Eccoci tornare in Giappone grazie all’editore Kira Kira che sta pescando per noi, moltissimi libri splendidi del Paese del sol levante, tra questi un libro che ho trovato adorabile di Komako Sakai. L’autrice e illustratrice nipponica ci ha abituato a tavole pittoriche struggenti e leggiadre, bambini e atmosfere sospese e incantate nel tempo e nella natura. Bambini molto realistici, ma colti in momenti di contemplazione, pensiero o esplorazione personale che rendono queste storie quasi magiche e silenziose. 

La scatola magica invece è una storia più “vecchia” (è del 1998) e molto più dinamica: c’è uno spazio casalingo movimentato e caloroso che mi ha ricordato quelli descritti con spontaneità da Akiko Hayashi; anche lo stile è meno pittorico a favore di un tratto vivace ed espressivo.

La storia racconta di Riko, una bimbetta che cerca uno spazio in casa dove poter giocare in pace. Sembra semplice, ma chiunque abbia avuto un fratello sa che è tutt’altro che scontato, aggiungeteci una mamma che cerca di fare ordine e avrete ottenuto un mix fatale di frustrazione!

«“Basta non ne posso più! Cambio casa! Me ne vado in una casa tutta mia!” “Bene, allora trasferisciti qui. Questa sarà la tua nuova casa.” “Ma non è una casa! È solo una scatola…” “Ne sei sicura?”»

Non serve che questa domanda, una forbice e un pezzetto di stoffa. Riko si trova immediatamente catapultata in un altro mondo. Komako Sakai gioca con le dimensioni e il punto di vista: Riko appare piccolissima, una figurina che al pari dei suoi giocattoli vive e abita la scatola e poi d’un tratto, eccola di nuovo bambina intenta a costruire, sbrigare e sistemare altri oggetti nella scatola. Lo spazio intorno pare scomparire, le dimensioni degli oggetti si trasformano, i giocattoli si animano: è il gioco a coinvolgere il lettore, insieme a Riko. Così basta una boccetta aperta per ritrovarsi con un gabinetto di lusso, e il coniglio freddoloso deve assolutamente coprirsi… Quando poi giunge l’ora della merenda, attorno alla specialità di Riko (la torta di fragole!) il clima non potrebbe essere più gioioso e accogliente, ma d’un tratto un mostro appare alla finestra, «quel mostro di mio fratello». 

E se invece del fratello, alla porta giungesse un robottino simil Goldrake?

«“Entra pure. Stavamo giusto per fare merenda”».

Se la storia fosse solo la descrizione del meccanismo di immedesimazione, certo ammiccherebbe agli adulti con un tono nostalgico che richiama la capacità di immersione nella dimensione dell’immaginazione. Invece l’autrice giapponese racconta proprio la storia di Riko e dei suoi giocattoli, ci accompagna dentro una casa delle bambole improvvisata e ci mostra come, con poco, nascono storie coinvolgenti.

Qualsiasi tipo di oggetto si trasfigura per partecipare al gioco, tutto guarda al bambino che nella sua onnipotenza diventa direttore e narratore, ma nel contempo impara che il rispetto dell’individualità dell’altro (il giocattolo e il fratello) sono ingredienti fondamentali perché il gioco sia divertimento. Basta questo.

Le immagini giocano con gli sfondi bianchi amplificando il senso di immedesimazione. Le espressioni e i gesti dei giocattoli comunicano e trasmettono quelle di Riko in una danza di specchi ed echi incantevole. I bambini hanno i loro spazi, ne hanno bisogno.

Una storia per bambini che giocano, e giocano in casa, quindi una storia per tutti, dai 3 anni.

La scatola magica Komako Sakai - Roberta Tiberi e Elena Rambaldi (traduttrici) 36 pagine Anno 2019 Prezzo 14,00€ ISBN 9788832019025 Editore Kira Kira
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