Ieri Saverio è caduto sulla banchina del porto, dove era andato per vedere le navi (ma anche i muletti, le gru etc.) con i nonni. «Mi sono fatto molto male, mamma, perché correvo troppo veloce!». Inevitabile. «E dove ti sei fatto male?» «Sui sassi mamma». Giusto che stupida. «Ma c’erano delle navi?» «Certo, mamma, ma cosa dici?!» Ok scusa.

Beh insomma Saverio, come vi avevo detto, è appassionato di ogni mezzo locomotore capace di solcare mari, cieli, praterie, campi, giungle metropolitane… così i padrini di Saverio per i suoi 2 anni gli hanno regalato un libro animato ad hoc.

Dico animato perché più che una storia da leggere, le pagine sono una tavola magnetica su cui collocare delle calamite fornite nel cassettino-copertina.

Le doppie pagine, dunque, mostrano 5 diversi scenari (il cantiere, la fattoria, il porto e l’aeroporto) e per ognuna il bambino deve collocare 4 calamitine di 4 colori diversi.

L’idea di rendere attiva la lettura mi piace: insomma già leggere credo sia un’attività interessante di per sé, tuttavia trasformare le parole stampate in gesti, azioni favorisce la memorizzazione e quindi l’affezione ai testi. Per cui amicamianonchémadrinadiSaverio la tua idea è stata bellissima e ciò che dirò fra poco non riguarda il tuo spiccato senso della bellezza, lo dico seriamente.

Purtroppo infatti questo libro ha preferito decisamente l’orientamento ludico, perdendo di vista il fatto che è un libro, o almeno ne ha la forma.

I testi sono costituiti da semplici domande che guidano alla scelta e alla collocazione delle calamite o al massimo al riconoscimento di alcuni elementi presenti sulle tavole. Nessuna parola da ricordare e sostanzialmente niente da leggere, perché alla seconda “lettura” il bambino colloca speditamente ogni mezzo al suo posto sullo scenario (guidato anche dai bottoni-guida).

Passando alle immagini: io non le posso vedere! Queste ricostruzioni (?) 3D a computer sono bruttissime e a me, tra l’altro, fanno pensare ad un lavoro fatto senza cura con l’unico fine di fare in fretta. Non le posso vedere. Vi siete mai imbattuti negli ultimi cartoni animati della casa di Topolino della Walt Disney e vi ricordate quelli DISEGNATI che io guardavo da piccola insieme ai miei fratelli? vi sembra ci sia paragone? non c’è storia! gli ultimi cartoni animati sono ambientati in spazi generici dai colori sgargianti, ma monotoni, tondeggianti e irreali. Non sono contro i computer, per niente, ma come ogni cosa possono essere fonti di nuove o appassionanti bellezze o di banalizzazioni urticanti: a me piace la cura e le passione che passa dalle piccole cose e quindi anche dalle piccole scelte.

Comunque, per tornare alle nostre tavole, io penso avrebbero potuto essere fatte meglio: non mi piacciono gli effetti ombreggiati e la texture scelti per ottenere chissà quali effetti (l’acqua?!?! la siepe?!?!?la sabbia?!?!?), non mi piacciono i personaggi tutti uguali (perfino gli omini della lego hanno una personalità maggiormente delineata!) e ok, possiamo non fare i bordini alle taniche del latte (che pure mi piacerebbe e mi riempirebbe il cuore di soddisfazione!), però i tubi nel cantiere non potrebbero avere qualche scanalatura? Il tubo arrotolato giallo sembra una maxi molla abbandonata in mezzo alla pagina. E se siamo in modalità 3D perché le cisterne in fondo al campo sono bidimensionali?

Gli stessi mezzi-calamita non potevano essere caratterizzati in modo più chiaro? Certamente il fatto che io sia una femmina non mi aiuta a distinguere al primo colpo d’occhio il camion cisterna dell’aeroporto dal camioncino per il trasporto degli animali… però il tondeggiante-omologante li rende oggettivamente fotocopie l’uno dell’altro.

E poi, (poi prometto smetto) non si poteva pensare ad un metodo per cui il libro potesse chiudersi anche con i magneti nello scenario senza che la costa del libro alla decima volta si scardinasse?

Saverio conferma le parole della mamma (non so se abbia proprio notato la bidimensionalità…): effettivamente non abbiamo più riletto il libro dopo la prima volta e la costa è stata ricomposta già due volte (!), ma Saverio ha amato il fatto di poter scegliere e attaccare i magneti (è un’attività che spesso lo impegna) e mi redarguisce attento se scambio il traghetto con la nave da carico: «mamma, ma cosa dici?!», perché spesso mentre faccio, io dico…

Il libro calamita dei mezzi a motore
8 pagine
Anno: 2009

Prezzo: 14,90 €
ISBN: 9788841859292

De Agostini editore
Anobii

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