Olle è un romanzo del celeberrimo autore olandese Guus Kuijer, autore del Libro di tutte le cose, e racconta la storia del suo cane, Olle appunto. È l’ultimo capitolo, il più doloroso, a dare il via a tutta la scrittura: la fine vicina di Olle spinge l’autore a scrivere, per non dimenticare, per imprimersi nel cuore tutta la vita e la gioia che un cane sa donare a chi vive con lui.

«Adesso è vecchio e la sua fine si avvicina. Scrivo questo libro perché non voglio che muoia»

Del resto io lo so, come lo sanno i padroni di cani e come lo sanno tanti autori: la morte del proprio compagno cane smuove l’animo anche dei più riservati.

Eppure, se c’è una cosa che accomuna tutte le storie, i racconti, i fumetti, gli albi illustrati che nascono in questa drammatica situazione è che non è la morte il punto definitivo che tutti ricordano: tutte queste storie invece cantano la bellezza della vita trascorsa insieme, celebrano stupite l’incomparabile straordinarietà della vita con un cane, esattamente come succede in questo gustoso e allegro romanzo dedicato a Olle, uno stupendo airedale terrier.

Olle è un cane che facilmente potremmo definire filosofico, ma è innanzitutto un cane intelligente che osserva con attenzione e mitezza, tratto tipico dei cani da caccia. Il suo carattere unico e posato è tratteggiato in modo magistrale attraverso esempi e aneddoti riguardanti la sua vita in famiglia e testimonia quanto la conoscenza tra umani e cani diventi familiarità, col tempo. Caratteristica principale - che sembra eccezionale ma sulla quale credo si ritroveranno tutti i padroni di cani (!) - è la capacità di Olle di parlare agli altri animali, ma anche chiaramente ai suoi umani.

«Non avevo via di scampo: ero un pazzo con una moglie svitata e un cane squinternato. […] Olle parlava, ma che importava? Nessuno ci avrebbe creduto, tutti avrebbero riso di noi. E allora?»

Accanto ad Olle, troviamo ben presto Dien, una compagna dal carattere diametralmente opposto a quello di Olle:

«“Ciao, senti” dice Olle, “non sai cosa mi è successo col vento…” “Prendi la palla! Prendi la palla!” grida Dien

Questa vivida umanità canina traspare in una caratteristica saliente di questo esilarante romanzo:  l’utilizzo della prima persona sia in riferimento alla figura dell’autore che in riferimento a Olle. All’interno delle pagine, infatti, parlano sia il cane che il suo padrone e il lettore si chiede spesso chi sia il parlante in quell’attimo ed è significativo che non sia così chiaro discernere: uomini e cani parlano la stessa lingua e pensano spesso le stesse cose!

«Tutti questi problemi al mondo e io non posso farci niente. Sono un essere inutile. Tanto varrebbe che io non ci fossi.»

Dice Olle.

«È perché sono molto bravo a spiegare certe cose. E questo grazie al fatto che rifletto tanto. Chissà cosa sta succedendo nel mio programma?»

Dice…

L’autore certo non manca di interpretare e dare voce anche al linguaggio del corpo del cane, ma le parole di Olle, quelle sono davvero precise e uniche.

«Olle scodinzola cauto e guaisce piano. “Giochiamo?” significa»

Anche l’interpretazione dello sguardo dei propri cani è un’esperienza che accomuna chiunque abbia trascorso la vita con un cane,  non fa eccezione Guus che dallo sguardo di Olle trae infiniti pensieri: chissà se siano veramente reali?

«C’è vento. Olle alza il naso per aria. Arrivano odori da molto lontano.Olle legge il vento come noi leggiamo un libro. […] Quanto mi piacerebbe saper leggere il vento come sa fare Olle. Ma il mio naso non sente abbastanza. A me servono gli occhi, un paio di occhiali è un libro sulle ginocchia»

In questo romanzo c’è tutto, c’è una vita. Ci sono i giochi in spiaggia, i  buffi tentativi di accoppiamento di Olle e Dien, ci sono gli incontri con gli altri cani, ci sono le giornate oziose in cortile, c’è il panettiere, ci sono le oche che difendono le uova, ci sono le giornate in casa, i mosconi che terrorizzano, le visite inaspettate, i giochi che pigolano, le palle che rotolano…

Amore, morte, felicità, dolore, frustrazioni, divertimento, euforia, tristezza, scoperte…  tutte le esperienze di una vita raccontate attraverso gli occhi forse ingenui di un cane e del suo umano che si fanno compagnia.

I capitoli sono brevi, la sintassi abbastanza asciutta, i capitoli sono autoconclusivi e si aprono spesso con una frase che è una sorta di “tesi” che viene poi svolta e approfondita all’interno del piccolo capitolo

«Adesso che ci penso, Olle ha sempre parlato. Solo che io non sapevo che quello era parlare. Credevo di immaginarmelo»

«Tutti tutti i miei amici sono degli anime in pena. Persone che non trovano semplice la vita, rimuginano a fondo sull’umanità e si sentono infelici per tutte le cose brutte che succedono. Anche Olle è così»

Il romanzo poi è intriso di ironia e divertimento: le trovate di Olle, i suoi pensieri, il suo semplice essere strappano risate e sorrisi. I capitoli e gli episodi sono ricchi di divertimento, soprattutto perché sono interpretati e narrati come in una drammatizzazione: le persone, ma anche Olle, Dien, le oche.. parlano, esprimono i loro pensieri e questo crea situazioni di puro spasso senza che venga mai meno il realismo.

«“Ehi, tu!” strilla l’oca. “te ne vuoi andare o no?” Allarga le ali. Adesso somiglia più a un paravento. […] “Vuoi prenderle?” sibila. “Preferirei di no” risponde Olle. […] “Qua” dice la femmina dal nido. Il maschio si gira a guardarla nervoso. “Cosa?” chiede. “Qua” dice lei. “È solo Olle non fa niente”»

Alla fine, sì, la morte arriva e quella tavola che l’illustratore ha saputo cogliere è davvero intrisa di tristezza con l’autore che guarda di spalle Olle, ormai stanco, che non riesce a fare pipì, alzando la zampa e quasi se la fa addosso, nel giardino. Lo sguardo che noi solo intuiamo è carico di una incomparabile tristezza di chi sa che la fine è vicina.

Eppure è bellissimo il pensiero di riprodurre come ultima illustrazione la prima tavola con un Olle piccolissimo spaventato e appena arrivato che torna, alla fine della sua vita, ad essere piccolo spaventato tra le gambe del suo compagno umano.

L’ultimo pensiero su questo romanzo è che l’aria che si respira in queste pagine è quella di una grandissima libertà, una  libertà che negli spazi moderni -  spazi fisici ma anche spazi mentali - è molto limitata. Olle è un cane che può girare libero, esplorare, può addirittura mordere senza che questo diventi una condanna definitiva. Non so se i cani di oggi possono vivere una vita di questo tipo, ed è forse anche per questo che i racconti sulla vita con i cani, ambientati un po’ di anni fa, sono infinitamente più affascinanti, perché appunto fanno intuire una libertà impensabile.

Un romanzo molto bello pieno di gioia, felicità, ironia che a mio avviso si può proporre a partire dai sei anni in lettura condivisa e poi godere autonomamente a partire dagli otto anni.

Olle Guus Kuijer - Thé Tjong-Khing - Valentina Freschi (traduttrice) 128 pagine Anno 2021 Prezzo 12,90€ ISBN 9791280014443 Editore Camelozampa
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