lo saremo per quasi tutte le 108 pagine di questo albo, sulle panche di legno lucido davanti a noi, con le spalle ai finestrini, solo il piccolo protagonista, il suo cagnolino Pudding e una valigia e, nel viaggio, mille pensieri.

Un bacio e addio, il titolo sembra anticipare le altalenanti emozioni da cui si sarà lacerati: affezionarsi, amare e lasciare andare, dimenticare.

«Dimenticai che una volta la mamma mi disse: “ Se avrai la fortuna di viaggiare su un treno vuoto, un miracolo accadrà”».

Dimenticare… chissà in che modo Silvia Torchio (la traduttrice) ha scelto di sviscerare il carattere cinese e quante sfumature contenesse in esso. Dimenticare, lasciare abbandonare… quanto di tutto questo riguarda la vita? Quanti abbandoni sono necessari nella vita? Quanti quelli a cui si riesce a sopravvivere?

«Dimenticai di aprire la finestra per lasciar entrare l’aria fresca… e di provare ad affrontare il mondo sempre con un sorriso […] Dimenticai molte cose, ma non i sogni. Quelli li ricordavo benissimo. Sognai una giraffa triste che con dolcezza mi sussurrava: “Cresci bene, Woody”».

Il treno corre, scorre imperterrito con i fari accesi e le tavole alternano viste interne frontali del piccolo protagonista, ora affranto, ora stanco, ora incuriosito, ora allegro… a viste esterne dell’inesorabile scorrere del treno tra paesaggi reali e meravigliosamente simbolici.

Nella prima parte del viaggio il protagonista dimentica, lascia andare con dolore e serenità, poi ecco quel rimane: è tutto nella sua valigia.

«Nella valigia ho messo tutte le cose che amo: i libri, i giochi, la bicicletta e anche il pianoforte che la mamma amava più di ogni altra cosa».

I ricordi strazianti di una vita felice, di un amore incalcolabile e le paure, le nuove paure e le lacrime i fiumi di lacrime, ma comunque tenacemente e ostinatamente il coraggio della speranza (che forse fa ancora più piangere!)

«Papà amava tanto il mare. Mi sdraiavo sulla sua schiena e, insieme, nuotavamo nell’acqua fresca. Lui era una grande tartaruga marina e io il suo cucciolo. […] Mi chiedo se, tra le nuvole, potrò mai trovare il mio papà e la mia mamma».

Il dolore viscerale, in realtà sempre composto nelle immagini, ma tagliente e rovente nelle parole sussurrate e pensate dal piccolo protagonista toccano il fondo dello stomaco e del cuore. Che amore! Solo da un grande amore così può nascere il germe della speranza.

«Quando mi manca il vento, lo attraverso correndo. Quando mi manca la pioggia, cammino tra le gocce».

«Tin-tin, tin-tin, fa il treno»: la vita sembra quasi farsi presente. È quasi ora, dice, è quasi ora, dice. Il tempo passa e mette alle strette.

«Quando cresce, il bruco si trasforma in farfalla. E io, da grande, come sarò? Lo sai quanto mi piaceva ascoltare le storie che raccontavi. Tin-tin, tin-tin, fa il treno».

Quasi impercettibilmente il protagonista, con un millimetrico spostamento si rivolge al futuro (anche linguisticamente, notate bene!): è il pertugio entro cui si insinua una speranza, contro ogni speranza, una speranza che sembra irragionevole ma che conquista discretamente millimetro, dopo millimetro il campo al dolore.

Infine «Ecco la casa del nonno! Siamo arrivati alla stazione! Ci siamo!». Alla fine del viaggio ci sono due braccia pronte ad abbracciare, certamente diverse da quelle che probabilmente si è desiderato, ma per questo meno accoglienti?

«Oh, no! Ho dimenticato la valigia che il papà mi aveva lasciato».

Sul treno rimane l’ultimo fardello, chissà, l’ultimo peso, forse.

«Un bacio al cielo, alla terra e ai fiori».

Il treno corre via, ma il bambino è ben piantato a terra o avvolto tra il pelo del suo cucciolo.

Un libro naturalmente intenso, come potevamo prevedere, nelle immagini, nelle parole e nei significati di cui si fanno portatrici. Moltissimi i riferimenti alla storia dell'arte, magistralmente armonizzati con l'immaginario orientale e il mondo proprio dell'artista.

Tante le domande che rimangono nel cuore, tanti i pensieri: come è vero che nella vita bisogna lasciare andare i pesi, i dolori giusti e ingiusti! Perché si soffre così profondamente? La vita è giusta? Che lavoro richiede il coraggio e la speranza!

Un lavoro struggente e meraviglioso che vi consiglio di non lasciarvi sfuggire.

Un bacio e addio
Jimmy Liao - Silvia Torchio (traduttrice)

108 pagine
Anno: 2017

Prezzo: 22,00 €
ISBN: 9788899842062

Camelozampa editore

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Commenti
18 Novembre 2017
Gomitoliamo Blog

Libro meraviglioso! Lasciare andare qualcosa/qualcuno, molto spesso, non significa perderla/o ma ritrovarla/o. Grazie e buon week end 🙂

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