A new year’s reunion 团圆 di Yu Li-Qiong e Zhu Cheng-Liang è un albo che narra in tono semplice e verosimile ciò che accade modernamente nelle famiglie cinesi all’arrivo del capodanno. 

I riti, le usanze antiche e le leggende che si intrecciano in questa festa sono diverse e si ripetono da centinaia di anni (qui ne ho già parlato), questo libro invece ci racconta che cosa significhi oggi celebrare in Cina il capodanno.

Questa festa rappresenta la più grande migrazione annuale di esseri umani e, se questo da una parte può colpire per magnificenza e spettacolarità, in realtà racconta una dolorosa situazione che contraddistingue l’economia e la vita delle famiglie cinesi (vi consiglio, a riguardo, di guardare Last Train home).

Lo sviluppo stratosferico dell’economia cinese ha infatti determinato l’abbandono delle campagne: le persone si sono spostate nei centri urbani per trovare lavoro.

Questo però ha determinato uno sfaldamento dell’unità familiare: spesso le persone “produttive” affidano (abbandonano?) i figli alle cure di nonni, che rimangono in campagna o nelle periferie, e per tutto l’anno, senza ferie, senza feste, senza pause lavorano, in condizioni spesso inenarrabili.

La vita trascorre autonomamente: da una parte i bambini e gli anziani, dall’altra i genitori al lavoro e solo una volta all’anno, in occasione del capodanno, i nuclei familiari si ricompongono.

Questo momento è certamente l’occasione di una grande felicità che però ha molte zone d’ombra, perché le persone si ritrovano anche a fare i conti con una dolorosa estraneità.

Il testo di Yu Li-Qiong ci racconta l’aspetto più bello e festoso di questa celebrazione, pur accennando alle nuvole scure che sfilano tra i gioiosi festeggiamenti.

«Papa builds big houses in faraway places. He comes only once each year, during Chinese New Year»

Il senso di attesa, trepidante, tipico del Natale occidentale, manca, perché qui la vera gioia nasce - forse, purtroppo - da un lungo percorso di ri-riconoscimento. Il papà infatti arriva a casa con valigie piene di doni, ma chi è questo papà? La piccola protagonista, Maomao, ha forse bisogno di un po’ di tempo, per riconoscerlo e per poter essere felice dell’incontro. Le scene si susseguono e, nonostante i volti siano quasi insistentemente felici, non possiamo non cogliere alcune note malinconiche. Il papà si rifocilla, va a farsi radere, prepara i dolcetti di riso, dorme… La festa continua fra fuochi d’artificio, visite ai parenti, abbracci, lavori in casa, le sfilate dei draghi per strada. Maomao si avvicina sempre più al suo papà, ma il tempo è tiranno e la narrazione lo scandisce imperterrito: il primo giorno, il secondo giorno, il terzo giorno… Il quarto giorno il papà deve ripartire.

Quel momento che sancisce una familiarità ritrovata coincide con l’attimo in cui è costretta a strapparsi nuovamente ed è la voce della bambina ad offrirci uno sguardo vero su questa realtà. Il papà per consolare Maomao che piange, infatti, le promette una bambola per l’anno successivo, invece lei fa qualcosa di diverso, offrendogli la moneta fortunata trovata nei dolci di riso fatti insieme:

«“Here, take this. Next time you’re back, we can bury it in the sticky rice ball again!” Papa is very quiet. He nods and hugs me tight»

Una moneta, che è semplicemente elemento simbolico della fortuna (anche in molte tradizioni occidentali, si nasconde una moneta nel dolce), si trasforma, in questo contesto in una offerta di riflessione: il denaro, quanto tempo con la propria famiglia può valere?

Le illustrazioni riescono in modo molto equilibrato a restituire visivamente il contesto cinese nelle sue peculiarità, nei suoi colori, nei suoi scorci ma con una sintesi che permette anche agli occidentali di leggere e comprendere le figure. Le tavole giocano negli accostamenti dentro/fuori creando una tridimensionalità avvolgente; il clima è marcatamente gioioso, ma a tratti (guardate che umano il gesto della mano della madre alla fine!) anche semplicemente vero e triste.

Mi sono chiesta come mai la censura editoriale cinese abbia permesso che questo leggero annuvolamento apparisse in una storia e mi sono risposta, dolorosamente, che ciò che un lettore occidentale potrebbe cogliere come triste, sia oggi semplicemente considerato normale agli occhi dei cinesi.

Un bel libro, purtroppo vero.

 

[shareaholic app="share_buttons" id="15118398"]
A new year's reunion Yu Li-Qiong - Zhu Cheng-Liang 40 pagine Anno 2011 Prezzo 15,50€ ISBN 9780763658816 Editore Candlewick Press
Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *