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5 maggio 2017

Ogni vita è molti giorni. James Joyce

Sarà che sto ammortizzando l’arrivo del secondo figlio, sarà che sconto la fatica di un anno di “lavoro-non-lavoro” che è stato molto più faticoso di un anno di “lavoro-e-basta”, sarà il tempo, sarà la pioggia… ma in questi giorni mi sono trovata in diverse occasioni a pensare, sconfortata, che alcune situazioni non cambieranno mai. Un po’ come quando di fronte al bambino che non dorme pensi “non dormirò mai più”, invece il tempo è un grande alleato: tutto nel tempo si dispiega, tutto nel tempo si trasforma e soprattutto io cambio. Bisogna essere disposti a guardare tutto come un’occasione, ma se ci si riesce, quel che accade è una strana intuizione che fa scorgere un filo di bene che collega tutto: nulla è perduto o inutile, neanche la fatica.

In questi giorni mi hanno fatto compagnia le parole di Luca Tortolini che con Il catalogo dei giorni racconta proprio di tutti questi attimi, questi giorni, che fanno una vita, la vita.

«Ci sono i giorni in cui aspetti. Una risposta, un risultato medico, che l’autobus arrivi. Non fai caso a molto altro. Vai veloce e vuoi che un altro giorno inizi».

Il testo, che avrebbe potuto cadere nel tranello dell’astrattismo retorico dei discorsi sulla vita, trova invece una forma felice che fonde l’esempio quotidiano e reale a passaggi più riflessivi, ma assai comprensibili, probabilmente perché personali, oltre che veri.

Ogni tavola occupa una doppia pagina ed è scandita anaforicamente dall’incipit «ci sono i giorni…»: come di fronte allo scorrere di una vita o di una giornata, attraversiamo momenti di malinconia, tristezza, rabbia, frustrazione, ma anche di gioia intensa e di stupore. Ancora una volta ciò che colpisce è la capacità di raccontare di momenti non scontati: è come se l’autore scovasse quegli attimi secondari, immediatamente successivi ai roboanti istanti topici e attraverso questi parlasse degli effetti e quindi della trasformazione della persona.

«Ci sono giorni da ferito. Tutto il resto non conta. Esiste solo la tua ferita e il desiderio di ferire chi ti ha ferito. Poi la ferita si rimargina, i giorni cambiano. E tu hai imparato che vendicarti non cura né cancella».

Non sembrano bastare mai le parole e la lettura scorre ora lenta ora veloce, mentre si ricorda e si pensa a quando si è vissuto un istante come quello descritto. Fa quasi impressione arrivare all’ultima pagina e, girandola, accorgersi che il libro è concluso: “mi aspettavo ancora mille altre pagine” questo è stato il mio pensiero. Le sfumature che ogni giorno possiede sono infinite e il finale non finale, profondamente speranzoso, lascia ad ognuno la possibilità di continuare il suo catalogo personale dei giorni.

«Ci sono anche i giorni dell’amore. Sono giorni che vivi e non stai a parlarne. Giorni in cui non hai paura di dire ti amo».

L’illustratrice, Daniela Tieni, riesce a conciliare il doppio binario di ideale e reale che così profondamente colpisce a livello testuale. È una cappelliera quella che tiene sottobraccio la giovane donna in copertina o è la luna? Tra l’onirico e l’ordinario le immagini colgono lo spirito e il sentimento delle parole e riescono ad accompagnarle senza prevaricarle, regalando sensazioni vivide ed emozionali. Non incrociamo mai gli sguardi degli uomini e delle donne che tavola dopo tavola incontriamo, siamo spettatori intimi o forse protagonisti inconsapevoli. Lo stile pittorico e la palette dei colori mi sono molto piaciute, così come l’attenzione e la cura per alcuni dettagli come i risguardi, ad esempio.

Non è propriamente un libro da regalare alle mamme, ma quest’anno in modo particolare credo che invece possa essere un pensiero splendido per tutte quelle mamme e quelle donne – me compresa – che travolte dai (e nei) giorni a volte non si fermano a guardare la ricchezza che ogni istante (anche quelli di stanchezza e fatica) regala alla propria persona.

Il catalogo dei giorni

Luca Tortolini – Daniela Tieni 

32 pagine
Anno: 2017

Prezzo: 15,00 €
ISBN: 9788867450695

Kite editore
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