Affrontare un classico reso celebre dalla rilettura disneyana è sempre un'incognita, perché si rischia di confondere la semplificazione cinematografica con il romanzo originale, incappando spesso in grossolani abbagli. Così Peter Pan che agli occhi e nella memoria dei più è l’archetipo dell’avventura per bambini tra pirati, sirene e pellerossa ecco che si rivela nella trama delle parole di James Matthew Barrie un testo molto più complesso e intrigante.

Lasciando perdere in questa sede le letture storiche e interpretative del testo che sono lecite e veritiere, ma che parlano direttamente ed esclusivamente agli adulti, vorrei invece guidarvi nell’esperienza di lettura di Peter Pan di Barrie così come l’ho rivissuta io dopo molti anni sull’edizione elegante e sontuosa di Lupo Guido.

Lo stile si caratterizza da subito come ironico, sottilmente graffiante nella caratterizzazione dei personaggi, ma anche sarcastica e dileggiante e rende da subito evidente che il narratore non è lì per guidare paternamente i propri lettori, ma per chiacchierare con loro con toni e modi a volte spiazzanti e provocatori. Il filo della narrazione scorre esattamente a cavallo tra realistico e irragionevole, tra fantasia e realtà in un gioco di accettazione reciproca unica e particolare.

C’è una certa disinvoltura nell’affrontare temi che solo un secolo fa erano probabilmente più naturalmente accettati, come la morte, e la dimestichezza con cui il narratore si muove tra le pagine è segno di una voce adulta che non concede semplificazioni ai bambini che decidano di ascoltarlo (questo è evidente soprattutto nei primi capitoli, quindi non fatevi scoraggiare!).

Il narratore si pone come guida e ponte tra personaggi e lettori, commentando, anticipando, ma la sua voce è una voce ambigua che ride e deride, dice e non dice.

L’ambiguità è effettivamente un aspetto che colpisce: si vorrebbero riconoscere giudizi coerenti e ribaditi, ma in Peter Pan troverete tutto e il contrario di tutto: gli adulti sono bambini capricciosi, quindi l’infanzia è la depositaria del modello di vita ideale? No. L’isola che non c’è è il mondo ideale della fantasia? È anche un luogo utopico e immobile.

Sul canovaccio ideale della serie di avvenimenti che la versione Disney non stravolge (anche se il finale è significativamente differente), il romanzo, a confronto, è ricco non solo di dettagli e articolazioni, ma anche di significati che non sono neppure intuibili nel lungometraggio.

La scrittura di Barrie è ricca di soluzioni e passaggi esilaranti, che però se guardate con occhi adulti, esercitati alla citazione e al simbolo, metaforizzano una vita guardata con un po’ di disincanto e senza molta speranza. 

Se siete dei genitori lettori preoccupati di dover spiegare ogni passaggio e dettaglio del testo, dovete rassegnarvi a riporre Peter Pan nel cassetto, perché altrimenti vi troverete a dover parlare con i vostri figli di bambini nati e ceduti, madri dai sorrisi sfuggenti, bambini uccisi perché cresciuti un po’ troppo…

Questo romanzo è provocatorio, diretto, anticonformista.

Peter Pan è un personaggio e un romanzo che chiede di essere letto senza la pretesa di comprendere tutto e di far comprender tutto, sì perché anche alle orecchie e agli occhi di lettori attenti e puntuali Peter celerà sempre un aspetto del suo volto e dei suoi pensieri, figli di una penna, quella di Barrie, arguta e assurda.

Tuttavia accettare la sfida della non comprensione significa potersi lanciare nella missione di salvataggio di Giglio Tigrato, significa poter combattere con i pirati e conoscere i Bambini Perduti e Tinker Bell. Lo spazio che rimane in ombra, alla fine, è ciò che rende davvero giustizia alla letteratura più vera e vibrante: il romanzo è vastissimo e diverso a seconda del lettore che lo incontra.

Tatjana Hauptmann avvolge questo testo di immagini spettinate e intense, nei colori e nelle espressioni, non ci sono cedevolezze e in una granitica costanza, pagina dopo pagina, si ritrova un mondo assurdo e meraviglioso.

Il formato imponente e pesante è in questo caso una scelta indicativa e significativa fatta dalla giovane casa editrice per questo testo: in un periodo di revival importanti di classici per ogni età, scegliere un formato di questo tipo suggerisce che il testo è un testo che esige una lettura condivisa ed in effetti, a mio avviso, a differenza di altre storie che coinvolgono personalmente e intimamente ragazzi più grandi in letture individuali e profonde, Peter Pan vuole essere raccontato ai più piccoli (dai 5 anni!).

Una storia intensa e davvero poco prevedibile, una storia che si vorrebbe sintetizzare in avventura, ma che è sfuggentemente molto, molto di più. Non perdete l’occasione di cogliere questa sfida!

Avvento 2019: oltre al libro ho scelto un giocattolo, scoprite perché.

→ Ho scelto una casa di bambole per questo romanzo, perché è nel gioco simbolico che il bambino può esprimere più esplicitamente la sua libertà, proiettandola sulle figure. Una casa portatile e ricca di piccolo dettagli e spazi da riempire di storie.   Eccola qui.

Peter Pan James Matthew Barrie - Tatjana Hauptmann 208 pagine Anno 2019 Prezzo 30,00€ ISBN 9788885810204 Editore Lupo Guido
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