Fatatrac porta in Italia un libro che è noto da anni a chi lavora con i libri e i bambini piccoli, un immaginario fotografico e illustrato senza parole: Tutto un mondo dei due artisti francesi Katy Couprie e Antonin Louchard.

Come ben esplicita il titolo, la pretesa di questo piccolo ma corposo libro è quello di racchiudere nelle 256 (!) pagine che lo costituiscono tutto il mondo, o meglio tutto UN mondo, quello osservato ad altezza bambino, quello guardato attraverso la lente di ingrandimento dell’interesse bambino, ma rappresentato attraverso tecniche miste dalla fotografia, forse più affine all’occhio dei piccoli, fino al ricamo, all’illustrazione, alla pittura, alla rayografia, all’incisione, alla scultura…..

Questa scelta di linguaggio è, a mio avviso, fondamentale e molto interessante, perché si accorda a quel sentire che, i bambini che superano i due anni iniziano a intuire e, quindi, a cui iniziano a interessarsi cioè la percezione della varietà.

Se fino infatti ai due anni ciò che è fondamentale è la riconoscibilità dei soggetti, perché il bambino possa leggere il mondo e le immagini che lo circondano - anche nei libri - tra i 2 e i 3 anni è interessante vedere come il bambino inizia a costruire il proprio bagaglio visivo e sensoriale, saldo nel suo concetto di stereotipia e curioso di ampliarlo con dettagli ed eccezioni (ne avevamo parlato anche qui).

Anche la rappresentazione dei soggetti evolve: se inizialmente i bambini hanno bisogno di riconoscere con interezza i protagonisti delle immagini, a quest’età il soffermarsi sui particolari diventa ugualmente interessante, perché il bambino è in grado di collegare la parte all’intero.

Questo libro dona la possibilità di concentrarsi, dono raro e prezioso, cioè di dilatare il tempo di una fruizione spesso lampo, per godere invece del tempo dell’osservazione della riflessione: che cos’è? Lo riconosco? Lo capisco?

Le immagini che si susseguono in modo apparentemente casuale in realtà sono disposte in un percorso di senso che i bambini possono cogliere e che li guiderà e li agevolerà nella lettura.

Volti, cibi, dettagli degli spazi antropici come i semafori, le luci, i lampioni, ma anche la barba del papà, le mani, i giocattoli, le piante, gli animali…

Gli accostamenti sono progettati con un ritmo che non è solo binario (e quindi sinonimico o antitetico), ma anche quaternario o in sequenza alternata e di cui trovate una traccia, nell’indice finale, che racconta anche le tecniche artistiche protagoniste delle pagine.

Possiamo trovare accostate due rappresentazioni del medesimo soggetto o seguire una sequenza che ci porta dal latte, al biberon, alla colazione e a un bambino che beve.

Il piccolo lettore rimarrà spiazzato dal fatto che le immagini paiono così differenti e questo accade perché la rappresentazione tecnica è assolutamente diversa e sorprendente. Nuovamente, quello che è offerto non è una dicotomia tra illustrato e fotografato, ma all’interno della categoria della rappresentazione ci sono diverse sfumature date dall’infinita varietà di tecniche artistiche e questo scardina la lettura semplificata e scontatamente contrapposta, ma regala l’esperienza della sfumatura e della varietà.

Credo che questo sia davvero un libro interessante, pensato realmente per i bambini, un libro che considera i bambini lettori competenti e che stima il loro linguaggio che, probabilmente, tra i due e i 3 anni non è formato e compiuto, ma che ha una sua dignità e una sua statura.

Un libro in cui scoprire il mondo e che può farsi compagno attraverso diversi livelli di lettura a bambini che esplorano ciò che li circonda dai due anni in su, in lettura (anche) autonoma,

P.S. il gioco continua nelle 20 carta plastificate che riproducono altrettante pagine del libro che possono essere manipolate, osservate, disposte e raccontate.

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