Quella che inauguriamo oggi è una settimana dedicata a riflettere e a celebrare un libro celeberrimo quale Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry.

Prima però di presentarvi la nuova edizione di Mondadori - cosa che faremo domani - credo che sia fondamentale guardare e conoscere tutto ciò che c’è prima e intorno a questo grandissimo romanzo.

L’autore francese, infatti, ha scritto diversi libri la cui lettura contestualizza e dà ragione della storia racchiusa nelle pagine de Il piccolo principe, ma sopratutto Antoine de Saint-Exupéry ha vissuto una vita che ha dell’incredibile e che è rispecchiata e accolta in quello che è considerato, nel mondo, il suo capolavoro.

Un importantissimo lavoro di ricostruzione biografica è stato fatto dall’artista il ceco-americano Peter Sís in un albo illustrato visionario edito da Adelphi nel 2014: Il pilota e il piccolo principe.

L’artista ricostruisce puntualmente la storia biografica di Antoine de Saint-Exupéry, una vita che ha qualcosa di incredibile, una vita che contiene al suo interno mille vite e che è difficilissimo riuscire a incanalare rigidamente in un solo filo narrativo. Peter Sís riesce a intrecciare tutto, grazie a narrazioni per immagini realistiche e allegoriche e una disposizione delle parole, che oltre al “regolare” flusso narrativo nel basso della pagina, serpenteggia tra figure e riquadri in un collage di voci e notazioni che rende evidente l’accavallarsi incessante di momenti significativi nella Storia e nella storia di Antoine de Saint-Exupéry.

«Tanto tempo fa, all’inizio del secolo scorso, in Francia nasce un bambino destinato a una vita avventurosa. Per il mondo è un periodo di entusiasmanti scoperte. Vengono inventate cose che la gente fin lì ha solo sognato - comprese le macchine volanti»

Il testo segue il filo cronologico della vita di Antoine, intrecciandola a quella della società e delle scoperte e mostrando anche, con delicatezza, i tanti momenti emotivamente fortissimi che toccarono in sorte a questo bambino biondo, nel quale è difficile non pensare di riconoscere uno specchio del Piccolo Principe.

L’infanzia di Antoine è felice, anche se a soli quattro anni perde il papà, vive una vita libera, piena di possibilità, ma la morte sarà una compagna assidua: perderà un fratello e poi una sorella, la madre… le due guerre mondiali che attraverserà gli strapperanno tanti amici… eppure quest’uomo rimarrà un instancabile uomo vivo.

Il clima eccitante di ricerca, scoperta e conquista del cielo - che si percepisce nelle note che Peter Sís inserisce parallelamente alla biografia del protagonista - ci mostrano come la Storia, con la S maiuscola, e la storia di Antoine si intrecciano in modo evidente: l’entusiasmo del mondo diventa l’entusiasmo di questo ragazzo che non vede l’ora di volare, il cielo è il punto in cui Antoine incontra la Storia.

La pagina illustrata si frange in piccoli riquadri, in sequenze incalzanti, in ritratti vitruviani e in globi di cielo e di mondo che come bolle effervescenti animano le pagine: sono troppi i dettagli da raccontare, troppi gli episodi piccoli eppure significativi, troppe le date che hanno costellato la vita di Antoine.

Determinato con tutta la sua volontà a imparare a volare, Antoine si dedica a tantissime attività che gli permettono di pagarsi il corso per diventare pilota e lo diventa.

«un ragazzo nato per volare e un inventore enormemente creativo»

Dopo la Prima guerra mondiale entra nella nuova frontiera del volo aereo: il volo aereopostale.

Non dovete pensare al volo, come lo conosciamo oggi, volare allora era un’avventura: gli aerei si fermavano continuamente, bisognava fare rifornimento spesso, si rompevano facilmente, erano delicatissimi, bisognava sapersi arrangiare. Pensate che i piloti portavano con sé i piccioni viaggiatori in modo da poter comunicare dove si erano persi o dove erano atterrati in situazioni di emergenza!

I piloti non avevano la strumentazione presente oggi, dovevano imparare a leggere il volto del paesaggio e accettare, di buon animo, la solitudine, il freddo, il silenzio e il tempo atmosferico. Sono tantissime le ore che i piloti trascorrono da soli: Antoine riempie questo silenzio, leggendo, scrivendo, studiando.

La compagnia di questi intrepidi piloti aeropostali si stringe in un’amicizia che è un’amicizia di quelle che dura una vita. 

Ma non c’è freno al desiderio di Antoine. È un uomo che immaginiamo dire sempre “sì sì sì”… ed eccolo dunque a vivere da solo nel deserto, in una baracca di legno a Capo Juby, nel mezzo del deserto del Sahara per fare da campo-tappa per gli aerei postali che raggiungono il Nord Africa.

La solitudine è apparentemente assoluta, ma Antoine fa amicizia con il cielo, gli animali, il deserto, i beduini.

Nella sua sete di vita questa non è che una tappa. È uno dei primi esploratori a mappare i viaggi verso il Sudamerica e, nonostante i tantissimi incidenti (anche gravi!), le cadute, le improbabili situazioni in cui deve cavarsela da solo, sembra che nulla riesca a fermarlo. Rischia di morire nel deserto, di annegare mentre fa il collaudatore di idrovolanti, si schianta dopo aver volato sul più grande aereo del mondo, un guasto al motore lo costringe a passare la notte in un aereo nel mezzo della Cambogia.

In tutto questo infinito movimento Antoine riesce persino a scrivere dei romanzi di successo (sapete che Volo di notte, pubblicato nel 1931, diventa il nome di un profumo famosissimo di Guerlain?) Antoine di riesce addirittura a sposarsi, ma non è mai fermo: scrive, legge e soprattutto vola.

Partecipa a gare di velocità ed è proprio durante una di queste, diretto a Saigon, che un altro incidente - che è impossibile non rivedere ne Il Piccolo Principe - lo fa precipitare nel deserto libico, «il 30 dicembre del 1935 alle 2:46 di notte». L’aereo è distrutto, ma Antoine e il suo meccanico rimangono illesi, per giorni vagano nel deserto alla ricerca di una forma di vita… vengono salvati dai beduini.

Antoine continua a sognare nuove avventure, vola, continua a volare, cerca di essere il primo francese che vola da New York al Sudamerica, ma si schianta. Nonostante le ferite e le ammaccature gli facciano «pensare di essere ridotto peggio dell’aereo», nulla riesce a tenerlo lontano dal cielo. Quando scoppia la guerra Antoine, che ha già 40 quarant’anni, si arruola per difendere la sua Francia.

La sconfitta però è pesante e quando «scopre che il suo amico Guillaumet viene abbattuto … si rende conto di aver perso un amico e il proprio Paese». Parte per gli Stati Uniti, dove non si sentirà mai a casa, e si dedica alla scrittura; inizia proprio in questo periodo di ritiro lontano dalla patria a scrivere «un libro su un ragazzino dai capelli d’oro» che esce il 6 aprile 1943.

Antoine è davvero instancabile scrive ai francesi, cerca di infiammare la passione patriottica, vuole tornare a volare. Ritorna così in Francia con le forze alleate e risale su un aereo.

«Il 31 luglio 1944, alle 8:45 di mattina, parte da Borgo, in Corsica, per andare a fotografare la posizione del nemico a est di Lione. È una bellissima giornata. Dovrebbe rientrare per le 12:30. Da quel volo non è mai tornato»

Riuscite a immaginare un finale più romanzesco di questo? Una vita tra il cielo e la terra continuamente in movimento, un movimento non caotico, ma sempre orientato da un desiderio infinito di felicità. Una capacità quella di Antoine de Saint-Exupéry di vivere al confine tra due mondi, un mondo fatto di terra e un mondo fatto di cielo, una condizione liminare, vertiginosa eppure, forse, completa.

Le illustrazioni di Peter Sìs sono perfette perché riescono attraverso le allegorie, le metafore illustrate, le mappe, le grandi tavole piene di assoluto silenzio e attraverso la fittissima trama di citazioni a far intuire al lettore la vastità dell’animo di quest’uomo.

La stessa disposizione del testo arrotolato sovrapposto, che a volte costringe a una lettura segmentata, comunica esattamente questo accavallarsi incessante di eventi e situazioni attraverso cui quest’uomo volò con decisione e presenza.

Quello che appare evidente da questa storia è che Antoine de Saint-Exupéry fu un uomo che avrebbe potuto essere sballottato e strappato in 1000 pezzettini dai suoi interessi, della sua intelligenza, dai suoi desideri e dalla Storia e che invece riuscì ad essere tutto intero e tutto dedito, dalla prima all’ultima sua ora.

Il pilota e il Piccolo Principe Peter Sís 35 pagine Anno 2014 Prezzo 18,00€ ISBN 9788845928970 Editore Adelphi
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