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13 settembre 2017

Mercoledì al cubo, presentazioni

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Tre anni fa abbiamo inaugurato un appuntamento mensile dal titolo: Un mercoledì al cubo. Costantemente, mese dopo mese, Scaffale Basso – Apedario e Briciole di Pollicino hanno provato a dare il loro punto di vista su libri differenti e a mostrare come in contesti differenti la stessa storia potesse prendere vita.

Ma sapete chi si nasconde dietro Apedario e dietro Briciole di Pollicino? Per inaugurare questo nuovo anno insieme, in un mese dedicato alla scuola, non potevo che presentarvi per bene le mie amiche di penna.

Vi presento Antonella Capetti di Apedario, se ancora non la conosceste! 

Antonella Capetti - Melissa Castrillon, Che bello!, Topipittori

Antonella Capetti – Melissa Castrillon, Che bello!, Topipittori

Antonella è un’insegnante di scuola primaria e lavora a Carimate, quest’anno guida una classe quinta. Documenta il suo lavoro in classe attraverso gli albi illustrati in un blog (Apedario, appunto), gira l’Italia a raccontare la sua idea di insegnamento ed è anche autrice di 2 albi illustrati: Il salone di bellezza e Che bello!

immagine tratta da Apedario

immagine tratta da Apedario

Antonella, cosa significa per te lavorare con i bambini e con i libri?

Lavorare con i bambini e con i libri credo sia l’unica professione che potrei svolgere. Anche in un’altra vita, non riesco a immaginarmi in un ambito lavorativo diverso da quello della relazione dialogica con i bambini, mediata il più frequentemente possibile dallo strumento libro, e in particolare dall’albo illustrato.

Come sei arrivata a fare quel che fai?

È l’unica cosa che so fare; non riesco davvero a pensare a nient’altro. Lavoro da trent’anni esatti – sono entrata in ruolo l’1 settembre 1987, prima ancora di compiere vent’anni. Dopo 17 anni nella scuola dell’infanzia, nel settembre 2004 sono passata alla primaria, dove ho avuto la fortuna di poter insegnare italiano e arte. Quale binomio migliore per coniugare parola e immagine? La lettura caratterizza da sempre il mio lavoro con i bambini; con i più piccoli quasi esclusivamente come piacere, mio e loro, mentre nella scuola primaria privilegio maggiormente la valenza educativa e didattica. Questo non significa scegliere libri “a tema”, ma saper cogliere, in un mondo vasto e variegato come quello della letteratura per l’infanzia, i libri che maggiormente permettono ai bambini di riflettere, condividere, produrre, insieme e autonomamente, sviluppare il pensiero critico, con un occhio sempre attento alla piccola editoria di qualità.

immagine tratta da Apedario

immagine tratta da Apedario

Come selezioni i libri da proporre?

Scelgo i libri da proporre in classe attraverso canali diversi; il primo è la frequentazione assidua delle librerie (una di esse, lo Spazio Libri La Cornice di Cantù è diventata per me una sorta di casa, e considero Tommaso e Valentina tra i migliori amici che si possano avere). Il secondo è una sorta di aggiornamento costante attraverso la lettura di blog (penso a quello dei Topipittori, a Lettura candita di Carla Ghisalberti, il tuo Scaffale Basso, alle Briciole di Pollicino delle nostre amiche Barbara e Ilaria, a Gavroche di Elisabetta Cremaschi), riviste (Andersen e Liber su tutti) e pubblicazioni dedicate (Scelte di classe e Hamelin). Amo leggere saggi, tra cui mi piace ricordare Ad occhi aperti, curato da Hamelin e edito da Donzelli, forse il primo e quello a cui più sono riconoscente per lo sguardo che mi ha insegnato a esercitare (penso in particolare ad uno dei due capitoli a firma Giulia Mirandola, Non ci vuole niente a distruggere la bellezza).

Secondo te cosa guadagna un bambino a cui si leggono appassionatamente libri belli?

Un bambino a cui si leggano appassionatamente libri non guadagnerà automaticamente l’amore per la lettura autonoma; questo è una sorta di pensiero magico, di cui io per prima devo imparare a liberarmi. Ogni bambino che abbia la fortuna di avere accanto un adulto che legge per lui guadagnerà però sicuramente uno sguardo attento, una mente pronta, la capacità di ascolto, l’attenzione ai particolari, un linguaggio ricco, e, su tutto, la capacità di vedere le cose da molteplici punti di vista, e da molteplici punti di viste riflettere su di esse

Ed ecco invece Barbara e Ilaria, le Briciole di Pollicino.

Antonini Balduzzi Scalcione, Un sasso nella strada, Minibombo

Antonini Balduzzi Scalcione, Un sasso nella strada, Minibombo

Barbara Balduzzi e Ilaria Antonini formano il gruppo Passpartù e si occupano di promozione della lettura girando per scuole ed istituzioni per gettare come Pollicino briciole «per ritrovare e per scoprire». Sempre in coppia sono anche autrici di un libro edito dai Minibombo: Un sasso nella strada.

Barbara, Ilaria cosa significa per voi lavorare con i bambini e con i libri?

Stare tra i bambini e i ragazzi per noi significa rimanere giovani ed essere sempre aggiornate rispetto ai cambiamenti, ma significa anche essere flessibili. Stare con loro attraverso i libri e le storie che leggiamo ci consente di creare un ponte, un legame, un terreno comune su cui incontrarsi a parlare e a discutere. Proporre un libro ad un bambino non significa semplicemente darglielo in mano;  rispettare le sue esigenze e le sue scelte, anche relative alla lettura, è difficile ma stimolante e ci obbliga a rimetterci costantemente in discussione.

le Briciole all'opera

le Briciole all’opera

Come siete arrivate a fare quel che fate?

Proveniamo entrambe dal mondo delle biblioteche in cui, prima come lettrici e poi come collaboratrici, ci siamo incontrate e lì è scoccata la scintilla. Una serie di coincidenze fortunate ci ha fatto ritrovare insieme ad organizzare alcuni incontri per bambini e da allora non ci siamo più fermate. Abbiamo frequentato alcuni corsi sulla lettura e sulla sua promozione (e continuiamo a farli perché c’è sempre da imparare), leggiamo libri ed articoli, ci siamo abbonate ad alcune riviste specializzate nel settore e pian piano ci siamo fatte conoscere, soprattutto nelle biblioteche.

immagine tratta da Briciole di Pollicino

immagine tratta da Briciole di Pollicino

Qual è l’aspetto che vi fa fare più fatica nel mondo della scuola, nella sua relazione con la lettura e il libro illustrato?

Nella nostra esperienza non ci è mai capitato di provare fatica con i bambini o con i ragazzi; anzi, i bambini piccoli che abbiamo seguito nel loro intero percorso alla scuola materna li abbiamo ritrovati poi come lettori autonomi in biblioteca, intenti a scegliersi un libro da leggere dallo scaffale. Anche alla scuola secondaria dove, si dice spesso, i ragazzi non leggono più, abbiamo riscontrato che ciò che i ragazzi invece richiedono è di poter leggere libri vicini al loro vissuto e alle loro esperienze quotidiane. La fatica, se mai, è sempre legata all’adulto-educatore che c’è dietro a tali bambini e che spesso non conosce la varietà e la bellezza di alcuni libri. Da diversi anni collaboriamo con le scuole, organizzando incontri in cui lo strumento principale e anche l’obiettivo finale rimane sempre il libro, eppure la fatica più grande rimane sempre la stessa: far comprendere le infinite possibilità che un albo illustrato e/o un libro possono fornire anche all’interno di un percorso didattico curricolare, senza che ciò comporti perdite di tempo. Ogni volta ci rimettiamo in discussione, modifichiamo i nostri interventi, studiamo meglio le bibliografie che intendiamo proporre, presentiamo spunti di lavoro dai quali poter partire per affrontare diverse tematiche, ma ancora incontriamo insegnanti poco disponibili e, soprattutto, poco flessibili a rivedere il proprio programma. Fortunatamente incontriamo anche insegnanti appassionate, entusiaste di lavorare con gli albi.

immagine tratta da Briciole di Pollicino

immagine tratta da Briciole di Pollicino

Come selezionate i libri da proporre?

Abbiamo instaurato una collaborazione diretta, che nel tempo si è notevolmente arricchita, con molte case editrici specializzate che ci inviano le loro uscite editoriali in tempo reale. Questo ci consente di leggere e conoscere albi illustrati, libri, graphic novel che poi presentiamo alle biblioteche a cui li forniamo e, intanto, ne parliamo insieme e abbozziamo idee e progetti su come e con chi poterli utilizzare. Stendiamo bibliografie divise per fascia d’età, analizziamo linguaggi ed illustrazioni e poi costruiamo pacchetti; su misura se richiesti esplicitamente da una biblioteca o da una scuola, oppure in modo libero se siamo noi a proporli ma, qualunque sia la metodologia che sviluppiamo, utilizziamo soltanto libri che ci hanno colpito.

Secondo voi cosa guadagna un bambino a cui si leggono appassionatamente libri belli?

Un bambino che ascolta e vede molti libri belli avrà una possibilità in più di diventare un lettore consapevole e critico, in grado di fare le proprie scelte (anche) nella lettura e che, all’occorrenza, avrà un’ancora di salvezza a cui aggrapparsi. Per dirla con le parole di Roald Dahl, «Se una persona ha brutti pensieri, dopo un po’ glieli leggi in faccia. Una persona con pensieri gentili non potrà mai essere brutta». Ecco, la nostra speranza è di aiutare i bambini, attraverso libri belli, ad avere pensieri gentili.

A questo punto vi aspettiamo il mese prossimo per la prima recensione a tre, nel frattempo se vi siete persi qualche Mercoledì al cubo… potete recuperare!

 

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