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20 ottobre 2017

Famiglia o della resilienza

«Houba!». Tornano le belle storie! Storie che si narrano, che fanno venire voglia di essere ascoltate e che lasciano un’impressione di gioia, una volta chiusa l’ultima pagina. I piccoli Marsù di Benjamin Chaud mi hanno fatto questa impressione: ironici, divertenti, leggeri, profondi, esilaranti, spassosi, veri… il merito sarà forse delle loro lunghe code che, abituate ad intrecciarsi e ad annodarsi nelle forme più strane, tengono insieme tutti questi aspetti?

I piccoli Marsù sono una famiglia di animaletti strani a metà strada tra una scimmia, un leopardo e un cane, dai grandi nasi neri e dalle lunghe, lunghissime code prensili, in loro compagnia (sono un papà, una mamma e tre cuccioli) viviamo due avventure: la prima dedicata alla quotidianità di una giornata come tutte le altre fatta di sveglie, scuola e giochi, la seconda invece racconta un evento catastrofico che in un attimo porta via la loro tana e li lascia senza casa.

Il grande formato e le illustrazioni pullulanti di Benjamin Chaud ci accompagnano attraverso una narrazione articolata ma semplice e inestricabilmente arricchita di ironia e divertimento. Immagini e testo giocano smentendosi e commentandosi a vicenda, rendendo le “solite” cose straordinarie e spiritose. Ad esempio è davvero un’impresa con quelle code lunghe riuscire a fare colazione «a gran velocità (possibilmente … senza sporcare dappertutto»), vogliamo poi parlare della mensa della scuola? E del maestro di pisolino?

Intorno ai Marsù c’è un universo di personaggi altrettanto esilaranti seppur più “normali”: pappagali, tapiri, scoiattoli, facoceri, ricci, coccodrilli… e i fili delle storie di ciascuno si intrecciano e incorniciano quelli della famiglia Marsù. Questo è più evidente ancora nella seconda avventura: «Un giorno una terribile tempesta si abbatte sulla foresta. Il nido va in pezzi e la famiglia dei Marsupilami si disperde nell’aria! “Houbalalà!” Grida Papà Marsù, mentre cerca di afferrare i suoi piccoli». I piccoli Marsù ormai senza casa iniziano a cercare un riparo ma ogni volta che sembrano trovarne uno vengono cacciati: «“Questo mucchio di pietre ci riparerà magnificamente dal sole” annuncia fiero papà Marsù. “Queste pietre sono mie!” protesta l’armadillo». I piccoli Marsù vivono in uno spazio narrativo complesso dove ogni personaggio interviene nello scorrimento della storia, i protagonisti si misurano con gli altri e la capacità speranzosa di andare avanti insieme decisi e leggeri li aiuterà a trovare il loro posto.

Ho molto apprezzato la dimensione familiare al centro della narrazione: papà, mamma e cuccioli sono assieme, affrontano le difficoltà di tutti i giorni, collaborano per superare gli ostacoli e tutto questo avviene con profonda naturalezza e senza alcuna retorica, anzi con un fondo di ironica allegria che è una dote preziosa in una famiglia! Ogni personaggio è sé stesso, vive individualmente momenti e spazi differenti e forse per questo la sera intrecciare le code insieme in mille nodi è così pacificante. Non c’è quella rassicurazione automatica un po’ stucchevole che a volte tocca le storie familiari e anche l’intreccio intimo e serale delle code diventa l’occasione per una risata: «Papà Marsù decide che aspetterà che i piccoli siano addormentati per disfare i nodi». Ecco, Benjamin conferma di avere uno spirito ironico e sorridente capace di sdrammatizzare ogni istante che rischia di diventare falsamente serio con una leggerezza equilibrata che non eccede mai lasciando l’amaro in bocca e regala invece una risata argentina contagiosa. Eppure i livelli di lettura sono molteplici e non sfuggirà come dietro la “semplice” giornata a scuola si celi l’acquisizione dell’autonomia, una certa idea di scuola dove ognuno fa cose diverse secondo i propri talenti, la fatica del distacco che è necessario e fisiologico («Arrivati davanti alla scuola, bisogna salutare i genitori senza piagnucolare»). Così come la perdita della tana e l’ostilità degli abitanti vicini tanto riecheggia le migrazioni che hanno investito ultimamente l’Europa, ma anche in questo caso però non c’è la volontà di consegnare un giudizio o impartire un insegnamento ai lettori e significativamente quello che dà la svolta narrativa è la collaborazione della famiglia, l’attenzione “automatica” all’altro e la tenace decisione di non arrendersi: nessun ripensamento buonista, nessuna conversione tardiva, ma un finale allegro e condiviso.

Questo sorriso sornione attraversa testi e immagini con trovate che strapperanno risa anche ai più ostinati: mi domando quale padre o madre non si ritroverà nell’esodo mattutino verso la scuola! La tridimensionalità dello spazio, la ricchezza strabordante di particolari, l’attenzione ai dettagli, la capacità di cogliere e rendere le emozioni attraverso le espressioni donano a questi libri una forte personalità.

Tornano le storie che amano essere raccontate (dai 4 anni in su), guardate e amate.

Benvenuti Piccoli Marsù!

P.S. Il verso che ha aperto l’articolo era di Marsupilami, il protagonista, nato dalla mente del  notissimo fumettista e sceneggiatore belga André Franquin, potremmo dire che lo stesso torna a vivere grazie a Benjamin Chaud, ma non credo che sia così. Ispirato a questo notissimo personaggio del mondo francese, Marsupilami diventa un altro protagonista che appartiene in modo profondo al suo disegnatore: è solo Marsù.

La scuola dei Piccoli Marsù

Benjamin Chaud

40 pagine
Anno: 2017

Prezzo: 15,80 €
ISBN: 9788895818849

Bohem editore
Compralo da Radice Labirinto: se non sai come fare clicca qui che ti spiego.

Il nuovo nido Piccoli Marsù

Benjamin Chaud

40 pagine
Anno: 2017

Prezzo: 15,80 €
ISBN: 9788895818832

Bohem editore
Compralo da Radice Labirinto: se non sai come fare clicca qui che ti spiego.

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