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12 dicembre 2018

Strenne 2018. Giorno 12

Leggere Pluk è uno spasso ed è uno spasso perché l’allegria e il candore di questo personaggio sono contagiose e perché l’abbondanza di espedienti narrativi non lascia un momento di noia al lettore che vi si accosti. A differenza di colleghi scrittori nordici che in Italia hanno avuto successi ben più noti al largo pubblico, Anne Maria Geertruida, “Annie”, Schmidt celeberrima autrice olandese risulta quasi sconosciuta al pubblico italiano.

Ciò che rende la storia di Pluk e il Gragrattacielo travolgente e coinvolgente è la disinvolta capacità con cui l’autrice armonizza un’ambientazione cittadina realistica e rispondente alle regole della realtà (c’è il parco, il grattacielo, le strade, la libreria, il dottore, il portinaio, il morbillo…) e un elemento fantastico che, ugualmente risponde alle medesime regole (ci sono educati scarafaggi parlanti, gabbiani con la gamba di legno, lupi “marinari” che adorano traghettare la gente, conchiglie che sanno fornire esattissime indicazioni stradali…). All’interno di questo ambiente coerente moltissime trovate esilaranti ed inaspettate tipiche dell’immaginario dei bambini: c’è una famiglia che si sfama prevalentemente di patatine fritte e per non fare rumore riempie il pavimento di materassi, cavalli talmente lunghi che hanno bisogno di ruote a metà pancia per non piegarsi su se stessi e lavanderie che spruzzano liquidi rosa che rattoppano e puliscono i vestiti sporchi…

Pluk il nostro protagonista è un piccolo bimbetto guidatore di un carroattrezzi che per una fortunosa coincidenza trova casa nella torretta del Grangrattacielo; non sappiamo nient’altro di lui, ma pagina dopo pagina non riusciamo a non innamorarci della sua gentilezza, della sua empatia… del suo essere bambino. Il Grangrattacielo diventa il centro narrativo da cui si espandono le diverse avventure e attorno a cui gravitano i tanti splendidi ed unici personaggi: c’è Zaza lo scarafaggio, Clio la colomba cicciona, Agatina la bambina apparentemente perfettina, la famiglia Fracassini, Carl il gabbiano con la zampa di legno, Lisetta la gabbianella, Pennino il libraio gentile, Vertiginio lo scoiattolo con le vertigini, i signori Fringuelli appassionati di uccelli, l’eremista di Bambagia…

La storia è unica e si snoda progressivamente nei 40 capitoli con continuità e questo regala una lunga avventura che vede, sì, diversi episodi, ma tutti legati ed intrecciati senza soluzione di continuità. Al centro c’è Pluk, ma non mancano parentesi che seguono i personaggi secondari in loro personali piccole ed esilaranti avventure. 

I personaggi e i temi raccolti sono grandi e piccoli e si intrecciano  si accordano con naturalezza: c’è la signora Stralindo fissata con la pulizia che costringe la figlioletta Agatina ad una vita di spray e pulizie e il bosco che deve essere raso al suolo per lasciare spazio a mattonelle e panchine, c’è l’uovo dell’uccello estinto e l’eremista che coltiva e regala bacche che fanno venire voglia di giocare, ci sono vacanze da fare a Egea Marina (!) per guarire dal morbillo, bambine invidiose che fanno la spia e guardiani del parco che adorano le panchine e il cemento… ciò che fa da collante è il realismo limpido dei bambini – e quindi di Pluk – quel realismo che porta i bambini a chiedere aiuto quando hanno bisogno, che li fa ribellare alle ingiustizie, che li fa essere certi che le cattiverie saranno punite (magari da una cacca di uccello gigante!), che li fa essere intraprendenti e spericolati e che li fa essere sempre felici di essere lì dove sono.

C’è tutto in questo racconto lungo: avventura, paura, rischio, mare, amicizie, animali parlanti, magia, pompieri, adulti odiosi e gentili, bambini coraggiosi e bambine detestabili.

L’impressione generale che queste pagine donano è sempre di una gioia divertita, mai sopra le righe, mai invadente eppure così piena, spensierata, certa: si vorrebbe avere una Torretta sul tetto di casa per poter ospitare Pluk e la sua gentilezza per poterne godere ogni giorno. 

La scrittura è scorrevole e ricca, notevoli e interessanti le piccole chicche lessicali inventate dalla stessa autrice – alla quale è riconosciuto un ruolo linguisticamente importante nel suo Paese. Le immagini di Fiep Westendorp, come nei migliori connubi artistici, sono perfettamente in sintonia con il testo: non si poteva immaginare un Pluk differente dal quel ragazzino scapigliato, col nasino in su e lo sguardo incantato, così come la signora Stralindo non poteva che indossare grembiuli immacolati, gonne a righe e vezzose scarpe con il tacco (anche mentre fa le pulizie!).

Il testo è ricco e lungo e l’impaginazione a doppia colonna aiuta nella lettura, le immagini assai frequenti intervallano e rendono prezioso il volume. Una lettura ideale per i primi tentativi di lettura condivisa “lunga” e una proposta coinvolgente per i lettori autonomi dai 7-8 anni.

Un libro splendido che finalmente non manca più, in Italia!

Pluk e il Grangrattacielo
Annie M.G. Schmidt – Fiep Westendorp – Valentina Freschi (traduttrice)

200 pagine
Anno: 2018

Prezzo: 21,00 €
ISBN: 9788885810099

Lupo Guido editore

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