La maestra Lorena (la maestra dell’asilo di Saverio, per intenderci!) sarebbe orgogliosa di me, o meglio forse ho capito qualcosa in più del favoloso (nel senso che per me è un lavoro che possono fare solo nelle favole, degli esseri con poteri magici) lavoro delle maestre dell’asilo. Negli spostamenti in auto, nella stanchezza, nella confusione, nell’eccitazione, nell’attesa, insomma nell’80% delle situazioni quotidiane come contenere due quattrenni pronti ad innescarsi a vicenda dando inizio ad serie di detonazioni a catena, in crescendo? Cantando. Mia sorella ogni mattina ci fa scoprire qualche cantante italiano di cui io stento a ricordare il nome, mio fratello ci ha prestato una compilation dance che sta irreparabilmente rovinando mia nipote che ignorava l’esistenza di questo genere musicale, i nonni ci hanno regalato la serie completa dei cd dello Zecchino d’oro… insomma intratteniamo tutta la spiaggia, tutto il condominio e anche i guidatori che incrociamo nel nostro tragitto, percorso rigorosamente a finestrini aperti (l’aria condizionata fa rinomatamente ammalare!).

E sapete qual è stato il mio contributo? Il libro di Marianne Dubuc Un elefante si dondolava sopra il filo di una ragnatela.

Mai titolo è stato più esplicativo :)

Questa canzoncina è evidentemente universale e, per rimanere in tema con l’ultimo post, soggetto a molteplici variazioni legate al canterino di turno, su youtube trovate innumerevoli versioni con altrettanti testi. Marianne ci dà la sua, in cui i protagonisti invitati a saltare sul filo hanno un proprio nome: per cui ecco Ettore, Cloe, Lodovico… La tiritera sui numeri (2 elefanti… 3 elefanti…) passa in secondo piano, per lasciare spazio alla compagnia degli amici e al divertimento dell’oscillazione sul filo. Non per niente leggiamo in quarta di copertina: «Un gioco divertente da condividere assolutamente con gli amici!». Si impara così una nuova versione della canzone e oggi siamo tutti in grado di cantarla nella versione letteraria, tanto che aperta la strada gli amici invitati sul filo possono essere anche quelli dell’asilo, della piscina, della spiaggia: tutti insomma!

Il bello è che il finale ad esaurimento, all’alba del 300.000.000 elefante, è sostituito, da Marianne, da una chiusura inaspettata e divertente che vede chiamato in gioco il proprietario del filo di ragnatela con capitombolo finale e ripartenza.

Le figure sono quelle di Marianne, gli sfondi bianchi concentrano l’attenzione sulla vicenda e sulla compagnia, i personaggi sono spensierati, allegri, saltellanti e anche l’arcigno ragnetto si rivela in fondo un buon cuore. Il testo accompagna discretamente l’ondeggiamento fino al BA DA BUM!!!

Il racconto è ideale per la lettura ad alta voce, infatti lo abbiamo “rubato” ad una bibliotecaria che lo aveva nella sua valigetta delle letture :) e lo abbiamo letto e riletto e riletto e riletto.

Il formato allungato permette di visualizzare l’intero filo: ben pensato!

Un libriccino semplice, ma frizzante e musicale, necessario quando per arrivare a casa dopo una giornata intera al mare bisogna arrampicarsi per tre rampe di scale…

Un elefante si dondolava sopra un filo di una ragnatela…

Marianne Dubuc

32 pagine
Anno: 2011

Prezzo: 9,00 €
ISBN: 9788865320105

La Margherita editore
Anobii

Commenti
8 Luglio 2016
Intervista a Marianne Dubuc – Scaffale Basso Scaffale basso

[…] passando per il sequenziale e descrittivo Davanti alla mia casa, e la canzoncina universale dell’Elefante si dondolava alla narrazione estesa de Il leone e l’uccellino. Cosa ti interessa […]

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