Mi è capitato più volte, ultimamente, di ritrovarmi a pensare a come nel mondo tanto amato e stimato in cui lavoro della letteratura per l’infanzia sia sempre più evidente uno scollamento tra alcune richieste del pubblico e dei lettori, che si riversano tra i libri a cercare risposte di qualsiasi tipo spesso legate a pratiche pedagogiche, e chi cerca di portare avanti un discorso letterario che mira a mettere al centro belle storie e grandi autori.

Queste due voci si allineeranno mai? Troveranno punti di incontro? Una prevarrà sull’altra? 

Mi conforta molto vedere che alcuni autori siano completamente liberi nel pensare, ideare, progettare e proporre le loro storie, slegandosi completamente da qualsiasi fine utilitaristico o moda che vada per la maggiore nelle vetrine.

Blexbolex è uno di questi e arriva in libreria con un libro imponente, Incantesimi, che in nessun modo cerca di farsi piacere al pubblico.

Nessuna quarta di copertina, nessuna presentazione, nessun riassunto… niente di niente. Anche la stampa a quattro pantoni nello stile inconfondibile di questo grande illustratore allontana i lettori abituati ad immagini leziose e accomodanti, tipiche di alcune storie per i bambini.

Eppure, se accettate di lasciarvi ammaliare dall’incantesimo illustrativo della copertina e se entrerete nelle 210 pagine di questa storia, farete l’esperienza di qualcosa di unico ed ineffabile come accade con le grandi storie.

Fate dunque attenzione alle parole, fate dunque attenzione alle immagini e non temete di leggere e rileggere questo libro, perché la fantasmagoria che è contenuta al suo interno vi affascinerà lettura dopo lettura, svelandovi significati e dettagli che non intuirete alla prima lettura.

«C’è una volta, ancora…»

Una casa abbandonata sotto un cielo grigio, abitata un tempo dai maghi. 

«Eppure nella sala dove amavano ritrovarsi, il silenzio esasperante che regna da allora, è sul punto di rompersi. In un angolo qualcosa freme e borbotta»

Il libro ha, apparentemente, un andamento molto regolare con grandi illustrazioni riquadrate da cornici bianche e il testo, perfettamente impaginato, in una font appositamente realizzata da Jan Cumlivski.

Eppure, ciò che accade in queste prime pagine e ciò che accadrà ripetutamente nella storia, è caratterizzabile da una serie di esplosioni che corrispondono a incantesimi e che si realizzano in eventi assolutamente imprevedibili.

Ecco infatti che un mago dal corpo di elefante sbuca con un’esplosione dalla teiera sul tavolo, per poi andarsene, frettoloso e sgarbato, verso chissà dove.

La reazione a catena libera un altro piccolo mago da un quadro sul muro: ha l’aspetto di un piccolo merlo impertinente e curioso che se ne vola via con slancio.

Infine dal paravento emerge una terza piccola maga dall’aspetto elfico e dal cappello a foglia.

«Il brulichio degli insetti, la brezza che bisbiglia e la luce di miele la attirano irresistibilmente verso l’esterno. Raccoglie qualche attrezzo e va a perdersi nelle ombre del giardino»

Avremo visto tutto, pensano i lettori. Ma un’altra esplosione fracassa il pavimento, mandando in frantumi le certezze del lettore: appare imponente un Nian, il celebre drago degli abissi cinese, che appare però come un giocattolo meccanico, accompagnato da una cacciatrice dall’aspetto femminile e dalle movenze ninja che si cala dal soffitto.

«Non abbiamo passato tutto questo tempo appostati per niente, infatti non siamo mai stati così vicini alla loro cattura, mettitelo bene in testa mio nobile amico»

Da questo istante incomincia una furiosa e intrigante caccia, scandita da frecce inesorabili, colpi di scena, incantesimi, inganni, nascondimenti…

Il lungo testo è diviso in capitoli che permettono di seguire la dispersione dei tre maghi e la caccia della strana coppia, ma ogni evento è inaspettato, strabiliante. Blexbolex intreccia la fiaba, l’inganno, l’incantesimo, la magia e l’avventura, anche se all’apparenza tutto questo non si distanzia molto dalla quotidianità: ci sono bambini che giocano e donne che preparano la cena, vecchietti che richiedono un bicchierino alla locanda…, ma quello che accade intorno è ineffabile e difficilmente descrivibile. Si aprono varchi temporali nella tappezzeria (il fuori), le case e i maghi si trasformano, inganni vengono orditi, neonati esplodono…

Ho apprezzato che l’autore abbia deciso di apporre alle immagini un testo narrativo che riesce far varcare, anche ai lettori forse meno attenti, soglie di magia e di incantesimi. Nonostante ciò, tanti elementi narrativi rimangono indescrivibili e sorprendenti: la narrazione di Blexbolex va osservata con calma e ripetizione.

Le pagine centrali - che sono poi quelle che danno la svolta alla vicenda -rimangono senza parole: una volta che i tre maghi sono stati catturati dalla cacciatrice e ridotti a piccoli semi tutto sembra crollare su se stesso come Fantàsia.

La storia non è, però, conclusa: c’è un Gran Mago che prende il posto sul palcoscenico ed innesca altri incantesimi che disperdono la magia e, forse, riportano la magia dove credevamo fosse stata estirpata…

Se andiamo a scavare, i temi affrontati sono moltissimi: che cos’è l’infanzia? Che cos’è un incantesimo? Quanta magia innerva le nostre giornate?

Gli effetti visivi che caratterizzano queste pagine sono strabilianti e mescolano riferimenti artistici (come il futurismo) a tavole che richiamano l’animazione e si fondono a sfondi naturali quasi fotografici.

C’è molta energia caotica in queste pagine eppure non ci si disorienta mai nella pagina e la vicenda mantiene un ritmo serrato e accattivante

Un libro a mio avviso sorprendente che merita di incontrare tutti i bambini dai cinque anni in su.

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Incantesimi Blexbolex - Ilaria Conni e Ilaria Tontardini (traduttrici) 210 pagine Anno 2013 Prezzo 33,00€ ISBN 9791255070207 Editore Orecchio acerbo
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