Cosa vuoi fare da grande? Cosa sarò da grande? Le due domande si confondono nella consapevolezza dei più piccoli, perché il “sapere” e il “saper fare” cambiano in modo così radicale e modellano in modo così evidente i bambini che per molto tempo il fare e l’essere coincidono.

So camminare, non metto più il pannolino, so scrivere, so leggere il minuscolo, sono alla scuola materna…

Poi forse crescendo iniziamo a distinguere e, se da una parte riusciamo a definire il “fare”, dall’altra il nostro “essere” si fa sempre più sfaccettato e quasi inafferrabile.

Nel paese di Roccaperfetta, tuttavia, non è così perché grazie all’operato del «signor Fermo Sicurini, di professione impiegato del Comune», ognuno sa esattamente cosa fa e chi è: le due cose infatti coincidono. Per essere, in questo paese, bisogna infatti essersi registrati e per farlo bisogna esplicitare esattamente cosa si fa.

«Mario, certificato di arrostitore di patate al forno. Lucia, certificato di vigilessa per i ricci che attraversano la strada (incarico di gran valore, ce ne fossero di più in giro!). Guglielmo, certificato di rammendatore di calzini bucati»

È il signor Sicurini a compilare questi eclettici registri anagrafici, «perché aveva così tanta esperienza, ormai, che gli bastava un’occhiata per dirti a che elenco appartenevi»

Le persone esistono perché fanno, insomma, e gli elenchi si dispongono ordinatamente in file registrabili e comprensibili a tutti.

Gli elenchi sono spesso un confine rassicurante, in cui gli adulti ritrovano la loro sicurezza, un paradosso perché è esperienza comune che, quando invece si è oggetto della definizione altrui, ci si senta incompresi, fraintesi, feriti... ce lo ricorda l’autrice parlando nella nascita di questo libro:

«E poi ci sono gli elenchi in cui ti collocano gli altri: certe volte stringenti e immutabili, ci finisci dentro e non ne esci più. E siccome quella volta hai fatto-detto-pensato quella cosa, per qualcuno sei destinata a restare lì, in quella definizione, per sempre».

Poi arrivano i bambini e sbaragliano tutto.

«Un giorno all’Ufficio Elenchi del signor Sicurini si presentò l’intera classe seconda B della scuola primaria […]. Nessuno di loro era ancora iscritto in alcun elenco, un tipico esempio di “bambini che c’erano (altroché, in carne e ossa e voglia matta di giocare), ma non-c’e-ra-no. “Io sono un collezionista di tappi di bottiglia!” urlò Matteo. “E io una cugina di dodici cugini», gridò Adele»

I bambini sono un’esplosione di straripante energia e il signor Sicurini impiega molto tempo a registrare tutti, ma ce la fa. Tuttavia il giorno dopo la seconda B si ripresenta al gran completo: «“Volevo dirle che io sono anche un lanciatore di boomerang”, esordì Matteo. “E io la capoclasse di questa settimana”, precisò Amelia”».

I bambini insomma prendono la parola (sarebbe stato interessante sapere se l'adulto Mario, l’arrostitore di patate, aveva detto qualcosa di sé) e invece di lasciarsi definire, si raccontano: i bambini vogliono essere, vogliono poter dire “io”.

La dimensione di evoluzione e metamorfosi continua ed esaltante che contraddistingue l’infanzia, la sua gioia, il suo essere sopra oltre e fuori da ogni schema emergono con provocante violenza. Il signor Sicurini va in crisi, molla tutto e se ne va.

Forse quello che pensava di essere era solo ciò che sapeva fare: ma lui chi era?

Le infinite possibilità dell’essere e la varietà delle opzioni del fare si ritrovano nei disegni di Andrea Antinori: imperfetti, sproporzionati, storti, strani, impensabili, imprevedibili, strambi…

Un libro sui mestieri, sull’identità, sulle infinite possibilità che l’infanzia accoglie come potenziale... un libro che raccoglie tutto questo e si fa storia, semplice per bambini dai 4 anni.

Tu chi sei? E cosa sai fare?

Auguro a tutti un buon primo Maggio all’insegna della risposta ad entrambe le domande!

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Il paese degli elenchi Cristina Bellemo - Andrea Antinori 48 pagine Anno 2021 Prezzo 20,00€ ISBN 9788833700618 Editore Topipittori
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