Momo è una bimbetta che tanto ricorda la celeberrima Momo di Michael Ende, come lei questa Momo è una figura benefica che con la sua presenza cambia il mondo intorno a sé.

Eppure questa Momo rende migliori le persone che incontra solo in virtù della storia che le capita e che la plasma violentemente e non per una sorta di dono innato: la vita modella Momo e lei riflette pura il suo cambiamento.

La piccola Momo ha pochi anni, una mamma lontana (volontariamente) e un papà lontano, in mare (necessariamente, ma contro ogni sua volontà), così la piccola Momo deve stare con la vecchia nonna, per tutto il trascorrere delle lunghe trasferte materne. 

L’estate è lunga, ma non è sola, Momo, anzi è investita da un amore che va oltre ogni limite, l’amore di una nonna che ama oltre ogni possibilità, anche fisica.

La fatica, il dolore, la nostalgia sono dimensioni in cui la bambina si trova a vivere per necessità, in uno spazio di libertà (non solitudine, sia chiaro!) che la rende più adulta e consapevole di sé e del mondo, tuttavia la gioia del sperimentare quotidianamente di essere voluta bene, rende la vita e l’estate bella ed ebbra di letizia.

«“Ma che combini, Momo?” “Faccio la danza delle patate! È una danza segreta. Però se vuoi ti insegno come si fa. Le patate, le patate, viva le patate! Le patate, le patate, viva le patate!”»

Momo sa cosa vuol dire e capisce le implicazioni del non avere soldi a sufficienza, così disegna delle bellissime banconote da 8000000$, Momo sa che la frase «sua nonna la cresce come capita» è un insulto all’amore spassionato della sua nonna e prende a bastonate chi lo sostiene, Momo non sa dire bugie, ma ancora rielabora con l’incanto infantile tutto il dolore più grande di lei che le capita tra capo e collo. Tutto l’amore da cui circondata Momo si emana all’esterno, in modo che tutti si sentano trattati con verità e amore da questa bambina schietta.

Tutti restano toccati dalla schianto con cui Momo ama, gioca, corre, urla, piange, domanda, osserva, risponde: il pescivendolo, il senza tetto, i bulli del paese, la vecchietta sconosciuta che aspetta la chiamata dei suoi figli, la banda dei “fighi” del paese, la parrucchiera… tutti. E ognuno cambia, guardandosi con gli occhi limpidi di questa bambina: il bulletto guarda in faccia la violenza sottile dei ricatti dei suoi genitori, il capo della banda dei fighi scopre che i modi affettati servono a poco, il pescivendolo che mostrare di voler bene è interessante quanto fare il burbero…

Poi in una pagina più vicina all’inizio che alla fine, la nonna muore. Improvvisamente. Così, senza dare fastidio, senza dare presagi del suo non stare bene. E Momo rimane sola, sembra rimanere alla fine sola, ma non c’è un attimo di solitudine in questa storia perché il bene sa tornare come un’onda inarrestabile e determinata.

La semplicità con cui Momo ha saputo mostrare la verità della vita di ognuno, torna come gratitudine, salsicce e purè, come mosse di Dragon Ball, cerotti con le stelle, gatti e fusa consolanti… però Momo vuole di più.

«“La principessa vuole raggiungere suo padre. Ho cercato di trattenerla ma non ha voluto darmi retta”».

Sono due ragazzi grandi, più grandi, a strapparla dalle onde del porto dove Momo è corsa per raggiungere il suo papà, in barca, in mare. I due sanno che non basterà un bel discorsetto a soddisfare le chiarissime domande-pretese di Momo, lei vuole il suo papà, la sua nonna. Ora.

«“La gente dice che nonnina è un fantasma e poi è in cielo, e al telefono… snif… io non so dov’è, ma se n’è andata…”»

Non serve altro che una moto e in 3 ci si stringe e si viaggia che è una meraviglia fino alle braccia del papà di Momo.

«Soltanto tutta la vita?»

La storia di Momo è le storie di tutti quelli che la incontrano e sbocciano, abbandonano le maschere fittizie e le proiezioni di sé, per godersi il proprio essere se stessi.

Viva le nonne, le estati vere, le lacrime e Momo.

L’autore racconta in modo esplicito della genesi di questa storia che regala moltissime suggestioni; Rony Hotin ha reso visibile le parole dell’autore, in modo intenso e personale, unendo l’anima giapponese, che c’è nel cuore di questa storia, e il piglio europeo.

P.S. incantevole la copertina con i riflessi della luce estive tremola, in contrasto con lo sguardo diretto e impavido della bambina.

Momo Jonathan Garnier - Rony Hotin 176 pagine Anno 2020 Prezzo 16,90 € ISBN 9788867902637 Editore Tunué
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