Una filastrocca di 24 versi ha bisogno di 48 pagine illustrate per raccontarsi?

Questa domanda provocatoria offre ai lettori una chiara percezione del modo in cui la casa editrice Topipittori guarda alla poesia e al suo dialogo con l’illustrazione. L’occasione per raccontarvelo me la offrono due recenti uscite per la collana dei Minitopi: Filastrocca ventosa per bambini con il fiato corto e Filastrocca acqua e sapone per bambini coi piedi sporchi.

Questo progetto editoriale, nato qualche anno fa, ha lo scopo di recuperare edizioni passate (queste due filastrocche sono uscite nel 2004), per dare loro vita nuova in un formato ridotto e più economico, senza però perdere di vista la qualità.

I due testi poetici, di cui vi racconto oggi, sono a firma Giovanna Zoboli e illustrati da Simona Mulazzani e Maja Celija.

24 versi, dicevo, organizzati nelle pagine in modo che uno o al massimo due versi vi siano ospitati, uno schema rimico regolare ma non ripetitivo (le rime sono baciate, ma anche alternate e incrociate, imperfette…), e un ritmo quadripartito armonico e dondolante che accompagna i lettori con disinvoltura.

Ciò che colpisce, in queste filastrocche, è la capacità dell’autrice di far sbocciare una storia inattesa e quotidiana a partire da due incipit che pescano da un’esperienza vividamente carnale: i bambini con i piedi sporchi (non avete mai passato il dito tra le dita dei piedi, da piccoli, a togliere lo sporco?! E dopo una corsa sfrenata non siete rimasti senza fiato?!).

La filastrocca ventosa pone una domanda: quanti venti conosci? Quanti venti esistono? Il vento è solo quello atmosferico? La filastrocca acqua e sapone ci guarda schietta: davvero non ti piace lavarti? Ti sembra un’esperienza così innaturale? In realtà l’esperienza del vento, che un bambino fa, è ricca di mille sfaccettature che Giovanna Zoboli sembra notare e collezionare davanti ai nostri occhi e così quella del lavarsi!

«Soffia il nonno sul risotto

e la mucca di sollievo, 

soffia il geyser con gran botto

e la moka molto lieve»

«Si lecca il gatto l’ispido pelo

e il temporale pulisce il cielo

lava la macchina il benzinaio

si lava il pollo dentro il pollaio»

La frammentazione del testo in tante diverse tavole illustrate potrebbe apparire superficialmente una galleria di situazioni e scene divertenti, un esercizio di stile alla Queneau un po’ teorico, una variazione sul tema. Invece Giovanna Zoboli non inanella semplicemente una serie di versi attraverso la tecnica della varatio, ma riesce a raccontare una storia coerente e interessante a partire da un’intuizione che poi è una situazione reale: una cornice di senso che racchiude una storia. Anche la disposizione dei versi  - uno o al massimo due per doppia pagina - fa sì che la tavola finale rappresenti la sintesi di un percorso che, come la risposta a una domanda o a una interrogazione che ha scatenato la nascita della poesia, risponde alla domanda iniziale: sono state necessarie tutte quelle immagini per raccontare la storia, per rispondere a quella domanda celata. 

Ecco dunque una bambina che con tutte le sue forze, “soffia un vento” tra i più amati e attesi: 

«sulla torta soffia adesso

come fossi un uragano!»

Il cambiamento impercettibile è segnalato anche dalla lingua: dalla descrizione in terza persona, infatti, gli ultimi versi si rivolgono direttamente al lettore con un “tu” discreto, ma diretto.

«Buttai subito dentro la vasca

e dacci dentro con acqua e sapone»

Le scelte linguistiche dell’autrice, poi, colpiscono per la cura particolare, evidente nella struttura sintattica e lessicale: seppure le immagini poetiche siano immediatamente comprensibili e quotidiane, le parole scelte per comporre le scene sono ricercate, ma non nel senso di complesse, quanto piuttosto di precise.

Il pelo del gatto è «ispido», è il «tergicristallo» a spazzolare i vetri dell’auto, sono i «geyser» a soffiare «con gran botto»…

Questa caratterizzazione dei singoli versi quasi inevitabilmente pretende uno spazio unico dato da illustrazioni dedicate: ogni doppia pagina, come ogni singolo verso costituiscono piccole storie autonome che permettono l’avanzare del ragionamento, ma che hanno anche la grazia di una vita propria.

È interessante vedere la declinazione delle due illustratrici intorno ai testi poetici: ognuna sceglie uno stile, un accento particolare, accetta la sfida di un tono personale per raccontare che piccola storia hanno intravisto in quelle poche parole (ottonari ed endecasillabi). Maja Celija, ad esempio, sceglie di utilizzare la cesura della pagina per giocare con il bianco e nero e i colori (solo quando la tavola accoglie due versi tutto si fa colorato!) e scegli un immaginario metaforico e imprevedibile nella composizione di elementi ordinari. Simona Mulazzani ha invece il dono della poeticità e le sue immagini molto descrittive hanno il germe magico della spontaneità.

Nascono dunque due poesie, dense di mille storie che hanno proprio bisogno di 48 pagine illustrate per raccontarsi, contemporaneamente il nuovo formato tascabile, rende questi due Minitopi perfetti da infilare in borsa e da godersi con concentrazione in qualsiasi momento si abbia da riempire con la poesia.

 

Filastrocca ventosa Giovanna Zoboli - Simona Mulazzani 48 pagine Anno 2020 Prezzo 10,00€ ISBN 9788833700434 Editore Topipittori
Filastrocca acqua e sapone Giovanna Zoboli - Maja Celija 48 pagine Anno 2020 Prezzo 10,00€ ISBN 9788833700441 Editore Topipittori
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