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9 gennaio 2019

Non chiamatele emozioni

Il mercato editoriale ultimamente è saturo di libri sulle emozioni. Le maestre del ciclo della scuola primaria parlano di una sostanziale debolezza dei bambini che, forti su altri aspetti (cognitivi), non riescono però poi a gestire frustrazioni, rifiuti, negazioni… la rabbia, il dolore non sembrano più appartenere alla loro quotidianità, ma non solo, i bambini disimparano in fretta a leggere il mondo che li circonda, sempre più abituati a filtrarlo attraverso uno schermo. E su questa debolezza, naturalmente, il mercato editoriale orientato alla risposta pronta ha risposto sfornando decine di libri su rabbia, tristezza, paura…

Ho sviluppato dunque una sorta di allergia a questi libri, salvo poi essere ripresa da un conoscente che mi ha detto, indicando il libro Guarda che faccia: «Eppure a Teresa [mia figlia di 6 mesi ndr.] stai leggendo un libro sulle emozioni».

Nulla di più falso a mio parere.

Vi siete mai chiesti perché una tipologia di libri proposta costantemente ai bambini di pochi mesi è quella delle facce che esprimono diversi stati d’animo? Per poter parlare loro delle emozioni? A bimbetti di pochi mesi? No.

Se avete occasione di osservare i bambini intorno ai 6 mesi noterete una cordiale e genuina predisposizione all’empatia verso gli altri: se Hutai [mio figlio di 4 anni] salta sul letto e ride di gioia, Teresa ride a crepapelle, se Saverio [mio figlio di 9 anni] si concentra sul suo videogioco, Teresa si cruccia con tutte le forze, se il papà sorride, Teresa si scioglie in un mare di moine. E questo accade con qualsiasi volto che le si rivolga.

I neonati allargano progressivamente il loro orizzonte di interesse: dalla mamma unico centro dell’universo dei primi mesi, fino ai volti e alle persone e poi progressivamente allo spazio quotidiano, ai giochi, agli oggetti di casa.

Le persone sono il centro incontrastato della loro curiosità e, se ci si ferma a riflettere su questo punto, non si può non rimanere incantati.

Guarda che faccia, dunque, risponde perfettamente all’interesse del lettore-uditore di pochi mesi a cui si rivolge, gli offre una galleria di volti-storie da cui lasciarsi incantare e, costringe, infine i genitori-lettori a coinvolgersi in un dialogo personale con il proprio bambino.

Sono presenti, dunque, gli ingredienti fondamentali perché la lettura sia effettivamente un’esperienza di piacere per il bambino.

In ogni doppia pagina troverete da una parte la fotografia del volto e dall’altra un verso che  presumibilmente il protagonista pronuncia: «Eh! Eh! Iu-huuu!». Il libro è ricco di sfumature e di espressioni non per forza prototipiche: c’è il sorriso accennato e quello travolgente, la noia arrabbiata e l’attesa non per forza annoiata…

Realmente inclusiva la scelta di associare diverse lingue nell’espressione onomatopeica testuale e ben congeniale la struttura robusta del libro (fate attenzione perché molti libri simili sono molto deboli strutturalmente con pagine che non sono più pagine e che girano, rompendosi con facilità!).

Diffidate da le versioni in cui associata all’espressione vi sia una etichetta definitoria del tipo “felicità”, “tristezza”… non stiamo parlando di emozioni, lo ribadisco, approcciate il libro per quello che è: una narrazione per immagini.

Le fotografie in primo piano e a fuoco sono perfette e, ancora una volta, preferitele ai libri con le illustrazioni, soprattutto per questo tipo di libri: le espressioni disegnate non sono che un pallido eco della realtà e potranno essere interessanti più avanti!

Non parlate di emozioni, dunque, ma permettete al vostro bambino di associare al libro l’idea di qualcosa di interessante e lasciate che impari a leggere il mondo insieme a voi che lo guardate. I bambini, dal canto loro, potranno godere di piccole narrazioni (non è mica necessario sfogliarlo tutto, potrete guardare intensamente una pagina per molto tempo!) di vita quotidiana ed eserciteranno la loro innata capacità di leggere il mondo, le persone e loro stessi, con loro somma gioia. 

Dai 6 mesi.

Guarda che faccia!
Stefani Manetti e ACP (curatela)

16 pagine
Anno: 2015

Prezzo: 5,90 €
ISBN: 9788809058910

Giunti editore

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