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19 febbraio 2016

Trasformare i lettori in narratori. La parola a Marianne Dubuc

Marianne Dubuc

Ospitiamo oggi con molta gioia Marianne Dubuc, un’illustratrice canadese, dalle poche parole e dalla tecnica illustrativa inconfondibile. Avevo mille curiosità e Marianne con una gentilezza impeccabile ha risposto a tutto, domanda dopo domanda.

Grazie!

Dal tuo primo libro Il mare, agli ultimi mi sembra che alcuni aspetti della tua narrazione siano cambiati: dal viaggio onirico e senza parole de Il mare, passando per il sequenziale e descrittivo Davanti alla mia casa, e la canzoncina universale dell’Elefante si dondolava alla narrazione estesa de Il leone e l’uccellino. Cosa ti interessa raccontare?

Non ho un ordine del giorno preciso. Quando inizio un nuovo progetto, lascio che le storie e le idee vengano da cca. E uso il libro, le pagine come un mezzo per raccontare la mia storia, proprio come faccio con matite e acquerello. In Il leone e l’uccellino, ho usato pagine bianche e le illustrazioni per dare un ritmo che avrebbe aiutato a raccontare la storia. Con Davanti alla mia casa c’è… ho usato il giro delle pagine per rispondere alle domande e condurre il lettore dalla copertina fino alla fine del libro. Non è previsto, ma io uso il libro come mezzo, tanto quanto le parole per raccontare storie. Una delle cose che amo di più nello scrivere libri è permettere ai lettori di prendere la storia e cambiarla, guardandola nel modo che preferiscono. Mi piace che il lettore possa avere un ruolo attivo nella narrazione.

Marianne Dubuc, Davanti alla mia casa c'è..., La Margherita

Marianne Dubuc, Davanti alla mia casa c’è…, La Margherita

La narrazione dei tuoi lavori è sempre essenziale e anche quando le parole ci sono è come se potessero non esserci: è perché ti esprimi con le immagini o c’è un lavoro di riduzione delle parole?

Un po’ di entrambi. Quando scrivo una storia, all’inizio la scrivo attraverso le immagini. Le parole scritte vengono dopo. Per lo più, molto è già espresso nell’immagine e non ho bisogno di aggiungere molte parole. Amo i libri senza parole per la libertà di interpretazione che danno ai lettori e mi auguro che questo emerga dal mio lavoro. Nel caso de Il leone e l’uccellino, ho scritto la storia per immagini e ho pensato di aggiungere il testo solo in un secondo momento, ma solo un poco, cercando di dire il meno possibile. In questo modo ho lasciato che il lettore facesse parte della narrazione e penso che questa sia una delle ragioni per cui questo libro tocca il cuore di tante persone. Non ero sicura di riuscirci mentre ci lavoravo, ma quando l’ho visto stampato sono rimasta abbastanza contenta del risultato (niente è perfetto, ma funziona!). Per altri libri, come Lucy & co, ho voluto aggiungere il testo in modo che il lettore non dovesse faticare troppo duramente per raccontare la storia. Questa volta ho voluto fare un libro in cui non ci fosse bisogno di aggiungere parole, per spiegare qualsiasi cosa, tanto per cambiare, ma anche in questo caso, il testo scritto è arrivato più tardi nel processo di creazione, dopo che tutti i bozzetti erano stati fatti.

Marianne Dubuc, Le case degli animali, Orecchio acerbo

Marianne Dubuc, Le case degli animali, Orecchio acerbo

La tua tecnica illustrativa, mi intriga molto, mi sembra di vedere i tratti delle matite colorate e penso alla fatica che io facevo ad usarle per colorare. In che modo lavori e cosa ti affascina di questa tecnica?

Io uso le matite colorate, lo stesso tipo che usavo alla scuola elementare. È uno strumento semplice e si adatta bene a me. Di volta in volta, a seconda del progetto, aggiungo anche inchiostro, acquerello e matita. Con ogni libro che faccio esploro nuove tecniche. Di recente ho provato a lavorare anche con la tecnica digitale: in un primo momento non ero sicura che il risultato mi piacesse, ma in realtà mi è piaciuto molto lavorare in questo modo. Non credo mi piacerebbe lavorare con questa tecnica troppo spesso, ma una volta ogni tanto è divertente cambiare. Sono lusingata che tu definisca le mie illustrazioni “intriganti”, io non le vedo in questo modo, ma forse è normale dato che sono io ad averle fatte. Spendo un sacco di tempo a disegnare erba e pelliccia, certo potrebbe essere interessante, ma in realtà è semplicemente impiegare molto molto molto tempo!

Marianne Dubuc, Cappuccetto e il viaggio in autobus, La Margherita

Marianne Dubuc, Cappuccetto e il viaggio in autobus, La Margherita

La storia de Il leone e l’uccellino  è una storia gentile e meravigliosa come è nata?

Il leone e l’uccellino è una storia sul lasciare andare le persone che amiamo, avendo fede che, se è destinato ad accadere, queste torneranno a noi. Quando ero bambina, ho perso degli amici per motivi diversi: lontananza, litigi, i misteri della vita, ecc. Un giorno ero molto triste e mia madre mi ha detto «Marianne, vedrai in 10 anni da oggi, è possibile che tu reincontrerai questo amico sulla tua strada e sarà come se non vi foste mai separati. Sarete di nuovo amici». Ed è successo. È successo esattamente così con uno dei miei amici.

Marianne Dubuc, Il leone e l'uccellino, Orecchio acerbo

Marianne Dubuc, Il leone e l’uccellino, Orecchio acerbo

Noi siamo molto affezionati anche a Davanti alla mia casa c’è… un libro che ci permette ogni volta di raccontare storie diverse. A dispetto del formato e dell’aspetto che sembra rivolgersi ai bambini molto piccoli abbiamo scoperto che questo libro spinge alla narrazione anche i bambini più grandi. Come è nata questa idea?

Davanti alla mia casa c’è… è il secondo libro che io abbia mai scritto e illustrato. Dovevo lavorare su un libro come illustratrice insieme ad un autore, ma non ha funzionato. Così l’editore, in un secondo momento, mi ha offerto di fare l’albo per conto mio: volevano un libro illustrato con molte pagine, ma non avevano altre linee guida. Io non volevo fare il classico libro “una mela – immagine di una mela”, volevo trovare un’idea che avrebbe guidato il lettore dalla pagina 1 fino alla pagina 120 (sì, 120 pagine!!). È così che è nata la mia idea. Dal momento che è stato il mio secondo libro, non ho avuto molte occasioni di parlarne e neanche di leggerlo a gruppi, ma devo ammettere che questo libro è capace di “leggersi da solo” ai bambini: non c’è niente da fare se non iniziare ad urlare le risposte prima di girare la pagina! È stata una grande scoperta la prima volta che l’ho letto. Ero un po’ ansiosa, non avendo mai fatto questo genere di cose: di solito lo presentavo negli asili, a bambini molto piccoli, poi hanno cominciato a invitarmi anche le scuole elementari, e mi sono trovata a leggere anche alle classi 3 ° con grande piacere. Hai ragione quando dici che, anche se si rivolge a bambini più piccoli, può essere utilizzato nelle classi e con i ragazzi più grandi: alcuni mi hanno detto che è stato il primo libro che hanno letto da soli, altri mi hanno raccontato di aver fatto un grande progetto di classe inventando il loro proprio personale Davanti alla mia casa c’è…  È davvero un grande libro e sono sempre felice di condividerlo con insegnanti e genitori.

Questo libro è anche un elemento chiave nella mia carriera. È iniziato come un semplice libro illustrato per il Quebec, e ha finito per essere venduto in 15 Paesi, segnando l’inizio della mia collaborazione con molti editori stranieri. Ha fatto conoscere il mio lavoro in molti Paesi e mi ha aiutato a diventare l’autrice che sono oggi.

Marianne Dubuc, Davanti alla mia casa c'è..., La Margherita

Marianne Dubuc, Davanti alla mia casa c’è…, La Margherita

 

Sito ufficiale: http://www.mariannedubuc.com

Bibliografia aggiornata

Opere tradotte in italiano:

Davanti alla mia casa c’è…, La Margherita editore, 2010

Un elefante si dondolava, La Margherita editore, 2011

Il carnevale degli animali, La Margherita editore, 2011

Il mare, Lo ed editore, 2012

Il leone e l’uccellino, Orecchio acerbo editore, 2014

Cappuccetto e il viaggio in autobus, La Margherita editore, 2015

Le case degli animali, Orecchio acerbo editore, 2015

 

 

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