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20 dicembre 2015

Il regalo più bello.

Quello di oggi è un libro di tanti anni fa, che i miei genitori mi leggevano sebbene io avessi già gli anni sufficienti per leggere da sola, e racconta il Natale attraverso un viaggio: quello di un bambino, figlio di Baldassarre, uno dei Re Magi.

Il regalo più bello di Cornelius Wilkeshuis e Rita van Bilsen racconta dell’avventura di Irenius, un giovane principe dal cuore generoso. Una mattina il papà Baldassarre annunciò al figlio: «Vado dal giovane principe della pace a regalargli un calice d’oro, figlio mio». Era infatti apparsa una stella luminosa, più chiara di tutte e inaspettata nel cielo notturno: erano i prodromi di un grande avvenimento e molti cuori e occhi curiosi se ne accorsero, tra questi i Magi. Irenius accolse la notizia e non si capacitò del perché lui non potesse seguire il padre: «La stella indicherà il cammino anche a me. Mio padre porta un calice d’oro al principe che è nato. Io gli regalerò i miei tre giocattoli più belli». E fu così che Irenius partì con la sua palla rossa, il suo libro illustrato e il suo cagnolino Plutone. Di notte fuori dalle mura del palazzo il giovane principe camminò senza sosta, fino a giungere a un villaggio in un’oasi che sembrava incantata. Qui Irenius vide una bambina che piangeva: «Tutti i miei compagni mi deridono, perché i miei abiti sono rattoppati. Nessuno vuole giocare con me». Il principe non ebbe esitazioni: «Prendi questa palla così avrai una compagna di giochi». La generosità dei bambini è schietta e naturale, e quello di Irenius è un gesto semplice ed immediato.

Gli scorci orientali di Rita van Bilsen, i riflessi perlacei della luce bianca e l’attutita atmosfera densa di verde e di nero, accompagnano con lentezza il cammino di Irenius che per ragioni quasi magiche continua il suo viaggio alla velocità della carovana di suo padre che, viso incollato alla volta celeste, procede determinato verso la cometa.

Il viaggio di Irenius gli riserva altri incontri toccanti: dopo la bambina è la volta di un anziano solo e abbandonato a cui il principino regalerà il suo libro («Ci troverai dentro il mondo intero, con tutte le piante e gli animali») e poi di un ragazzino malato, arrabbiato e costretto a letto, a cui Irenius lascerà il cagnolino Plutone.

Siamo alla fine del viaggio: «La stella splendeva come il sole sopra ad un villaggio, e là emerse anche una casa avvolta in una luce dorata». Irenius trova qui un uomo, una donna e un neonato con ai loro piedi suo padre Baldassarre e altri due re. Ma lui arriva a mani vuote ed è contrito e triste e vorrebbe tanto raccontare che la sua palla, il suo libro ed il suo cane… «La donna lo capì, prese le mani vuote del ragazzo tra le sue e le baciò».

La storia si conclude così, senza parole e commenti, nel silenzio di chi sa e ha capito.

Il Natale sta in questa consapevolezza di arrivare ad una grotta, senza nient’altro da offrire che se stessi: il punto è essere giunti alla grotta. Quello che ci si guadagna è il cambiamento del proprio cuore.

Il testo è lungo, pensato per le narrazioni a bambini la cui attenzione è allenata, ma è facilmente comprensibile, proprio per la scelta del punto di vista del bambino che racconta l’esperienza della Natività attraverso la voce non convenzionale di un piccolo.

Le immagini eteree, fuori dal tempo ed incantate che caratterizzano il catalogo della casa editrice Arka, appaiono assolutamente consone ai tempi e ai luoghi della Natività.

Un libro per raccontare ai piccoli che accanto a Gesù loro possono essere grandi protagonisti, perché quello che occorre fare è riconoscere un fatto eccezionale: il vero regalo del Natale.

Il regalo più bello
Rita van Bilsen – Cornelis Wilkeshius – Giovanna Augabio
(traduttrice)

32 pagine
Anno: 1998

Prezzo: 12,39 €
ISBN: 9788880720744

Arka editore
Anobii

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