Le storie di Piccolo Orso e Piccola Tigre di Janosch incominciano con una piccola grande avventura, oggi edita da Kalandraka, intitolata Oh, com’è bella Panama!, ma continuano, ripescati anno dopo anno, ad incrementare la collana per Logos in un universo di altri piccoli episodi che pennellano un universo familiare e inaspettato.

Quando si legge per la prima volta un episodio della vita di questa coppia di amici, si percepisce immediatamente che il testo è molto più profondo di quanto si immagini e con “profondo” non intendo un testo che vada - come a volte vuole il sentire comune - dentro una gravità-pesantezza di contenuti, ma si percepisce immediatamente un’ironia, una vastità di riferimenti tipica delle buone storie. 

Il testo, la scena, i personaggi, il contesto ci fanno impercettibilmente ma chiaramente intuire che quello che sta per incominciare è composito e ricco molto più di quanto possa apparire in superficie.

Un’ironia - badate - che non è l’ironia che parla all’adulto, lasciando al lettore bambino lo scarto un po’ superficiale di una lettura letterale, è invece un’ironia rara e complessa, capace di intrigare i bambini che si lascino ingaggiare dentro le pagine e i dettagli. 

Le trame sono improntate ad una avventura che potremmo definire semplicemente “vita”, perché sono capaci di contenere dentro ad un clima affettuoso di cura e amicizia tutti quei fili di vita che la costituiscono: dalla scoperta del mondo alle malattie, dal desiderio di essere al centro dell’attenzione all’insofferenza per la quotidianità.

Eccellenti antenati di una coppia di amici che mi ha colpito per la medesima affettuosa capacità di valorizzazione e attenzione reciproca, Orso e Tigre scaldano il cuore, perché sono capaci di non essere falsi, ma liberi e semplici come accade quando il legame è profondo, appunto.

La loro storia - vi dicevo - si apre alla ricerca nientemeno che di Panama!

«C’erano una volta un piccolo Orso e una piccola Tigre, vivevano laggiù, vicino al fiume. Là dove du vede salire il fumo, accanto al grosso albero. Avevano anche una barca»

Poi un giorno Orso trova nel fiume una cassetta che profuma di banane, sopra c’è scritto “Panama”. 

«Oh, Panama è il paese dei miei sogni - disse piccolo Orso»

È commovente vedere come i desideri, le aspirazioni, i bisogni di ciascuno diventino immediatamente quelli dell’amico che, corresponsabile della felicità dell’altro, non si tira mai indietro. Così Orso e Tigre scrivono un cartello con le indicazioni e partono alla volta di Panama, o così sperano!

Dopo una lunga avventura, svoltando sempre a sinistra, ritornano al punto di partenza, eppure è tutto nuovo: hanno trovato la loro Panama!

Quello di orso e tigre è un mondo sproporzionato, un mondo osservato dagli occhi di un bambino: le sedie superano la testa dei protagonisti, i tavoli sono quasi ponti…

Nello stesso tempo l’universo di Janosch è un mondo che si mischia e si contamina con quello dei giochi, Orso e Tigre sembrano dei pupazzi così come, immancabile - sebbene silenziosa- la papertigre di legno che segue i personaggi dappertutto, i raggi X non sono altro che una lampadina puntata contro una scatola...

La quotidianità sfavilla in tutti i suoi bisogni che vengono vissuti con naturalezza e attenzione, come quando Tigre si sente ammalato e Orso si prende amorevolmente cura di lui, prendendolo in braccio, fasciandolo, chiamando gli amici, aiutando l’infermiera a lavarlo, dormendo con lui in ospedale… Ognuno mette in comune quello che ha, dalla capacità in cucina alla passione per la raccolta dei funghi, dall’allegria alla pigrizia.

«“Ti cucino qualcosa di buono” disse Piccolo Orso. “Dimmi qual è il tuo piatto preferito!” “Trota salterina con salsa alle mandorle, patate novelle e pangrattato» “Non ce l’abbiamo” rispose Piccolo Orso. […] “Di’ zuppa!” disse Piccolo Orso. “Sì, zuppa!” esclamò Piccolo Tigre. “Era proprio quello che volevo dire”»

«Punturina, sogno blu, fine dell’operazione, sentito nulla, Piccolo Tigre guarito»

La dimensione del gioco è confermata dalla voce fuori campo che, a volte, interviene guardando esternamente la vicenda:

«Aspetta, Orso, stai dimenticando la canna pesca!»

«Dov’è il vostro bell’ombrello, piccolo Orso e piccola Tigre? A casa, appeso dietro alla porta. Ah, già, già»

Ogni libro è una scoperta di mille modi amorevoli con cui ci si può prendere cura dell’altro: attraverso delle lettere scritte a mano, ad esempio, o con una festa di compleanno indimenticabile o con una gita cittadina…

Ma l’universo di Janosch vi dicevo non si esaurisce nella trama principale, l’ordito si infittisce con tanti spazi letterari: l’oca che va al funerale (il suo), la volpe che festeggia il suo compleanno con un’oca, i quadretti appesi ai muri, gli oggetti sparsi sul pavimento, i vestiti, le scarpe “veloci”, gli amici del bosco…

Insomma non avete scuse: correte a conoscere Orso e Tigre, perfetti compagni per primi lettori e per bambini piccoli appassionati di storie lunghe!

«“Stiamo proprio bene”, diceva la piccola tigre, “perché abbiamo tutto ciò che desideriamo e non abbiamo paura di niente, perché siamo anche molto forti. Non è vero, Orso?” “Certo”, diceva il piccolo Orso. “Io sono forte come un orso e tu sei forte come una tigre, e questo ci basta”»

P.S. Notate e godevi i sottotitoli delle diverse avventure!

Oh, com’è bella Panama! Janosch - Emma Vaccaro (traduttrice) 52 pagine Anno 2021 Prezzo 15,00€ ISBN 9788413430744 Editore Kalandraka
Ti curo io, disse Piccolo Orso Janosch - Valentina Vignoli (traduttrice) 48 pagine Anno 2018 Prezzo 7,00€ ISBN 9788857609942 Editore Logos
C'è posta per Tigre Janosch - Valentina Vignoli (traduttrice) 48 pagine Anno 2020 Prezzo 8,00€ ISBN 9788857610870 Editore Logos
Grande festa per Piccolo Tigre Janosch - Valentina Vignoli (traduttrice) 48 pagine Anno 2021 Prezzo 8,00€ ISBN 9788857611129 Editore Logos
Piccolo Orso e Piccolo Tigre vanno in città Janosch - Valentina Vignoli (traduttrice) 48 pagine Anno 2021 Prezzo 8,00€ ISBN 9788857611150 Editore Logos
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