Scoprirsi Bambini: copertine

Scoprirsi Bambini: copertine

L’incontro dedicato alla riflessione intorno alle copertine è stato per me un’occasione molto interessante e provocante: che cos’è la copertina di un libro? Come è concepita? Cosa raccoglie in sé? Che rapporto ha con i lettori?

Tra la marea di provocazioni che questo tema mi ha regalato come pensieri e riflessioni, nel mio intervento ho scelto di concentrarmi su 2 punti.

Scoprirsi Bambini: copertine

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Mi sono interrogata innanzitutto su come le copertine cambino in funzione al loro mercato geografico, rispondendo ad un filtro e alla storia culturale di ogni Paese. Abbiamo, ad esempio, riflettuto sulle intriganti osservazioni offerte qualche anno fa da Beatrice Alemagna sui cambiamenti che alcuni editori hanno effettuato sulle edizioni di alcuni suoi libri. 

Cambiamenti legati ad una storia figurativa che avrebbe potuto essere dolorosa e disturbante per il pubblico: esiste infatti una storia e una cultura delle immagini che appartiene ad ogni popolo.

Scoprirsi Bambini: copertine

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In modo più pragmatico abbiamo poi riflettuto su come la copertina cerchi di accordarsi al sentire di un pubblico piuttosto che un altro: gli italiani sono più emotivi? Gli inglesi più pragmatici e amanti della natura? Le copertine di alcune novità sembrano suggerircelo!

Scoprirsi Bambini: copertine

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Secondo punto di riflessione che mi ha molto intrigato è stata la funzione del titolo nei silentbook: per ragioni di mercato (ma non solo!) i libri senza parole hanno almeno alcune parole, quelle del titolo, appunto. In che modo questi titoli sono pensati e instradano la lettura delle pagine successive? Gli esempi sono molto interessanti!

Manuel Marsol, Museum, Orecchio acerbo

Manuel Marsol, Museum, Orecchio acerbo

Paola ci ha parlato invece della composizione delle copertine e del loro forte impatto visivo. Gli albi illustrati hanno copertine che sembrano veri e propri quadri, tanto che è un peccato non esporli in librerie frontali. I libri si trasformano dunque in gallerie d’arte: Museum ne è un esempio lampante, con gli occhi del conducente che ci interrogano dallo specchietto. Che cosa mi stai dicendo? Mi segui?

Scoprirsi Bambini: copertine

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Federica torna sul ruolo interpretativo dei titoli all’interno dei silentbook, evidenziando come le copertine ma anche le quarte di copertina (!) più interessanti possano spogliarsi del loro elemento commerciale, per entrare a far parte della narrazione del libro: Professione coccodrillo non avrebbe la stessa efficacia narrativa senza la copertina, quel titolo e quell’illustrazione in quarta di copertina!

Un’altra considerazione riguarda il potere di suggerire il pubblico di riferimento: storie eterne come le fiabe o le favole possono essere rilette e rivolgersi ad un target indicato chiaramente dalla copertina, dallo stile (adulto o meno) illustrativo.

Francesca ha parlato della sua esperienza e di come lei veda su di sé il fortissimo richiamo della copertina: se la copertina mi piace, intuisco che anche l’interno mi piacerà. Una sorta, dunque, di primato dell’illustrazione sulla parola a cui si lascia la possibilità di svelarsi dopo l’acquisto.

Scoprirsi Bambini: copertine

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Tra gli esempi lo stile intramontabile di Leo Lionni e di Munari, che - abbiamo notato insieme - inserisce le illustrazioni e i testi delle copertine delle sue opere all’interno della narrazione della storia.

Elena ha parlato di un altro tema cruciale: l’uso della copertina per attrarre attraverso temi che ammiccano all’adulto. Attraverso alcuni esempi “negativi” ci ha raccontato come le copertine possano fungere da esche per gli adulti che comprano, fidandosi del tema e della sensazione comunicata, ma poi non ritrovandosi per niente nella narrazione contenuta all’interno. Anche i bambini possono cadere nel tranello del “tema caro”: le copertine attraggono i bambini attraverso tematiche molto esplicite e riconoscibili. In ogni caso la lettura del contenuto risulta un passo fondamentale e criticamente necessario!

Scoprirsi Bambini: copertine

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Su questo tema si aggiunga che la lettura dei testi che compongono la copertina è fondamentale: quanti questo inverno hanno acquistato la raccolta natalizia di Peter coniglio senza accorgersi che sono “storie ispirate a” alle storie originali di BEATRIX POTTER (scritto bello in grande!)?

Elisabetta ha riflettuto sulla differenza di libri le cui copertine siano concepite e illustrate appositamente per essere copertine e copertine che scelgono una immagine interna del libro (e quale scelgono?). L’importanza delle librerie frontali a casa e in libreria è stata ribadita: i libri migliori sono quelli che riescono a comunicare lo spirito intero del libro con onestà, lasciando che la storia dia voce all’emozione suscitata dalla copertina.

Scoprirsi Bambini: copertine

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Gli occhi, poi, gli sguardi diretti sono una strategia spesso utilizzata nelle copertine per richiamare l’attenzione dei lettori-acquirenti: chi non guarda un occhio?

Scoprirsi Bambini: copertine

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Federica ci ha guidato nel mondo delle copertine dei più piccini. Ci sono copertine che sono rimaste immutate dagli anni ’70 ricordate Brucoverde de La coccinella): perché funzionavano ieri come oggi nel comunicare il divertimento promesso dalla storia. 

Le fustellature, i buchi… comunicano una fisicità che il bambino riconosce come adeguata a sé. Le copertine che si rivolgono ai piccoli e alle loro capacità, sono libri onesti e che facilmente diventano classici.

I titoli e gli spunti che ci siamo portate a casa, sono stati - anche questa volta - un tesoro prezioso.

Ringrazio tutte!

Tags copertine
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