Oggi siamo onoratissimi di ospitare Yoko Kitami, un’artista giapponese di poche parole ma di una ricchezza iconografica stupefacente. Sfogliare un suo libro è come entrare in un mondo incantato e simbolico, è come catapultarsi in un sogno fatto di musica e arte. Noi l’abbiamo incontrata attraverso Rue and Linden: a journey and staying home, un albo del 2008 menzionato alla Fiera del libro per ragazzi di Bologna nel 2009, ma presto potremmo presto raccontarvi anche di Cagna in a matchbox, l’albo selezionato per l’edizione di quest’anno (di cui potete intravedere qualche immagine qui sotto). Vi lasciamo all’intervista e al racconto del nostro incontro con lei.

Cosa significa per te disegnare?

Per me disegnare significa comporre un’immagine e un mondo dentro la mia mente in forma di pittura. Io non sono così brava a scrivere, ma il disegno mi dà modo di esprimermi.

In che modo lavori? Cosa ami del tuo lavoro?

Coltivo l’immagine dentro la mia mente e intanto penso al modo migliore per trasmettere la storia. Poi penso ad una progettazione efficace e inizio a mettere l’idea su carta. Può essere difficile fino a quando il progetto non corrisponde all’immagine compiuta dentro la mia mente, ma tutto è ripagato e mi sento più felice per tutto il mio lavoro, quando sento parlare di come la gente (come te!) ha apprezzato il mio lavoro dopo che il libro è pubblicato.

Parlaci del libro che è stato selezionato.

L’opera selezionata questa volta è un libro illustrato che racconta di una piccola bambina delle dimensioni di una scatola di fiammiferi che parte per un viaggio. Alla fine si scoprirà che la sua avventura si è svolta tutta all’interno della stanza di una bambina “grande” (un essere umano) e che lei, alla fine, è tornata all’interno del libro illustrato, a cui appartiene. Sarebbe meraviglioso se i lettori potessero godere del mondo della fantasia.

What does it mean for you to draw? 

For me, drawing is about composing the image and world inside my mind into a form of painting. I am not so good at writing but drawing gives me a way to express myself.

What is your way of working? What do you love about your job?

I grow the image inside my mind while thinking about the best way to convey the story. Then I think about the effective design and start putting it onto paper. It could be hard until the actual draft matches the finished image inside my mind but it all pays off and I feel happiest throughout my work when I hear about how people (such as you!) have enjoyed my work after the book is published.

Tell us about the book that has been selected.

The selected work this time is an illustrated book about a tiny little matchbox-sized girl who goes on a journey. After all, her adventure was inside a kid’s room of a big girl (a human) and she goes back inside the illustrated book in the end where she belongs. It would be wonderful if the readers could enjoy the world of imagination.

 

Leggere questo albo, scritto in giapponese, ha significato, per mia mancanza (!), affrontare un silent book, ma come succede con tutti i silent book questo ha anche implicato che io potessi concentrarmi sulle immagini e godermi ogni dettaglio, ogni piccola variazione del colore… immaginandomi una storia solo mia, anche se mi piacerebbe un giorno conoscere le parole di Rui Kodemari (mi sto attrezzando!). Detto questo, se all’inizio mi aspettavo un albo culturalmente “distante”, non appena avutolo tra le mani mi sono sentita a casa, perché una pensierosa bimbetta e un gatto nero troneggiavano in copertina ricordandomi una delle coppie più significative di un regista giapponese conosciuto ai più: Hayao Miyazaki con la sua Kiki.

La bambina è in partenza: ha un vestito rosso e un nastro nero. Il suo gatto la guarda: è nero e ha un collare rosso. I due personaggi sono legati in modo strettissimo, si percepisce una sorta di interdipendenza. È tempo di andare e la casa, dalle deliziose tendine ricamate, immersa al limitare del bosco la aspetta immobile ed anche il gatto arriva quieto fino al prato e poi si ferma. A questo punto la storia si sdoppia, e le pagine vengono divise in orizzontale: la bambina in alto e il gatto in basso. La bimba arriva in città, una città surreale e sognante, di piani sovrapposti  e prospettiva distorta, di bici volanti e e giganti sussurranti. Nel frattempo il gatto sta vivendo un’avventura fuori dalle mura rassicuranti e ferme della casa, un’avventura nel bosco. È poi la volta del museo, dove i pesci guizzano fuori dai quadri e le scale si attorcigliano senza che si possano percorrere, dove trenini dorati serpeggiano sul pavimento e curiosi scoiattoli troneggiano su colonne. Specularmente, come un’ombra viva dell’esperienza della bambina, il gatto incontra degli scoiattoli veri. La visita ci conduce al ristorante e poi al negozio di giochi e parallelamente al laghetto, alla finestra, a letto e poi di nuovo in piazza al parco divertimenti, nel prato, tra i meli…

In un gioco che sembra contrapporre l’artefatto al vero, ma che nello stesso tempo sembra vivificare di una nuova energia vitale gli spazi umani, i due protagonisti sembrano sdoppiarsi e riunirsi. Questa cappuccetto rosso-streghetta attraversa spazi densi di citazioni: c’è l’arte surrealista, c’è Escher, c’è la musica, c’è il giocattolo antico, ci sono moltissimi spunti della tradizione giapponese che ho trovato anche in Miyazaki (c’è Baron dei Sospiri del mio cuore, c’è la scopa da strega…) e moltissimi altri che evidentemente mi sfuggono. È uno scroscio di pioggia a concludere il viaggio, il primo suono “stonato” nell’impalpabile e sospesa dimensione del viaggio e il primo collegamento non trasfigurato tra i due campi. In fondo due esseri legati così strettamente non possono rimanere distanti.

La compostezza del tratto di Yoko, che sa muovere flebilmente un prato verde e nello stesso tempo rendere piatto uno spazio architettonico profondo e complesso, colpisce per la delicatezza e l’armonia. I dettagli più piccoli, animati da un moto minuto ma costante, donano vita alla tavola e agli sfondi tendenzialmente immobili. Il brulichio dei colori del viaggio della bambina stride con il ricorrente verde del prato che, però, paradossalmente appare sempre più vivo.

Una storia magica e sospesa, che parla di natura, vita e sogni, ma anche di legami, amicizia e fantasia. Un linguaggio potenzialmente complesso reso incantevole dalla spiccata capacità di parlare un linguaggio universale.

Rue and Linden: a journey and staying home
Rui Kodemari-Yoko Kitami

36 pagine
Anno: 2008

Prezzo: 12,00 €
ISBN: 9784061323803

Kodansha editore
Anobii

 

 

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