In una guerra non ci sono mai vincitori.

Avvicinandoci alla Giornata della Memoria sembra quasi paradossale parlare dei tedeschi, come se la storia ci avesse abituato a pensare a loro come i carnefici. 

Tra di loro invece ci furono vittime come in ogni altro Paese: gli ebrei, innanzitutto, che vivevano tra quelle strade e chiamavano la Germania “casa” e poi la popolazione civile che si è ritrovata, dentro e alla fine della guerra, inerme e con un Paese da ricostruire dalle fondamenta.

E tra i civili naturalmente moltissimi bambini.

Questo nuovissimo albo, La signora dei libri, si ispira e nasce da un’esperienza unica nel suo genere, l’opera di Jella Lepman, ebrea tedesca tornata nella sua Germania, distrutta sotto tutti punti di vista, e animatrice di un progetto unico rivolto ai bambini (ne abbiamo già parlato qui!): prendersi cura del proprio popolo attraverso le storie e le storie per i bambini.

L’albo illustrato sceglie un punto di vista esterno e ci avvicina a due bambini alle prese con le incombenze quotidiane di allora: cercare da mangiare, occupare il tempo in attesa che la mamma riesca a racimolare qualcosa, raccogliere le macerie…

«Arrivati al mercato, Annelise notò per terra una buccia d’arancia. La strofinò per togliere lo sporco come meglio poté e la regalò al fratello, anche se la pancia le brontolava per la fame. [...] Poco lontano, una fila di persone entrava dentro un lungo edificio e poi spariva. Forse c'è qualcuno che distribuisce cibo...»

Ed ecco che quasi casualmente i due si mettono in fila con la speranza probabilmente di una zuppa calda, ma inaspettatamente si ritrovano in una stanza piena di libri illustrati.

Il poter pensare a qualcosa di diverso dai bisogni fondamentali di nutrirsi, proteggersi, coprirsi sembra superfluo, ma la letteratura, l’arte e la bellezza sono davvero elementi superficiali nella ricostruzione della propria identità e del benessere della persona?

Nella semplice descrizione degli avvenimenti e nella scoperta di questi due bambini, questo interrogativo viene potentemente riflesso e rivolto ai lettori. Che senso ha offrire a bambini affamati, orfani, impauriti, cenciosi la lettura di una storia?

La possibilità di una speranza, di un mondo diverso, di un luogo accogliente capace di descrivere e comprender il dolore di tutti quei bambini approdati alla mostra della Lepman, forse per caso, si svela evidente ed inesorabile.

Per Peter significa trovare il senso al suo amore per i fiori e alla sua repulsione alla violenza, per Annelise è l’intuizione di una forza che le appartiene e l’incontro con una compagnia di amici, magari orfani come lei.

Le illustrazioni mostrano in modo molto discreto, ma significativo come il grigiore della città sparisca in quella stanza, piena di libri, tanto che le figure sembrano prendere vita fuori dalle pagine, abitando spazi della realtà.

«“Beh, vi siete divertiti?" domandò la signora. “Quale parte preferite della storia?” “Quando non voleva combattere!” “Quando è tornato a casa.” “Quando si è seduto sull’ape!” risposero i bambini. “Anche per me quelle sono le parti più belle” disse la signora con un sorriso.»

Da quel momento pur nella durezza della vita di un Paese in un periodo post bellico, dove la mamma deve vendere i cimeli di famiglia per poter nutrire i suoi bambini e dove le macerie riempiono le strade, ecco che la stanza di Peter e Annelise si riempie di bellezza, di sogni e desideri che hanno potuto invadere quel luogo proprio perché c’è stato qualcuno che ha letto loro una storia e che ha ricordato loro che si può ancora desiderare e sperare.

Parlare di Seconda guerra mondiale deve poter significare anche parlare di inizi e di chi, dopo quella tragedia, ha potuto e ha saputo ricominciare. Questo libro ha il merito di rimettere in luce il ruolo dell’arte, della letteratura, delle storie come contributo fondamentale e come bisogno della persona, che nei bambini è evidente.

Le illustrazioni di Marie Lafrance accompagnano in modo delicato ma non privo di simboli e significati questa storia piena di speranza. In appendice alcune pagine raccontano l’esperienza di Jella Lepman, della fondazione del Castello di libri e di tutte le iniziative che da allora sono nate in sostegno dei bambini che vivono nelle zone più disastrate e dolenti del mondo.

Una voce molto interessante, una persona da scoprire in questo giorno dedicato alla speranza che ha saputo dettare il passo anche dopo gli orrori della Shoah.

La signora dei libri Kathy Stinson - Marie Lafrance - Alessandro Perrone Capano (traduttore) 32 pagine Anno 2022 Prezzo 14,50€ ISBN 9788878748637 Editore Lapis
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