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27 giugno 2013

Facciamo una corsa?

«Facciamo una corsa?» in corridoio, al parco, in spiaggia, sulle scale, sul marciapiede… Oggi Saverio si è scontrato con l’universale esperienza di non poter essere sempre quello che vince: oggi una bambina di 6 anni ha vinto, di poco, ma ha vinto. Saverio ha piantato un capriccio colossale urlando «Mamma, io volevo vincere» «Lo so, tesoro, ma non è detto che si possa sempre vincere» «Ma io volevo vincere» «È una cosa bella che tu voglia vincere, ma non è detto che succeda sempre. Ma scusa, Saverio, a te non piace correre?» «Sì» «Allora non ti preoccupare, corri». Comunque il pargolo non è rimasto persuaso e il capriccio si è protratto per altri 10 minut buoni.. Madri incomprese.

A proposito di corse. Forse per confermare il luogo comune che i maschi amano la velocità, qualche mese fa Saverio ha scelto dagli scaffali della biblioteca Il pilota di formula 1 (in realtà ha anche preso il libro sul pompiere, lo spazzino, il pilota d’aerei e il panettiere… però il primo è stato il libro sul pilota). Uno scaffale interessante quello dei mestieri, in cui spicca la serie di Clavis con i disegni di Liesbet Slegers, di cui vi ho già parlato, perché ci piace molto.

Con il piccolo Schumacher, ma forse dovremmo dire Alonso nel 2013, ho iniziato a sfogliarlo immaginando un libretto simile a quelli con protagonista Mattia, ma invece per molti versi la collana è differente. Innanzitutto il libro è di dimensioni più grandi, in secondo luogo (naturalmente) non c’è un filo conduttore, ma in ogni volume c’è un diverso personaggio che racconta il suo lavoro: una giornata tipo o, nel caso del pilota, tutto l’allenamento che esiste prima della corsa.

Le illustrazioni sono le “solite” espressive e gioiose di Liesbet: belle, semplici, colorate, però manca l’integrazione testo-disegni che tanto mi era piaciuta. I disegni, infatti, sono solo sulla pagina di destra, mentre a sinistra in pagine bianche molto anonime c’è il testo con sopra dei piccoli box illustrati, che fungono da commento o sottolineatura di passaggi del racconto, ma senza avere un vero ruolo nella storia, il che rende il libro un po’ interrotto (si può dire?!). Il contenuto dei testi è brillante e il narratore si rivolge direttamente al piccolo lettore, interpellandolo, spiegandogli termini tecnici e coinvolgendolo nella vicenda, tuttavia il font banale e il posizionamento poco studiato nella pagina, fa sì che le parole sembrino posticce rispetto alla pagina e alle illustrazioni.

Un altro punto forte della narrazione è che ha un inizio ed una fine: è una vera e propria storia e non una generica descrizione, i personaggi non sono anonimi e i lettori possono imparare qualcosa di un mestiere attraverso le loro vicende.

A Saverio gli allenamenti del pilota, le macchine di formula uno (che strizzano molto l’occhio ai lettori italiani ferraristi per antonomasia), le bandiere a scacchi e naturalmente la vittoria e la coppa sono piaciuti moltissimo. Il finale, poi, che invita i piccoli ad incamminarsi sulla strada dei piloti con la propria automobilina è davvero ben pensato: anche Saverio mi ha chiesto se avrebbe potuto guidare una Ferrari, quando avrà la patente a 7 anni, a suo dire.

Una bella idea, una grande illustratrice, ma alcuni particolari stonati avrebbero potuto essere curati meglio.

Il pilota di formula 1

Liesbet Slegers
28 pagine
Anno: 2012

Prezzo: 14,95 €
ISBN: 9788862581776

Clavis editore
Anobii

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