Gusci di noce (The Nuthshell library) di Maurice Sendak, pubblicato nel 1962 e arrivato solo oggi sugli scaffali italiani, è un bellissimo quartetto di volumi in miniatura, raccolti in un cofanetto, che divenne popolarissimo e che ha tutti i numeri per replicare, oggi, il successo di allora.

Sendak dà prova, in questi libri, in modo più evidente che in qualsiasi altro suo libro, di avere un’idea di letteratura completa: sono infatti l’espressione di una profonda riflessione sia sulla forma del libro, sia sulla relazione tra le immagini e il testo, sia sul destinatario che, anche se bambino, non è considerato mai ininfluente.

Sendak aveva tutte le carte per poter progettare libri d’artista dove dar prova della sua genialità, relegandoli ad un mercato di colti adulti. La sperimentazione visiva infatti corre, per sua natura, il rischio di creare libri innovativi, unici e di grandissimo valore che però potrebbero non incontrare mai i loro destinatari, specie se questi sono bambini. Non fu mai così per Sendak che, per l’infanzia, ebbe sempre una stima e una curiosità onesta e tutt’altro che idealizzata: i suoi sono libri per bambini e questa piccola libreria merita di raggiungere le mani dei più piccoli e non di essere tenuta con cura su una mensola.

Per dare un’idea della curiosità con cui Sendak guardava all’infanzia, vale la pena raccontare la genesi di questi minuscoli libri. Alla fine del 1960, una maestra di scuola dell’infanzia inviò all’editore Harper una serie di storie che le erano state dettate dai suoi bambini, tra le quali ce ne era una particolarmente affascinante, ideata da Alice, bambina di 4 anni: “Un uccello non è morto. Un gatto non l’ha acchiappato. Non è stato investito da un’auto. Il treno non ci è passato sopra. E questa è la fine della mia storia felice”. L’editor di Harper, la signora Nordstrom, fece arrivare questa storia a Sendak «e lui fu preso dall’idea di provare un volume in miniatura, con una storia adatta. Il risultato, ovviamente, fu più meraviglioso di qualsiasi cosa avremmo potuto immaginare» (Lanes).

Sendak progettò minuziosamente il contenitore e ciascuno dei libretti: il formato, la carta, il carattere sono frutto di sue precise scelte. Si cimentò inoltre, per la prima volta, nella scrittura per bambini molto piccoli (dai 2 anni), con una capacità che non può che sbalordire ancora oggi.

Gusci di noce include un alfabeto “rettiliano” – Alligatori in abbondanza, un libro sulle stagioni – Brodino di pollo, una filastrocca sui numeri – Uno è Johnny, e un racconto in rima esilarante – Piero. Ognuna di queste opere è in versi ed è irresistibilmente memorabile.

L’abbecedario degli alligatori presenta una serie di quadretti eloquenti sulla vita di una spassosa famiglia di rettili: la lingua è pensata maniacalmente (ottimo il lavoro di traduzione di Livia Signorini!) in modo che, in ogni didascalia, le parole incomincino (quasi) tutte con la lettera considerata, incoraggiando il lettore-ascoltatore a giocare con le allitterazioni:

«Alligatori in abbondanza»

«Bucano birichini»

«Curano il cimurro»

Il risultato complessivo e l’estrema coerenza tra testo e immagine richiese un lavoro certosino che è testimoniato dalla mole di bozze presenti tra le carte di Sendak: gli alligatori iniziarono, ad esempio, la loro vita letteraria come una famiglia di scimmie, e anche dopo essere diventati definitivamente alligatori, sono comunque numerose le varianti delle scenette e delle relative descrizioni.

Quello che stupisce maggiormente è che il “contenitore” strutturale dell’abbecedario, che Sendak si era imposto, e che era mutuato dal mondo scolastico, non gli impedì di riflettere e di confezionare personaggi e situazioni esilaranti, perfette per parlare ai bambini. La sua preoccupazione era questa:

«My alligators aren’t teachers: they’re like my later hero Max in Where the Wild Things Are. They stick their tongues out, stand upside down, and are very vain. They do the kind of things that all my children do» (Lanes)

In Uno è Johnny, Sendak semina un festoso caos, contando da uno a dieci e viceversa: al centro c’è Johnny, un bambino che «vive da solo e gli piace un sacco».

Il gioco che si scatena tra le pagine non segue la tipica sequenza descrittiva (alla scritta “2 topi” è affiancato il disegno di due topi, alla scritta “3 gatti” corrispondono tre gatti disegnati…) ma, divertendosi a sfruttare l’illustrazione, propone una storia cumulativa, in cui la stanza vuota di Johnny si riempie con personaggi di ogni risma.

«1 è Johnny che vive da solo»

«2 è il ratto che vedi in volo»

«3 è il gatto che rincorre il ratto»

L’andamento in rima, unito al climax cumulativo, è tra i più amati dai bambini piccoli che gioiscono nel ritrovare gli stessi elementi pagina dopo pagina e che hanno il tempo per cogliere gli elementi nuovi, uno dopo l’altro. La stanzetta di Johnny diventa il palcoscenico di tante piccole storie che la attraversano, con sorprendente allegria. Il movimento in due direzioni, che scatena la confusione ma che poi riporta la calma, è coronato dal finale perfetto che ristabilisce la rassicurante situazione iniziale. Semplicemente perfetto.

Un altro bambino sguscia fuori vivissimo dalle pagine di Brodino di pollo, un viaggio in rima attraverso i mesi che celebra le monomanie dei piccoli: il brodino di pollo, come probabilmente oggi la pasta in bianco, diventa la panacea di ogni male e la degna coronazione di ogni giornata.

«A marzo soffia il vento

e rovescia il brodino sul pavimento.

Poi se lo lecca tutto contento.

Soffia una volta

soffia di nuovo

soffia e brodino di pollo mi bevo!»

Le illustrazioni danno vita a piccole storie indipendenti grazie ad un bambino che nuota, si arrabbia, si trasforma in balena, cavalca i coccodrilli… 12 quadretti per altrettante storie in rima che fioriscono in pochi versi.

«Te l’ho già detto

e te lo ripeto

in ogni mese dell’anno

un bel brodino di pollo

e passa ogni malanno»

Infine c’è Piero, la storia che, a detta dei critici, è quella più vicina al cuore di Sendak e che probabilmente darà poi vita a Baldo e Ribaldo. Al centro c’è un bambino testardo e maleducato che sembra lo specchio del protagonista delle buone maniere della serie E allora tu che cosa dici? e Allora tu che cosa fai?, un bambino che ne combina di cotte e di crude ma che, dopo una sana permanenza nello stomaco di un leone affamato, ritorna in sé.

«Un giorno benedetto, 

che Piero esce dal letto, 

la mamma gli dice:

«Buongiorno carino, 

sei il mio tesorino».

E Piero:

“Che m’importa!”»

Il «“Che m’importa!”» si ripete come un ritornello, pagina dopo pagina, situazione dopo situazione: la simpatia è immediata. Questa struttura narrativa coinvolge i più piccoli che non perderanno tempo ad immedesimarsi con una certa liberazione (sì, la letteratura permette anche di rispondere male alla mamma!) nello scontroso Piero. Ma la sua insolenza sarà la causa di un imprevisto:

«E poi, al calar della sera, 

un leone affamato 

si presenta in criniera. 

Guarda Piero con ardire 

e gli chiede, vuoi morire? 

E Piero:

Che m’importa!”»

Piero finirà di filato nella pancia del leone, almeno fino a quando il dottore non prenderà per i piedi il leone e, sbatacchiandolo come uno straccio, libererà il malcapitato. Il finale con la sua morale è unico, come unico fu Sendak.

In termini di risultato, questi quattro libri rappresentano un notevole progresso rispetto ai libri precedenti di Sendak. Sebbene i libri sembrino spontanei, brevi e semplici, i loro bozzetti rivelano un lavoro di progettazione accuratissimo: niente è stato davvero lasciato al caso.

Maurice Sendak, Gusci di noce, Adelphi

Maurice Sendak, Gusci di noce, Adelphi

Perfino il contenitore fu oggetto di prove e bozzetti prima di essere consegnato alle stampe. Le facce del cofanetto riproducono una scatolina di legno, decorata dall’artista, con aperture che rivelano i personaggi di ogni libro in quelli che appaiono come piccoli palcoscenici.

Ma ciò che non può non colpire il lettore è la cura delle storie.

Brillano, in queste pagine, i protagonisti bambini che hanno il privilegio di essere se stessi: arrabbiati, vendicativi, felici, stufi, euforici… Ci sono una trama emotiva e una complessità davvero rispettose e molto aderenti alla realtà della vita dei bambini piccoli e, contemporaneamente, c’è un magico sorprendente che si insinua con assoluta naturalezza tra le pagine, in veste di un leone affamato, di una tigre straccivendola, di un alligatore che mangia spaghetti: proprio come se un bambino stesse dando vita ai suoi pupazzi.

Dirvi imperdibili, può bastare?

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Gusci di noce Maurice Sendak 160 pagine Anno 2024 Prezzo 26,00€ ISBN 9788845938405 Editore Adelphi
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