Luca Doninelli è uno scrittore che apprezzo e che leggo spesso soprattutto attraverso i testi rivolti agli adulti, sono stata quindi molto contenta di averlo visto vincere il Premio strega ragazzicon Tre casi per l’investigatore Wickson Alieni. Tuttavia alla prima lettura il testo mi ha spiazzato: un testo brillante, assurdo, a tratti fastidiosamente sopra le righe… insomma non mi ci sono raccapezzata.

Il romanzo, articolato in tre avventure indipendenti, racconta di 3 casi risolti dall’investigatore Wickson Alieni un uomo «invisibile. O meglio: non è proprio invisibile, ma è così normale che non lo guarda mai nessuno. Ma proprio mai, mai, mai, mai».

Reale, fantastico e fiabesco si mescolano in una trama eclettica: personaggi evidentemente assurdi ma anche persuasivamente realistici sono accostati su di uno sfondo londinese tratteggiato con ironia attraverso i suoi stereotipi. Le posizioni narrative sono chiaramente identificate: Wickson Alieni rappresenta l’eroe che combatte contro i malvagi piani di due malavitosi di lunga data, impegnati in piani assurdi così come succede nei classici fumetti per ragazzi (pensate alla banda Bassotti…). Nel primo colpo raccontato Milton Bobbitt e Roger T.L.L. ruberanno tutte le nuvole di Londra, nel secondo episodio tutte le aringhe e infine le cinque del pomeriggio. La trama fantastica diventa assurda nel momento in cui l’autore cala la vicenda nel mondo reale, dove i riferimenti non fungono solo da nomenclatura, ma hanno una funzione narrativa: le nubi infatti vengono sottratte a Londra, città famosa per il suo clima umido e grigio, così come la sottrazione delle 5 del pomeriggio causa non pochi disagi agli inglesi, abituati al rito del tè pomeridiano.

Su questo sfondo si muovono e si osservano invece personaggi ed eventi spiccatamente fantasiosi come l’amico cinese che arriva in 23 secondi dalla Cina per mangiarsi un badile di risotto alla zucca, di cui va matto, o l’automobile che funziona a storie, la scatola aspiranuvole, il ratto parlante…

I personaggi condividono le due nature (reale a paradossale) con effetti stranianti: c’è la signora Gertrude che ha tutto (anche dei mitra) e il capello parlante che va e viene dalla testa del commissario, lo stessoWickson Alieni, eroe buono, ha un modo di rivolgersi agli altri a volte sguaiato e scortese.

Le trame avanzano dunque coerentemente e incoerentemente dando spazio ad entrambe le anime della narrazione. L’impressione generale che ho tratto da questa lettura e con cui  descriverei queste storie è quella delle sparate, le fanfaronate raccontate con perizia dallo spaccone di turno.

Su una trama piacevole si innestano sistematicamente clausole paradossali (Wickson Alieni, ad esempio, non è invisibile, ma non lo guardano!), e moltissimi dettagli secondari che vanno letti come tali, con il rischio - credevo - per il lettore di perdere la coerenza del testo.

Detto questo però mio figlio (9 anni) ha adorato questo romanzo e l’ho sorpreso spesso a ridere di cuore, immerso nella lettura: perché, mi sono domandata?

In fondo, a pensarci bene, i ragazzi tra gli 8 e i 9 anni si trovano proprio in quella terra di mezzo per cui incominciano a padroneggiare un mondo che vogliono afferrare e nello stesso tempo sentono una fuggevolezza delle situazioni, data dal loro essere ancora piccoli. In effetti negli innumerevoli viaggi in auto con molti di loro (ah, la vita delle mamme…), le assurdità sostenute con serietà e sfida sono innumerevoli. Letta sotto questa lente di realtà e consapevole della scrittura solita dell’autore, ho dovuto rivedere la mia prima impressione: Doninelli cerca coscientemente uno stile tra l’immaginifico e il reale per parlare con ironia ad un pubblico difficile ed esigente come i ragazzi a metà del ciclo della primaria.

Ciò che ha infastidito me, l’adulta della situazione, è esattamente la ragione del successo presso il suo pubblico, quello infantile, o meglio giovanile.

Posso dire con certezza dunque che il libro può essere un ottimo interlocutore per i ragazzi tra gli 8 e i 9 anni anche per quelli più restii a leggere, proprio per la condivisione di una mentalità e un piglio ironico davvero tipico di quell’età.

A questo aggiungete un uso della lingua, che a parte la caratterizzazione del tono, non è mai sciatta o banale.

Sorvolate sulla copertina davvero poco attraente e regalate questa storia ai suoi lettori.

Un meritato premio strega, dunque, evviva, che ha mostrato tutti i pregiudizi che a volte nascono negli adulti, me compresa.

Tre casi per l'investigatore Wickson Alieni Luca Doninelli 160 pagine Anno 2019 Prezzo 12,00 € ISBN 9788845293535 Editore Bompiani
Luca Doninelli, Tre casi per l'investigatore Wickson Alieni, Bompiani
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