Quando il mese scorso sono andata in biblioteca con Saverio, mi sono imbattuta in questo libretto di Giusi Quarenghi, Manuale di buone maniere per bambine e bambini. Il titolo mi aveva subito incuriosito, perché io avevo dei ricordi bellissimi di due libretti sulle buone maniere che leggevo e rileggevo quando ero piccola, a questo si aggiunga che avevo appena conosciuto Giusi Quarenghi e l’amore per lei era appena sbocciato impetuoso, come vi avevo raccontato qui, quindi tutta tronfia me lo sono portato a casa.

Quando poi, qualche giorno dopo, sono saltati fuori dalla soffitta di mamma proprio quei due libretti di Sesyle Joslin (E allora tu che cosa fai? E allora tu che cosa dici?) ho pensato che il libretto era destinato a entusiasmare Saverio, in una sorta di parallelo temporale. Ma non è andata così :(

Parlare di buone maniere può essere moooooolto barboso e tante volte può anche non essere necessario: io per esempio desidero che Saverio sia un bambino felice, che impari ad amare il mondo e che capisca che è amato, da questo io penso derivi tutto il resto di conseguenza. Il mio problema principale non è che sia educato, ma che impari a vivere bene nel mondo, come gratitudine per quello c’è, per lui. Eppure da bambina ero una fan sfegatata dei libretti della Joslin, li sfogliavo e li recitavo a memoria: ho dei ricordi lucidissimi. Perché mai dunque? Perché sono davvero unici nel loro genere. L’idea davvero geniale è insegnare le buone maniere e raccontare contemporaneamente delle storie intriganti: possibile? Altroché! Per esempio se siete un pirata che sta per scovare il tesoro e vi chiamano per il pranzo? Tu ti lavi le mani e sorridente ti siedi a tavola! E se vieni invitato dalla regina che ti propina un menù solo a base di spaghetti, tanto che tu stai per scoppiare? Chiedi di poterti congedare!

I contesti sono davvero memorabili: ci sono pirati, principesse, sale da ballo con orsi, draghi ai compleanni, cowboy, c’è persino Robin Hood :) E le risposte? Avete idea delle risposte?! Così banalmente gentili, così asciuttamente cortesi che dovrebbero essere scontate, eppure chi si sente più rispondere: «No grazie», «Sì grazie». E poi diciamocelo se pirati, principesse (anche interpellate a riguardo di un matrimonio!) e cowboy si comportano così ammodo, noi che ci improvvisiamo bucanieri e avventurieri un giorno sì e un giorno sì non possiamo essere da meno! :)

Il libro scorre via e non si vede l’ora di girare pagina. Le illustrazioni poi dovete guardarle sono d-e-l-i-z-i-o-s-e! Maurice Sendak è famoso per avere illustrato Nel paese dei mostri selvaggi, ma anche in questa occasione dà prova di un talento davvero notevole. Il piccolo protagonista con il suo paltò e la piccola coprotagonista con le sue gonne da damina hanno delle espressioni così vive e bambinesche e dei modi così compìti e gentili, ma anche tutti gli altri personaggi. Gli atteggiamenti e i modi sono così veri che sembra di sentire il sottile scalpiccìo in biblioteca del cowboy, e che un signore sollevi tra le braccia un elefantino per regalartelo appare come la cosa più naturale del mondo.

Ecco il bello è che nella fantasiosa irrealtà, nella narrazione di una storia che è tale, la gentilezza sembra l’atteggiamento più naturale e scontato del mondo. L’illustratore non si serve di molto: una linea ruvida e non netta, pochi colori, sfondi bianchi eppure i particolari sono innumerevoli, ricchi, generosi: i decori sugli stivali, i lampadari che sembrano luccicare, le piume sul cavallo… ci si può perdere!

Speravo in un libro così, quando pensavo a quello di Giusi Quarenghi e AntonGionata Ferrari, ma ho dovuto ricredermi. Innanzitutto a chi è rivolto il libro? Io non credo proprio ai bambini, e non solo perché l’ultima parte si rivolge proprio agli adulti, ma perché l’esiguità dei disegni e la gran quantità di testo seppur movimentato e disposto in modo variato sulla pagina, non può, in fondo, conquistare un bimbetto. Certo forse ai genitori farebbe bene sentirsi dire certe cose, li aiuterebbe a riflettere, ma allora costruiamo il libro per loro.

Il testo, infatti, seppur rimato è molto pretenzioso per le orecchie di un bimbo: certi concetti sono intellegibili («il sapore delle caccole non è buono»), ma come spiegare i normali salti sulle righe di un bambino vivo, che pure l’autrice considera nelle pagine “negative” (bianco su verde cangiante)? I disegni sono molto belli: nella diversità di tratto (linea sottile e netta, ma non sempre chiusa) mi hanno ricordato Sendak. I bambini sembrano proprio bambini con i loro modi e le loro pose, ma purtroppo sono schiacciati largamente dal testo. La scelta poi di isolare le figure lasciandole sparse sulla pagina bianca, segnate solo dalla linea e da qualche particolare verde cangiante le disperde. Saverio si è annoiato all’apertura della prima pagina: un record! Non lo abbiamo più aperto. Io l’ho letto una sera ed è stata occasione di riflessione, ma mi dicevo a chi regalarlo? A un genitore maleducato? Mmm bah. A un genitore educato? Mmmm. A un bambino? Forse di 8 anni. E allora che fare? «Prima di scappare ti ricordi di ringraziare la padrona di casa per la splendida serata». Quindi gentile autrice e illustratore grazie, abbiamo avuto modo di apprezzare il vostro lavoro, ma qualcosa non ha funzionato, vi lasciamo e speriamo di incontrarvi in un’altra occasione!

Come vedete l’irruzione di un drago ad una festa di compleanno insegna a comportarsi in situazioni molto varie!

P.S. i libretti di Joslin sono davvero molto rari, ma qualcuno si trova in librerie specializzate e comunque sono reperibili le versioni inglesi! Occasioni da cogliere al volo!

Manuale di buone maniere per bambine e bambini

Giusi Quarenghi
62 pagine
Anno: 2009

Prezzo: 12,50 €
ISBN: 9788817036016

Rizzoli editore
Anobii

E allora tu che cosa fai?

Sesyle Joslin - Maurice Sendak
52 pagine
Anno: 1980

Emme edizioni
Anobii

E allora tu che cosa dici?

Sesyle Joslin - Maurice Sendak
50 pagine
Anno: 1980

Emme edizioni

Anobii

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