Ditemi che cosa c’è di più temibile, nell’immaginario dei bambini, di un lupo? Quando in una fiaba occidentale appare un lupo, tuti i lettori sono certi che, a prescindere da come andrà la storia, avremo a che fare con un famelico protagonista. La fame del lupo è infatti leggendaria e archetipica, così come il terrore di essere mangiati.

Questa lettura stereotipica è la chiave con cui noi esploriamo il mondo e testimonia come le storie appartengano alla nostra identità culturale, in modo profondo. Maestra nel giocare e stupire a partire proprio dagli stereotipi è la gang dei Minibombo che, ormai un po’ di tempo fa, ha costruito una storia esilarante proprio intorno ad un lupo: Solo un puntino.

«C’era una volta una bella ciliegia e il lupo cattivo.

GNAM

E la ciliegia non c’era più. 

Il lupo se l’era mangiata con tanto di picciolo. 

Ma aveva ancora fame…»

Questa sequenza narrativa si replica, lungo tutto il libro, con piccoli accorgimenti che accompagnano il crescendo: le vittime sono puntini rossi sempre più grandi (coccinella, granchio, passero, bambina…), i versi che segnano l’avvenuta mangiata aumentano progressivamente in una accumulazione che ripercorre onomatopeicamente il lungo menù:

GNAM - GNAM CRIC - GNAM CRIC CRONC

L’aspettativa è tale che dopo che anche «l’adorabile bambina» è stata prontamente «ingurgitata» i lettori non sanno più cosa aspettarsi. Arriverà un cacciatore? Qualcuno che gliela farà pagare?

A sbaragliare le attese appare un minuscolo puntino, ancora più piccolo della ciliegia iniziale: cosa potrà mai fare di fronte a un lupo famelico?

«Giusto giusto per il dessert!»

Eppure, colpo di scena: il lupo scompare!

«Ma dov’era finito?»

Eeeehhh. È già stao fatto notare che le cose più piccole possono essere le più pericolose? 

Non vi dico cosa si rivelerà il puntino, ma le risate sono assicurate.

A livello cromatico c’è un perfetto dialogo tra il rosso, il nero e il bianco: la lingua rossa del lupo, lo sfondo nero  che cela l’evento “traumatico”, il bianco degli sfondi e delle espressioni che rende chiaramente leggibili i pensieri del lupo… Molto bello anche l’effetto pastello, che ho amato in Orso buco.

Sottili e sempre da me apprezzatissime le variazioni sinonimiche che sfumano il testo, lasciandolo sostanzialmente uguale, ma mai identico: variano i verbi del mangiare (mangiata, pappata, spazzolato, ingurgitata, sgranocchiato), ma anche le qualità delle vittime (bella, simpatica, allegro, spensierato…). Adorabile l’abbattimento del politically correct: è liberante veder mangiati lo spensierato pettirosso e l’adorabile bambina!

Un concentrato di allegria ribelle, alla Dahl! Dai 3 anni.

[shareaholic app="share_buttons" id="15118398"]
Solo un puntino Elisabetta Pica - Chiara Vignocchi - Silvia Borando 48 pagine Anno 2015 Prezzo 11,90€ ISBN 9788898177158 Editore Minibombo
Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *