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6 dicembre 2018

Strenne 2018. Giorno 6

Oggi è san Nicola, per chi non lo sapesse, la figura che ha dato vita al Santa Klaus che in questo periodo vediamo spuntare in ogni dove: un santo celeberrimo per gli agiografi (io ho studiato le storie dei santi per anni!) e probabilmente una delle figure maggiormente presenti nell’immaginario collettivo.

È per questa ragione che, nel nostro calendario d’Avvento, ho deciso di inserire anche questo testo – l’unico a non essere una novità – : sono allergica al bombardamento mediatico intorno a questo personaggio, tuttavia quando ho letto le Lettere di Babbo Natale di J.R.R. Tolkien non ho saputo interrompere la lettura prima di arrivare alla fine. 

Tolkien, l’autore de Il signore degli anelli per intenderci, scrisse ai suoi figli, piccoli una o più lettere ogni anno, a firma di Babbo Natale, in risposta alle letterine che i piccoli lasciavano per lui in sala. Probabilmente pensate all’inizio come brevi biglietti, ideati per coltivare la magia nel periodo natalizio, queste lettere con il tempo divennero veri e propri capitoli di un racconto ampio e complesso sul mondo di Babbo Natale.

Tolkien era uno scrittore minuzioso e preciso, non sorprende dunque vedere la cura con cui scelse gli inchiostri, pensò ad uno stile di scrittura (traballante data l’età longeva del santo natalizio e infantile e stilizzata per l’amico Orso Bianco), progettò i francobolli e addirittura ideò la lingua del Polo Nord solo per poter scrivere queste lettere ai suoi figli. 

La raccolta epistolare – i cui autografi sono riprodotti con cura nell’edizione Bompiani – sono un piccolo tesoro di meraviglia. 

Il protagonista principale è Babbo Natale che nei primi anni è affiancato dal solo Orso Bianco del Nord, suo fidato compagno, aiutante e protagonista di innumerevoli avventure e disavventure di volta in volta al centro dei racconti raccolti nelle lettere. Babbo Natale risponde evidentemente a quesiti e domande che i figli piccoli di Tolkien gli ponevano in altrettante missive, il lato personale della vita dei bambini (le loro preferenze sui giochi e sulle marche di mattoncini, la loro crescita, la loro casa a Oxford, i malanni di stagione del papà…) si intrecciano con la vita immaginata al Polo Nord (la preparazione dei regali, le trovate e le birichinate di Orso Bianco, le renne, le slitte… piccoli e grandi avvenimenti come la rottura della luna o l’esplosione dei fuochi artificiali…), ma anche con gli echi lontani di un orizzonte storico tutt’altro che magico (la seconda Guerra incombe e scoppia).

Lettere scritte fittamente, alcune con notazioni a margine dell’orso, sono inizialmente molto brevi, ma con il tempo diventano vere e proprie narrazioni. I personaggi aumentano e fili narrativi si moltiplicano: incontriamo così i Bimbi-neve e poi i goblin, gli gnomi, gli elfi, nonno Yule… che tornano e ritornano anno dopo anno.

I racconti sono molto intimi e piacevoli, sembra di entrare nella casa di Babbo Natale e assistere ai piccoli grandi eventi che accadono nella sua casa tra i ghiacci del Polo, tra nevicate, assalti a tradimento, grotte nascoste sottoterra con incisioni di uomini primitivi, attacchi di orecchioni e perdite d’acqua.

Ogni anno sembra esserci un’avventura nuova da ascoltare: mi immagino i piccoli di casa Tolkien chiedersi cosa avrebbe combinato quell’anno Orso Polare, quanta neve sarebbe caduta e se i goblin avessero nuovamente appiccato il fuoco a qualche magazzino di giocattoli. Nella lettera del Natale 1936 arriva addirittura uno schema con l’alfabeto goblin!

Tolkien è instancabile: dal 1920 fino al 1943 scriverà queste lettere indirizzate prima a John, poi a Michael, poi a Christopher e infine a Priscilla fino ai suoi 14 anni.

L’esercizio di resa spontanea del parlato-scritto è ricercata grazie ad uno stile di scrittura scorrevole, descrittivo, confidenziale. Orso Bianco, poi, è assai sgrammaticato e immagino abbia strappato più di qualche risata ai piccoli Tolkien. La scrittura curata di per sé crea già un mondo magico, ma ogni lettera è poi accompagnata da molti disegni naïf e splendidi che illustrano il cuore dei contenuti delle diverse lettere. 

Un libro perfetto per i giorni che anticipano il Natale (per bambini dai 3 anni), racconti magici capaci di creare un mondo fatato e sospeso, un mondo ricchissimo e non banale grazie anche ad una scrittura calorosa e accogliente come solo la penna di un padre che scrive ai figli sa essere.

«Saluti affettuosissimi dal tuo vecchio amico, Babbo Natale».

Lettere di Babbo Natale
J.R.R. Tolkien – Marco Respinti (traduttore)

192 pagine
Anno: 2017

Prezzo: 13,00 €
ISBN: 9788845293894

Bompiani editore

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