Con i Minibombo non ci si annoia mai, tuttavia era un po’ che non percorrevano il loro catalogo perché il target di riferimento viaggia poco sotto l’età del mio Saverio, che ha ormai cinque anni. Ma in queste settimane siamo in pieno periodo lettere, numeri, forme… e non vi dico, anzi vi dirò tra poco, quanto ci siamo divertiti con Forme in gioco. Di libri sulle forme ne ho visti molti, ma quello di Silvia Borando mi è sembrato un approccio originale, fresco, inaspettato e dalle mie possibilità.

Questi i suoi punti di forza:

  1. L’autrice si sforza di creare una trama, funzionale, essenziale, un filo conduttore che permette la narrazione e quindi una fruibilità non solo operativa ma anche di ascolto. Questa scelta è inclusiva, perché l’essenzialità dei personaggi e i colori primari rendono la storia perfettamente a misura di un pubblico piccino che magari non ha ancora alcun interesse a riflettere sulle forme.
  2. Il libro non cede alla tentazione della personificazione dei personaggi. I cerchi, i triangoli, i quadrati, seppur sorridenti e scalpitanti in copertina, lasciano spazio ad una rappresentazione essenziale e raffinata che sintetizza e cristallizza le figure rivolgendosi senza ammiccamenti inutili ai bambini, che amano le forme anche se non hanno gli occhi e non sorridono.
  3. Il lavoro sulle forme, unito alla scelta di essenzialità grafica, correva il rischio di produrre un risultato finale noioso, invece l’introduzione di leggere ombreggiature sotto le forme irregolari, come ritagliate, lancia il gioco, propone una manipolazione e muove le tavole. La stessa irregolarità nella disposizione e nell’allineamento delle figure mostrano come il fine della rappresentazione non sia didattico e teorico, ma giocoso e spiritoso. Il fatto poi che ogni piccolo elemento mantenga la propria individualità e non si fonda favorisce la comprensione della figura da parte dei bambini.
  4. Ben pensato anche lo svolgimento della narrazione: il discorso diretto evita la pesantezza della descrizione, le domande, le esclamazioni, i commenti richiamano e richiedono l’attenzione e il coinvolgimento del pubblico. Anche la scelta di narrare il compiersi e il formarsi delle composizioni e non solo il risultato finale (ci sono i quadretti in fila e poi i cerchietti che si arrampicano…), fa scorrere in modo divertente le pagine.
  5. Guidate e riconoscibili (razzo, torre, casa, auto, treno…) le forme create lasciano, nel testo, poco spazio alla libera immaginazione, ma basta spostarsi sul minisito che le combinazioni si fanno più estrose e spassose. Anche questa accortezza mi è sembrata funzionale per permettere una narrazione della storia anche ai più piccoli, lasciando poi al sito il compito di rilanciare il gioco per i più grandicelli, passati – diciamo – al livello superiore.
  6. Il richiamo alla manualità è fortissimo. Questo non è un libro con le forme da ammirare-riconoscere-chiamare per nome… è un libro che ti fa venir voglia di provare.

Con Saverio è stato così: esaurita la prima lettura ci siamo lanciati nel collage sfrenato (e non vi dico che meravigliosi festoni abbiamo creato con i negativi delle forme ritagliate!) e nel disegno (Saverio, probabilmente per “appropriarsi” della costruzione delle diverse figure ha voluto ridisegnare esattamente tutte le tavole).

Ancora una volta i Minibombo ci hanno stupito per l’accuratezza con cui, a partire da un’idea banale, hanno confezionato un libro spiritoso e limpido allo stesso momento.

Questo il trailer, per chi non fosse ancora convinto:

https://www.youtube.com/watch?v=lkxti93pHoE

 

Qui invece potete leggere una bella recensione sull'app, che pare bella quanto il libro!.

Forme in gioco
Silvia Borando

32 pagine
Anno: 2014

Prezzo: 12,90 €
ISBN: 9788898177134

Minibombo editore
Anobii

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *