«Yu aveva la sensazione di trovarsi sulla cima di una montagna altissima con, alle spalle, migliaia di pietre pronte a scivolare giù per il pendio. Era stata lei a portare lassù quelle pietre. A una a una, per anni. In un certo senso, fin da quando era nata- E adesso quella massa immensa stava per rotolare incontro al destino. Le navi che aspettavano il suo comando ero lo shi, la potenza che Yu aveva raccolto. E adesso lei sarebbe stata la scintilla che scatena l’incendio».

La Più Grande di Davide Morosinotto è un romanzo travolgente e intenso. Non vi nascondo che in alcuni tratti ho pianto e nel mezzo della notte non sono riuscita ad abbandonare Yu, la protagonista, appena imprigionata nella fortezza della tortura, La Corte infernale, e ho dovuto seguirla e accompagnarla nei tre anni di prigionia, prima di potermi (comunque agitatamente) addormentare.

Come esplicitato nella bandella della sovraccoperta la storia di Yu è liberamente ispirata alla vita di Cheng Shih, piratessa celeberrima; a dispetto di quanto superficialmente si creda, infatti, la letteratura cinese è ricchissima di eroine e di figure storiche femminili tutt’altro che quietamente sottomesse!

Se non fosse infatti per l’amplificazione “magica” del wushu (il kungfu) il lettore non avrebbe dubbi di trovarsi immerso nella biografia storica una ragazza realmente esistita. Il potere dell’energia del qi infatti permette ai personaggi azioni lievemente sopra il normale: non parliamo di magia - sia chiaro! - ma di una lieve sottolineatura (come la capacità di correre sull’acqua) che però non lede in alcun istante la verosimiglianza della storia.

Il romanzo si scandisce in 11 capitoli, seguendo l’età della protagonista: 6 anni, 9 anni, 12 anni, 14 anni… dalla piccola orfana picchiata e vessata della locanda di Bai Bai fino alla impavida donna integra e fiera dell’ultimo capitolo. Il tutto impercettibilmente contenuto e valorizzato da una cornice quasi impercettibile:

«La bambina corse via senza salutare, con il cuore che le batteva fortissimo. Era per l’orgoglio di aver superato la sua prima sfida, per la cintura che le aveva regalato Wei, e per il suo sorriso. Tutto quello si poteva riassumere in una parola sola, semplice e limpida, di cui però non aveva fatto molta esperienza nella vita. Si chiamava: felicità»

«“Voglio smettere di essere La Più Grande e diventare qualcos’altro” “Che cosa?» Yu sorrise, i suoi capelli si scompigliarono nella brezza. “La più felice”».

Questa è la storia di Shi Yu, Lama Volante, una bambina orfana e gracile eppure indomita, coraggiosa, determinata, una ragazza viva e vigorosamente “libera” che non voleva essere debole e non voleva avere paura.

«“Imparerò le arti marziali” disse “E diventerò fortissima» … “Sono stanca di essere debole”. La ballerina annuì “Sì, bimba mia, lo capisco. Sono stanca anch’io. Hai la mia benedizione”».

La storia è immersa nella Canton di fine Settecento, una società maschilista e violenta a cui le persone possono assuefarsi o dentro la quale le persone deste possono riconoscere gli spiriti puri e affini. È un’amicizia di questo tipo che sfonda inizialmente il mare desolato di brutalità in cui vive Yu, l'amicizia con Wei che una sera salva un piattino di zuppa - che sta rovinosamente cadendo a terra - con il piede:

Un’amicizia pura che attraversa le vicende del mondo e che, se anche non trova il coronamento romanzato, costituisce un esempio limpido di lealtà, amore e parità rispettosa. 

Yu imparerà il wushu dell’Aria e dell’Acqua e poi sarà rapita dai pirati e con questa compagnia di uomini liberi, sgarruppati, ma profondamente umani fiorirà, perché riconoscerà di essere stata accolta in una famiglia e da Yu a Ranocchietta diventerà Lama Volante, una comandante inarrestabile. Il romanzo è avventuroso, trepidante, inaspettato: impariamo a riconoscere navi (Stella Cadente, Sirena Azzurra, Vendetta) e armi (Schiuma del mare), ci appassioniamo ai nomi dei pirati (Piccola Furia, Montagna che Cammina, Tigre Blu, Kang Tre Dita, Locusta Verde) e alle loro storie e ai loro destini… Yu, poi, stupisce sempre perché risulta inaspettata nelle sue scelte, integra e decisa eppure disponibile ad accettare circostanze curiose come quando sceglierà come timoniere Annusa il Vento, un monaco taoista quasi cieco, o fare salire a bordo Loto Danzante ballerina e seduttrice.

L’autore caratterizza in modo sempre incuriosente e preciso i volti dei personaggi, le loro armi, le loro navi, tutto è preciso e dettagliato: Canton e il mare cinese ci circonda sempre più vivido pagina dopo pagina, i colori diventano sempre più vibranti come gli odori intensi e i rumori assordanti. Nella battaglia finale il fumo vi riempirà gli occhi e il naso e vi ritroverete proprio lì, accanto a Yu, e vedrete esattamente quel che scruta lei.

Giunta all’apparente apice del potere un tradimento trascinerà Yu nel nero e nella disperazione tra le mani senza pietà del Maestro delle Torture, eppure questa donna indomita non si lascerà piegare, o meglio lascerà che il suo corpo accolga e trasformi il dolore, l’umiliazione, la disperazione facendone la sua forza. Anche i tatuaggi della vergogna (“pirata e strega”) martellati sulla sua fronte diventeranno occasione di definirla per chi è (peccato che non si siano inseriti nell’illustrazione finale!).

«All’interno di ogni persona esiste un posto sicuro che niente può scalfire. Un centro luminoso e caldo dove rifugiarsi nel pericolo, ritrovare l’equilibrio nel caos. Alcuni chiamano questo posto: anima. […] “Tu non puoi dimenticare… Tu sei Lama Volante, la piratessa. Devi scappare, uccidere i nemici e venire da noi”»

La storia si accende di emozioni violente eppure il valore supremo del qi che è equilibrio e armonia mitiga tutti i movimenti vigorosi che si agitano tra le pagine.

Amori, tradimenti, torture, battaglie, evasioni, vendette, tradimenti… Non riuscirete, se non dolorosamente, a staccarvi dalle pagine.

Lo spirito di libertà e di lealtà che si respira nei romanzi dei pirati è inebriante e la storia di Yu non fa eccezione: si assapora il sapore salmastro dei venti di mare e anche l’odore rancido della stiva vi sembrerà familiare e rassicurante, e quando Tigre Scarlatta sfodererà i suoi lu jiao dao, chiedendo perdono per non essere stato in grado di proteggere Yu, piangerete con lui, pronti ad imbarcarvi al suo fianco: «“Mi servi al mio fianco, come sempre”»

L’autore non indugia sulla brutalità o sulla violenza, che non è mai nascosta - perché c'è - ma non è esibita, è molto preciso invece nel descrivere i colpi dei duelli, attribuendo un carattere quasi rituale agli scontri:

«Lei attaccò con la mossa della Grandine che Distrugge il Raccolto e lui rispose con la Fiamma che Brucia la Foresta… impugnò la sciabola a due mani ed eseguì la mossa della Lama che Taglia il vento. Yu saltò indietro per schivare, lui eseguì l’attacco del Soffio di Fuoco»

Lo scontro finale sarà epico, ma ci sarà tempo anche per la pace, la comprensione, il calore dell’amicizia e tanto altro.

Se la mia prolissità non fosse bastata, ribadisco la bellezza e il fascino di questo libro che incanterà i lettori dai 10 anni in su.

«Io sono Lama Volante, colei che chiamano La Più Grande. Come potete vedere, l’inferno stesso ha avuto paura di me, e mi ha rimandata indietro. Adesso sono qui con voi. Per riprendere il comando della flotta. Per combattere i nostri nemici. Per sfidare il cielo!»

La più grande, Rizzoli Davide Morosinotto - Rébecca Dautremer (immagine di copertina) 528 pagine Anno 2020 Prezzo 17,00€ ISBN 9788817149228 Editore Rizzoli
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