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9 novembre 2016

Leo, storia di (amici) fantasmi. Mercoledì al cubo

Finalmente arriva in Italia uno di quegli illustratori che, conosciuti in tutto il mondo, stentano però a sbarcare nel Bel Paese. Di Christian Robinson, di cui per puro caso vi avevo già parlato in un altro mercoledì al cubo, arriva in questo autunno Leo. Una storia di fantasmi a firma Mac Barnett, esilarante autore di storie sul filo dell’inverosimile. Di pauroso, tuttavia, questa storia non ha niente, il contesto fantastico in cui si svolge riprende un tema ricorrente dell’autore americano: entriamo in mondo dalle regole imperscrutabili, perché entriamo nel mondo dell’infanzia.

«Leo è un fantasma», un sorridente fantasmino che vive tranquillamente in una casa abbandonata, ma ancora perfettamente arredata, con la carta da parati e il trenino giocattolo sul parquet, legge e trascorre il tempo, finché un giorno arrivano nella sua casa dei nuovi abitanti: «Leo era felice di avere compagnia. La prima sera preparò tè alla menta e panini al miele. Credeva di essere un buon padrone di casa». La nuova famiglia però vede le cose diversamente, o meglio non vede. Così basta un vassoio con la teiera di fine ceramica cinese per scatenare un putiferio:«“Questa casa è infestata!” …“Ho paura!” … “Io detesto il tè! … E detesto i fantasmi!”». Il piccolo Leo, manco a dirlo, rimane davvero dispiaciuto e addolorato da questa poco felice accoglienza ed impeccabile nella sua educazione decide che è arrivato il momento di diventare un fantasma girovago. La città caotica e rumorosa lo attende con novità strabilianti per un fantasmino che non usciva da casa probabilmente da qualche secolo e Leo fatica ad orientarsi, ma nel momento in cui si avvicina a qualcuno per chiedere aiuto, nessuno lo vede, nessuno si accorge di lui. Poi «un pomeriggio, mentre passeggiava lungo un marciapiedi coperto di disegni, Leo incontra una bambina che aveva un gessetto in mano. La bambina alzò gli occhi e guardò Leo dritto in faccia. “Io sono Jane” disse. “Tu come ti chiami?”».

Leo e Jane diventano inseparabili amici di giochi e il fantasmino si trova paradossalmente nella situazione di non vedere, insomma è lui a non avere la vista acuta di Jane.

«“Ecco perché ho una corona sulla testa”. Leo le guardò la testa. Non vedeva nessuna corona».

Ma sono minuzie e i due bambini si godono la presenza l’uno dell’altro, consumandosi in giochi e attività. Un giorno, quasi casualmente, Leo scopre che Jane lo considera il suo amico immaginario, il suo migliore amico immaginario. Tragedia.

«“Se le dico che sono un fantasma, la farò scappare dalla paura”». Mentre si arrovella per risolvere la situazione, un ladro furbantello gli darà l’occasione di mostrare tutta la sua “fantasmità”. Jane accetterà la rivelazione sulla diversa natura di Leo? Ve lo lascio immaginare.

Quella che racconta Mac Barnett è un bella e originale storia sulla amicizia e sulla forza dell’immaginazione, dove l’espediente del fantasma gioca solo a rendere più intrigante una storia semplice (se avete bambini un po’ fifoni che cercano una storia del terrore, questo è il libro giusto!). Christian Robinson rende unica la trama con un uso del collage e del disegno che giocano con i pieni e i vuoti, il blu, teoricamente freddo, viene riscaldato dall’energia allegra dei personaggi bambini, sempre sorridenti, entusiasti ed impegnati in gesti epici. I volumi squadrati e piatti e le espressioni calcate attribuiscono al libro un tono infantile molto piacevole e diverso dal solito.

Un illustratore da scoprire e una storia gentile, dedicata a tutti gli amici o fantasmi immaginari che fanno compagnia ai bambini. Riattraversate con Leo i muri della fantasia.

Qui la versione di Apedario.

Qui la versione delle Briciole di Pollicino.

Leo. Una storia di fantasmi
Mac BarnettChristian Robinson – Giulia Rizzo (traduttrice)

48 pagine
Anno: 2016

Prezzo: 15,00 €
ISBN: 9788861894020

Terre di mezzo editore
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