Quello di Luca Tortolini è un vero e proprio manifesto sulla scuola, una dichiarazione di intenti, un inno ideale ad un luogo che in questo periodo pandemico ha resistito con tenacia e ostinazione, baluardo dell’infanzia e della conoscenza.

Come ogni scritto celebrativo il tono è solenne, pacato, retorico… e può accordarsi o meno al proprio sentire, c’è da dire però che, unito alle illustrazioni di Marco Somà, Che cos’è la scuola? è un libro difficile da ignorare.

Le parole prendono l’avvio da una descrizione materiale e spaziale, ma diventano subito metaforiche - o meglio - spostano subito l’attenzione su ciò che di intangibile vive e anima la scuola.

«La scuola è uno spazio aperto anche quando è al chiuso. Cambia sempre perché ogni giorno c’è qualcosa di nuovo»

Non troverete, dunque, descrizioni sulla fatica del primo giorno, ma invece una riflessione aperta su ciò che prende vita, ogni anno a settembre quando insegnanti e bambini animano un luogo, unico nel suo genere.

«La somma di tutte le differenza compone la scuola»

La scuola viene tratteggiata progressivamente come la fucina di pensieri e crescita che è e che, forse, la pandemia ha contribuito a ricordaci.

Nella scuola i bambini fanno esperienza del gruppo, delle amicizie, degli errori, di un maestro da seguire… ma soprattutto si è posti in una condizione - quella di chi è lì per imparare - che è la più fertile per la costruzione di sé e del mondo.

Non è casuale - io credo - che Marco Somà abbia scelto di riempire questa scuola senza pareti di fiori, alberi, piante... in un rigoglio quasi incontenibile che fa cacciare rami perfino dal mobile dei libri (!).

«È un luogo in cui tutto si mescola e s’intreccia per costruire il saper essere e il saper vivere»

Le idee e la conoscenza che con tanta cura e pazienza gli insegnanti trasmettono ai giovani è il segno grande di un tesoro che non si vorrebbe perdere, ma nello stesso tempo, le mani e le menti uniche di chi manipola questo sapere (la differenza è un grande valore!) trasformano e personalizzano le idee, per far nascere nuove visioni.

Marco Somà ha immaginato dei piccoli e grandi origami che attraversano con il vento e le foglie lo spazio aperto della scuola, prendendo il volo:

«Nella scuola di sono tante di quelle idee che le puoi sentire nell’aria»

Il respiro aperto, avido, di chi corre a perdifiato si nutre dei cieli azzurri delle pagine e spinge i lettori come un vento.

Il mondo è il vero confine della scuola (lo ricordava anche Rodari!), perché l’infanzia desidera tutto, desidera il grande, desidera l’infinito.

«Qualche volta i grandi usciti dalla scuola non pensano più alla scuola. […] Si ritrovano a pensare che il mondo è piccolo piccolo, smettono di imparare come quando andavano a scuola. La scuola è un luogo aperto anche quando è al chiuso».

Non mancano, infine, i riferimenti ad una cura e ad una presa in carico del mondo nel suo aspetto vitale e ambientale e questo non fa che amplificare il senso di responsabilità che la scuola nutre e coltiva.

Le immagini, come ho detto, sono sognanti e perfette; ho molto apprezzato come spesso i personaggi richiamino ad uno spazio intimo ed interiore (i personaggi hanno spesso gli occhi chiusi come a trattenere o a custodire un segreto), come ad esortare il lettore ad un silenzio, d’ascolto.

Un testo “adulto”, per certi versi molto rodariano, che può essere l’occasione di una riflessione, anche nelle classi più grandi e non solo nelle prime classi, sul valore della scuola e sui desideri che anche quest’anno affidiamo a quelle mura e alle persone che la animano.

Che cos'è la scuola? Luca Tortolini - Marco Somà 32 pagine Anno 2021 Prezzo 15,00€ ISBN 9788861896383 Editore Terredimezzo
Commenti
24 Aprile 2022
Maria

Cara Marina, grazie di questo articolato pensiero. Sottoscrivo tutto, soprattutto i desideri che leggo intrecciati alle tue parole. Quello che possiamo fare è continuare a lavorare, continuare ad “innaffiare” così che i quattro docenti “strambi” possano dopo qualche anno essere 6 e magari dopo qualche anno 8. Ho intitolato la mia recensione “manifesto per la scuola” con questa consapevolezza: che sia un manifesto, quindi un obiettivo magari oggi un po’ utopico, e “per” la scuola ovvero da recapitare alla scuola, perché se qualche adulto si trovasse a confrontarsi con quelle parole, magari il cambiamento incomincerebbe su più fronti. Ti ringrazio, con stima.

24 Aprile 2022
Marina

Ma siamo sicuri che la scuola sia proprio quello che descrive l’albo? O forse sono più i desideri, i propositi di un qualcosa che dovrebbe essere o ci piacerebbe che fosse? Se penso alla realtà media della scuola italiana, soprattutto nelle classi più grandi, vedo cose molto lontane da quanto scritto ed illustrato dagli autori. Certo non mancano le eccezioni, gli insegnanti che fanno il loro mestiere con questa visione ma non sono certo la maggioranza. Di solito sono gli “strani”, invisi ai tanti colleghi del “si è sempre fatto così! Perchè cambiare?”. Mentre pedagogia, neuroscienze e molte esperienze di avanguardie educative ci dicono di portare a compimento quello che dice il testo del libro e anche di più, direi che al momento, la lezione frontale, la segmentazione dei saperi e la tendenza a riportare gli studenti verso le sole competenze misurabili attraverso il voto, siano ancora i capisaldi della nostra scuola. Ad ogni modo apprezzo il libro, che infatti vorrei creativamente proporre all’INVALSI come testo base per valutare la qualità delle scuole e le modalità di insegnamento. Prima di cercare le lacune negli studenti, andrebbero cercate nel modello di scuola che proponiamo loro.
Se dobbiamo credere a Rodari, allora che la scuola butti il cuore oltre all’ostacolo e diventi veramente grande come il mondo. Del resto non c’è scuola migliore che la realtà, in cui gli insegnanti dovrebbero essere guide ed esploratori avventurosi, che sanno anche proteggere quando necessario e offrono strumenti per capire ma non si rinchiudono tra le 4 pareti rassicuranti di edifici con i cartelloni alle pareti, banchi su cui poggiare i gomiti e sedie su cui mettere i sederi, lasciando il mondo fuori, nell’immaginario e tra le pagine di un libro che al momento, secondo me, racconta solo di un bellissimo sogno. Occorre però svegliarsi e farlo diventare realtà, trasformando la scuola!
Con stima per il lavoro che fate in questo sito.

25 Marzo 2022
Maria

Sono assolutamente d’accordo con lei! Grazie di essere passata a raccontarmelo!

24 Marzo 2022
Luciana Renzini

Molto interessante e bellissimo. La frase più bella: la somma di tutte le differenze compone la scuola. Un inno alla vita, al rispetto e all’amore x l’altro. Illustrato benissimo..insomma un capolavoro

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