In un mondo che paga sempre più il prezzo dell’impatto degli esseri umani sull’ambiente e sugli ecosistemi è normale che si associ sottilmente, ma con insistenza, all’esistenza umana e alla tecnologia qualcosa di negativo che inevitabilmente va a stravolgere l’ordine naturale. Una sorta di contrapposizione tra naturale e tecnologico. Ma è veramente così?

Intorno a questa riflessione mi è molto piaciuto il volume di Gianumberto Accinelli, Dagli animali si impara, che affronta la tematica ambientale e l’impatto antropico sull’ambiente, valorizzando un aspetto a volte sottovalutato: l’uomo con la sua intelligenza, la sua riflessione, la sua capacità di osservazione e rielaborazione scientifica ha la capacità di acquisire e produrre strumenti che possono sostenere l’ambiente e permettere un’armonica esistenza dell’uomo nel mondo.

«è proprio dall’ammirazione per la creatività di tutti gli esseri viventi che è nato questo libro»

Suggerimento essenziale, affinché questa situazione si realizzi è copiare.

«In pratica, il fatto propose a Hyatt di smettere di lavorare per dedicarsi a un’attività decisamente più efficiente e già rinomata tra gli studenti di tutto il mondo: copiare» p. 98 

Sì, perché il divulgatore scientifico sostiene che il grande motore delle scoperte scientifiche è stata l’osservazione della natura ed è proprio ritornando all’osservazione delle meraviglie naturali, che l’uomo può farsi vero rivoluzionario a fianco dell’ambiente.

Se l’uomo conta su un grande potere decisionale e impattante, la natura invece conta su più di 4 miliardi di anni di esperienza:

«La vita, infatti, non ha fretta: ha a disposizione anni, millenni, perfino miliardi di anni per provare, riprovare, mettere a punto e sperimentare soluzioni efficaci e innovative»

La natura ha già dovuto affrontare tutto: siccità, cambiamenti climatici, tempeste cosmiche, estinzioni, bui cosmici…

Il volume dunque si organizza in brevi capitoli (14), che affrontano una questione o un tema “caldo”, mostrando come la natura nel tempo sia stata capace di porvi rimedio e di come, anche oggi, gli scienziati di tutto il mondo si adoperano per copiare e risolvere guai e problemi.

«1. Lombrichi, ovvero come ripulire i campi e il mare

[…]

5. Mammut, ovvero come invertire il riscaldamento globale

8. Elefanti, ovvero com creare una plastica sostenibile

9. Bacilli, ovvero come vestirsi senza inquinare il mondo»

Il tono è esilarante e questo, certamente, fa la forza di questa narrazione che non rimane un trattato filosofico e scientifico, ma si fa divulgazione.

La scrittura è improntata all’oralità e predilige il racconto e la narrazione al trattato tecnico - anche se non mancano passaggi, ad esempio relativi alla chimica, molto complessi - , raccogliendo e intrecciando una serie di aneddoti storici curiosi, mitologia e dati scientifici.

«Insomma, il clima divenne sempre più caldo, i deserti sempre più grandi e la vita sempre più rara. Sono finite le disgrazie? No. Esattamente come le ciliegie, nel mondo di 250 milioni di anni fa un problema tirava l’altro» p. 16

«La storia di Aegyptopithecus zeuxis continua con due notizie: una brutta è una bella. Iniziamo dalla brutta: per dirla in altre parole si estinse» p. 44

La narrazione mostra come eventi e accadimenti, passati sotto gli occhi di tutti come invisibili, si trasformino in occasioni uniche per innescare ricerche e cambiamenti, ne è un esempio il concorso per chimici inventori indetto nel 1863 dalla ditta newyorkese di palle da biliardo Phelan e Collender che portò alla nascita della plastica.

C’è poi un andamento della scrittura che anticipa la risposta creando un climax ascendente, attraverso l’espediente di rimandare costantemente la risposta che ci si aspetta:

«Tra le valli, i monti e picchi della catena montuosa più alta del mondo si aggira un animale misterioso. Nessuno sa esattamente da dove provenga e la comunità scientifica si interroga danni sul perché egli viva in luoghi così ostili. Per di più, anche se vive in un luogo decisamente inospitale, ha dei gusti alimentari esigenti e particolarmente raffinati: si nutre infatti solo ed esclusivamente di un cibo che, tra l’altro, è piuttosto raro tra ghiacciai dell’Himalaya e della Siberia. […] Ma allora? Cosa lo trattiene tra questi monti, picchi e pianure gelate? […] Lui è l’unico, il raro, lo schizzinoso coleottero sterco orario dell’Himalaya» p. 61.

Difficile smettere di leggere, insomma.

La grande scoperta, che nasce nella lettura di un testo come questo, è vedere come la comunità scientifica e gli uomini siano già al lavoro, mettendo le proprie competenze e le proprie conoscenze al servizio dell’umanità e questo proprio grazie a vermi, dinosauri, blatte, scarabei stercorari…

Insomma ricordatevi che quando vietate ai ragazzi di copiare state in fondo facendo un’azione antiscientifica!

«Insomma, in natura basta spostare una tessera e quello che era dannoso diventa utile e viceversa. E forse la guerra tra noi e gli altri organismi può finalmente cessare e lasciare il posto a delle alleanze che ci permettano di vivere sul pianeta con una maggiore serenità per tutti» p. 150

Dagli animali si impara Gianumberto Accinelli 171 pagine Anno 2022 Prezzo 16,00€ ISBN 9788856683417 Editore Il battello a vapore
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