Mukashi Mukashi, Franco Cosimo Pnini

Mukashi Mukashi, Franco Cosimo Pnini

*Resoconto a cura di Elisabetta Previati

La letteratura per l’infanzia che ruota attorno al Giappone, terra la cui storia, i cui riti, i cui culti provengono da differenti tradizioni limitrofe, ci parla con il sapore magico di tradizioni molto distanti dallo sguardo occidentale.

È la terra perfetta perché leggende, miti e fiabe si animino di spiriti, mostri, fantasmi e creature soprannaturali dall’aspetto malvagio o benevolo, a seconda dei casi o dei capricci. Spesso ancora più crude delle fiabe più diffuse nel mondo europeo – penso ai Fratelli Grimm o a Perrault – mantengono anche nella violenza un’eleganza di forme nelle immagini, e un tocco soave nella narrazione, che sono un po' il marchio dell’immaginario giapponese, ai nostri occhi occidentali.

Questo del rapporto tra visioni orientali e occidentali è forse il tema portante attorno al quale si è snodato il primo incontro di Scoprirsi Bambini.

Quanto c’è di autenticamente orientale quando a raccontare il Giappone sono autori occidentali? 

E quando sono gli autori giapponesi a raccontare l’Occidente, lo fanno in modo europeo, con canoni filtrati attraverso il nostro immaginario occidentale? O quanto portano di autenticamente orientale?

Rientrano nel primo filone i seguenti libri e albi:

Il libro dello Hakutako (storie di mostri giapponesi), dell’americano Mattew Mayer, in cui compare un tema che vedremo ricorrente, quello del sacrificio, in particolare nella racconto della Leggenda del coniglio Lunare; 

Goro Goro, di Laura Imai Messina, anche lei come Mayer residente in Giappone, contenente fiabe “con molto poco di fiabesco”, sempre rispetto al nostro immaginario; 

Mukashi Mukashi (C’era una volta in Giappone), narrato da Giusy Quarenghi, con fiabe che parlano di situazioni quotidiane, da cui emerge però nuovamente una tematica a sfondo spirituale, se vogliamo, ossia la redenzione. 

Lafcadio Hearn - Benjamin Lacombe, Spiriti e creature del Giappone, L’ippocampo

Lafcadio Hearn - Benjamin Lacombe, Spiriti e creature del Giappone, L’ippocampo

Appena uscito nelle librerie, illustrato dal visionario Benjamin Lacombe e scritto da un misterioso autore devoto al Giappone e ivi a lungo vissuto, Lafcadio Hearn, Spiriti e creature del Giappone ripropone in più di un racconto il tema del sacrificio, della salvezza, introduce al mondo degli Yokai, creature soprannaturali tanto accattivanti quanto terribili, spesso perché celate dietro spoglie umane.

Sempre di Yokai e di leggende dai personaggi inquietanti parla I Bakedanuki, di Ayano Otano, in cui può però intravedersi un elemento nuovo rispetto alle altre storie e leggende folkloristiche, ossia una morale: nel coraggio e nell’unione si possono sconfiggere scheletri e mostri. 

Di tradizioni giapponesi, ma legate all’immaginario quotidiano più che fiabesco, è il libro del 1973 Akiko la giapponesina, anch’esso scritto da un’autrice italiana molto prolifica sul versante multiculturale;

Philippe Giordano, Kaguyahime

Philippe Giordano, Kaguyahime

Dipinto dagli occhi occidentali di Philippe Giordano è ancora Kaguyahime, Principessa Splendente, che tratta anch’esso, attraverso la bellissima leggenda dei figli della luna, la tematica della redenzione e del sacrificio, se di sacrificio può trattarsi dato che il mondo sovrannaturale che prevale è visto come incomparabile all’umano. Di questa storia esiste anche un delicato e struggente film animato dello studio Ghibli, La storia della principessa splendente, che è uno dei miei preferiti in assoluto.

Da momento che abbiamo nominato lo studio Ghibli, nominiamo un’altra storia squisitamente distante dai canoni occidentali, Nausicaa della Valle del vento, che prima di essere un capolavoro di Hayao Miyazaki, è un manga che parla di forza e debolezza, tra le altre cose.  

Passando al filone opposto, giapponesi che “si recano” in occidente, troviamo Mitsumasa Anno, i cui albi mescolano lo stile Wimmelbuch e il silent, e sono unici nel loro genere. Nel suo celebre Il Viaggio incantato sembra comportarsi come se volesse esaltare, del suo viaggio, i particolari che gli orientali si aspettano di vedere nella costruzione dei borghi, dei castelli, dei paesaggi. Resta ancora inedito in Italia, stranamente, Anno’s Italy.

Troviamo poi il manga Mamma, questa è l’Italia, di Keiko Ichiguchi, che parla di una ragazzina alle prese con la conciliazione dei suoi costumi originari con gli usi nostrani. L’autrice vive e lavora in Italia. 

Sempre residente in Italia, scrive e illustra libri per una fascia di età pù giovane, ma non per questo con tematiche meno profonde, Satoe Tone. Il suo Questo posso farlo riprende il tema del sacrificio in modo dolce e commovente. 

Satoe Tone, Questo posso farlo, Kite edizioni

Satoe Tone, Questo posso farlo, Kite edizioni

Altra autrice giapponese trapiantata in America, in questo caso, è l’artista multimediale Yayoi Kusama. La sua biografia Da qui all’infinito parla anche di ribellione alle radici orientali, non sempre vissute in modo positivo.

Ma non si può parlare di Giappone senza parlare di Kamishibai, il teatro delle storie. Per raccontare di che si tratta esiste il Kamishibai L’uomo del Kamishibai, di Allen Say. Non è solo un gioco di parole, è anche una bellissima metastoria.

Spostandoci poi su libri e albi per i più piccini troviamo altre tematiche interessanti. 

Per esempio l’uso della carta negli spettacolari Pop-up di Komagata o di Shingu: al contrario di quanto verrebbe da pensare, dato

Yuichi Kasano, Blub blub blub, Babalibri

Yuichi Kasano, Blub blub blub, Babalibri

che sono destinati alle mani dei più piccoli, sono realizzati con carta sottile. Un dettaglio che ci parla dei bambini giapponesi? Chissà. Fatto sta che una delle tematiche ricorrenti o anche solo un dettaglio che si evince da alcuni libri proposti, è l’autonomia e l’indipendenza dei più piccoli. È il caso delle storie de I bambini del mondo, di Emanuela Nava, come anche dei protagonisti di Un giorno d’estate, di Koshiro Hata, e delle piccole Ciri e Cirirì che attraversano in bicicletta memorabili avventure, nella serie realizzata da Kaya Doi. (Mi permetto di confessare il mio amore spassionato per questa serie di albi, che piano piano sta venendo tradotta in Italia). Queste ultime piccole protagoniste, e qui ci spostiamo su un altro tema… squisitamente giapponese, oltre ad andare in bicicletta, perlopiù mangiano. Il rito del cibo, così presente anche nella scrittura per adulti, è emerso anche nell’albo Das Tomatenfest, di Akiko Hayashi, conosciuta in Italia per altri titoli. E aggiungerei anche, della già citata Satoe Tone, La carota gigante.

Shinsuke Yoshitake, Non si toglie

Shinsuke Yoshitake, Non si toglie

Sempre dedicati ai più piccoli abbiamo incontrato: Non si toglie di Shinsuke Yoshitake (ma ridono tanto anche i grandi), Blub blub blub di Yuichi Kasano, la serie di Panda e Pandino di Satoshi Iriyama, la serie di cartonati con le irresistibili finestrelle ideati da Yusuke Yonezu, e per finire la dolcezza di immagini e parole dei libri di Komako Sakai, da Aspettami ad Akiko e il palloncino.  

Spesso in queste opere torna a farsi viva la distanza di usi e costumi, in modo piacevolmente curioso per noi. Un porcellino di vetro, un cucù e le foglie di bambù possono essere ritenuti oggetti di quotidiana frequentazione di un bimbo piccolo, in Giappone. Il cervo volante (Un giorno d’estate) ha fatto credere a mio figlio che ci fosse un vero cervo in volo, alla fine del libro. Grande delusione quando ha scoperto che si trattava solo di un coleottero, non così diffuso dalle nostre parti. 

Concludo con due libri difficilmente collocabili nei percorsi affrontati da questo mio resoconto. 

Yukie e l’orso, illustrato in modo molto particolare da Maki Hasegawa, dà voce ad affascinanti tematiche come la convivenza delle minoranze, l’inclusione e la nascita del linguaggio.

Il libro delle case straordinarie, di Yoshida Seiji, è un pezzo unico nel suo genere. Pur inserendosi nell’ampia produzione di libri sulle case, parla di case inventate dall’autore, o meglio case immaginate dalle sue letture di bambino e ragazzo.

C’è un’autrice che non è stato possibile affrontare, durante questo bellissimo e stimolante incontro. È la mia preferita in assoluto tra gli autori di albi in genere, per cui vorrei almeno citare Akiko Miyakoshi, tradotta in Italia solo con La strada verso casa. Spero ci sarà modo di parlare di lei, della magia delle sue storie per i piccoli, della malinconia bella che evocano nei grandi e del taglio cinematografico delle sue tavole. 

Non vedo l’ora di tornare a scoprirmi bambina insieme a voi, al prossimo incontro.  

Tags Giappone
Commenti
7 Ottobre 2021
Maria

Di niente! Io poi amo molto parlare insieme dei libri, anche io a questo gruppo di lettura ho scoperto titoli splendidi che non conoscevo!

7 Ottobre 2021
Annalisa Penzo

Bellissimo resoconto, grazie
Tanti i titoli citati alcuni conosciuti altri mi hanno incuriosito moltissimo
Sto leggendo narrativa giapponese per adulti da tempo e mi affascina sempre più questo paese.
Ora mi gusterò anche questi dell’infanzia
Grazie molto

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