Alla ricerca di libri sugli alberi da portare in montagna (a volte ho delle tendenze monomaniacali, lo ammetto!), non vedevo l’ora di sfogliare La bambina che ascoltava gli alberi: il titolo che avevo intercettato mi incuriosiva e, siccome non avevo trovato tante informazioni a riguardo, si presentava come una vera e propria sorpresa.

Fin da bambina gli alberi sono stati compagni di giochi per me: nella mia privilegiata infanzia milanese, nel giardino di casa il ciliegio era l’accogliente abbraccio del rifugio tra i rami e lo stupefacente miracolo dell’esplosione primaverile, il melo e il fico erano i generosi compagni delle merende estive, il noce poi, piantato all’arrivo di mio fratello, è stato il vigoroso e impertinente accadere di un cambiamento non previsto (il secco tronchetto che era stato piantato ha avuto una crescita tale da troneggiare sicuro di sé su tutti gli altri…). Nelle vacanze montane poi, le vere vacanze della nostra famiglia, mi ha sempre affascinato guardare i movimenti e la fermezza di questi vivi e muti testimoni del tempo e di vite nascoste e misteriose: le trame e le geometrie dei tronchi, il profumo e le diverse consistenze delle foglie e dei rami, il guizzo atteso e sempre gioiosamente rincorso degli scoiattoli e degli uccelli, il sangue vitreo e aromatico grondante dalle ferite…

Per me gli alberi sono inevitabilmente legati alla vita, pulsante e vera.

Nonostante la mi passione per gli alberi la copertina del tanto aspettato libro ha insinuato in me, immediatamente, il senso di uno strano malessere, triste e vuoto. Il nucleo narrativo scelto da Maria Loretta Giraldo è prezioso: l’incontro con quattro alberi (quercia, magnolia, noce e faggio), che come amici reali e diversi l’uno dall’altro parlano di sé e vivono nel mondo con il loro piglio personale: «Quercia. Sono l’albero dell’ospitalità… Magnolia. Bellezza e nobiltà stanno in me…». Intorno a questa romantica e naturalistica idea, l’autrice sceglie di costruire una storia in cui una bambina funge da interlocutore e mediatore con questa realtà vivente e altra. In linea con questa duplice anima della storia Cristina Pieropan alterna pagine che sembrano ritratti tassonomici d’altri tempi a tavole narrative. Gli scorci e le prospettive scelte dall’illustratrice per rappresentare la piccola protagonista sono spesso vertiginosi, e spesso hanno riecheggiato in me opere d’arte più o meno famose. Ciò che però io non ho compreso è la ferma e tetra atmosfera che copre e appesantisce ogni cosa, spesso anche in netto contrasto con le parole della narrazione: «La bambina che ascoltava gli alberi… aveva un caschetto sbarazzino, e due occhi allegri e una bocca sorridente». E gli albero sono spogli, tutti spogli con una sola eccezione, e se non ci fossero la tavole dedicate a mostrarci le foglie, con molta difficoltà noi distingueremmo i diversi coprotagonisti, gli uni dagli altri. Perché?

La storia scorre gentile, timida e compita «Bisogna fare silenzio per capire ciò che gli alberi ti vogliono dire», la bambina dialoga, ascolta e interagisce con i frondosi amici: riesce ad entrare in sintonia con loro, valorizzandone le peculiarità e arricchendosi misteriosamente «sentì che la bellezza le entrava nel cuore, e là, proprio in fondo in fondo, si posava quieta come in una culla». La scoperta della natura diventa un sintonizzarsi poeticamente, pulsando tra cielo e terra.

La storia potrebbe essere proposta ai bambini, sicuramente ai bambini dell’età del mio Saverio (4 anni) curiosi e osservatori per natura, e molto più facilmente abili a parlare la lingua degli alberi. Tuttavia il lavoro molto concettuale, artistico e adulto dell’illustratrice eleva il discorso a vette difficilmente raggiungibili. E non è il realismo delle tavole naturalistiche, che invece sono state comprese almeno quanto gli Inventari di Emmanuelle Tchoukriel che già inaspettatamente erano piaciuti, è stato il perdersi nelle tavole descrittive poetiche e tratti astratte. Peccato.

La bambina che ascoltava gli alberi
Maria Loretta Giraldo-Cristina Pieropan

36 pagine
Anno: 2011

Prezzo: 18,00 €
ISBN: 9788887938722

Edizioni corsare
Anobii

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