«A guardar bene in famiglia non ci si annoia mai».

Questa frase, che trovate a commento - nel ricco apparato in appendice - del testo Piccole poesie di famiglia di Michal Rusinek, credo sia la sintesi più perfetta delle sensazioni che questo libro vi regalerà.

Un raccolta poetica che le parole della traduttrice Linda Del Sarto, della curatrice Chiara Carminati e ancora prima dell’autore stesso presentano in modo perfetto, senza bisogno di aggiungere altro, e di cui oggi io cercherò di restituirvi un barlume, invitandovi a immergervi poi nelle parole di chi questo libro lo ha scritto, tradotto e curato.

Per chi non lo conoscesse, l’autore, Michal Rusinek, fu l’assistente personale della poetessa e premio Nobel Wislawa Szymborska; immerso per gran parte della sua vita nella presenza di questa grandissima poetessa Michal, già proficuo scrittore, diede alle stampe nel 2013 in Polonia questa raccolta spassosissima di poesie rivolte ai bambini.

L’idea è molto semplice e nasce nella ricostruzione dell’albero genealogico che l’autore e sua sorella fecero davvero (!): un’esperienza, in realtà, comune a moltissime persone che attraverso i racconti o i dati storici, ripercorrono la storia della propria famiglia, fermandone un’istantanee “arborea”.

Ricostruire un albero genealogico significa soprattutto ricostruire ed incontrare moltissime persone, note magari per qualche episodio “epico” ricordato in ogni occasione familiare, significa raccogliere tutte quelle voci che nelle cene di famiglia, nelle grandi feste, nelle vacanze, nei baci appiccicosi delle visite eccezionali ritornano per ricordare un episodio o una persona.

Se ci fate caso e vi soffermate a ricordare gli aneddoti della vostra famiglia, capirete quanto possa essere godibile questa raccolta poetica, che non è una ricostruzione minuziosa dei legami familiari, quanto piuttosto una storia di tante individualità uniche, particolari e originali che hanno definito il profilo di un organismo unico detto famiglia.

Le poesie, proprio come in un comporsi progressivo di piccoli ritratti personali, raccontano la storia del moschettiere, l’astronomo, il monaco, il mandarino, il soldato, il tartaro, il tuttofare, la piccola alpinista, l’assistente di volo, il collezionista, la distratta, l’innamorato, la pianista, il prigioniero…

A partire da un aspetto del carattere o da un episodio che ha reso celeberrimo quell’avo particolare si snodano tante piccole storie.

I testi sono per la maggior parte testi umoristici e pieni di ilarità, perché sono proprio gli avvenimenti eccentrici e gli aspetti più bizzarri del carattere di ciascuno a consacrare alla memorabilità ogni parente: 

«Avevo in famiglia un presunto druido

che s’era inventato un magico fluido.

Se lo spalmavi all’altezza dei reni

eri di colpo il migliore dei geni:

finivi in un anno l’università.

Ma la ricetta di questa rarità

seguì fin nella tomba il druido.

Così, quando finì pure il suo fluido

finì con lui la vita festaiola, 

perché bisogno ritornare a scuola»

Tutti i testi mantengono una uno schema rimico che predilige le rime baciate e che rende queste composizioni facili da leggere e memorizzare, testi per giocare che dei limerick, componimenti molto amati dall’autore, mantengono il piglio umoristico e lo spaesamento ottenuto con passaggi di senso arditi, pur non scegliendo mai la forma a cinque versi.

Nasce una raccolta davvero vivida e divertente, una galleria di casi umani che ci accorgiamo essere più frequenti e comuni di quanto si potrebbe pensare: c’è il mandarino che probabilmente ha trasmesso ai suoi discendenti l’amore per questo frutto pur tenendosi per sé gli occhi a mandorla, c’è la principessa che si rigira sui materassi come un mulinello, c’è la nonna fata che ha deciso di colorarsi capelli di rosa, c’è l’innamorato indeciso che si sposa più volte, c’è il prigioniero che, affezionato alle sbarre del proprio lettino, ha voluto continuare a vivere dietro le sbarre anche da adulto, c’è la modella che si dice sia stata ritratta addirittura da Picasso in persona e poi ci sono naturalmente pirati, moschettieri, cavalieri anche una santa…

Le immagini di Joanna Rusinek, sorella dell’autore, giocano con i colpi di scena narrati dal testo e spiazzano con trasformazioni all’occhio, ottenuto nel cambio di pagina: così la spada diventa spiedino…

Il tono è brillante, allegro e spensierato e solo in un caso si fa cupo, accennando ad un caso forse relativo alla guerra e alla Shoah (Il negoziante), altrimenti si ride di gusto dei luoghi comuni, li si stravolge...

«In ogni famiglia ben variegata

dice papà che arriva un pirata.

Sicchè va così: il pirata si piglia

uno dei maschi da ogni famiglia, 

quindi lo rende feroce e spietato, 

terrore dei morti e del mondo animato.

Ma se il pirata ha problemi di vista, 

prende una bimba (non certo prevista).

E proprio a noi questa cosa è successa:

in famiglia avevamo… una piratessa!»

Il viaggio tra i rami familiari si conclude con una poesia dedicato all’Io (stupende) e ai futuri rami che verranno.

«Mi chiedete chi sarò:

non ha senso neanche un po’.

Su, su chiedete a quelli lì

preoccupati notte e dì

del futuro, o quel che è.

Io non voglio che esser me»

Un album di fotografie poetiche da sfogliare con affetto, nella certezza di non annoiarsi mai, perché così accade in ogni famiglia!

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Piccole poesia di famiglia Michal e Joanna Rusinek - Linda Del Sarto (traduttrice) - Chiara Carminati (curatrice) 176 pagine Anno 2021 Prezzo 15,50€ ISBN 9788831426244 Editore Mimebù
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