Nel 1977 la NASA mandò due sonde nello spazio: a bordo, tra le altre cose, mise 116 immagini che raccontavano la vita umana e la Terra. Il Golden Record - questo il nome della raccolta dei documenti - voleva (e vuole) essere una presentazione degli esseri umani, se mai le sonde incontrassero degli extraterrestri.

Sophie Blackall, in calce al suo libro Se vieni sulla Terra, racconta di un incontro diversissimo eppure simile che è stata la causa e il pretesto per la nascita di questo libro:

«L’idea di questo libro mi è venuta in cima all’Himalaya, in Buthan ... per raggiungere una piccola scuola di dieci studenti. Non capivamo niente di quello che dicevano, ma i bambini avevano disegnato delle immagini... quello che avrei voluto in quel momento era un libro che ci unisse»

Questo libro nasce così, grazie a tanti bambini incontrati in giro per il mondo e una scrittrice-illustratrice che è stata ad ascoltarli.

Se voi foste un bambino e voleste raccontare ad un visitatore dello spazio il vostro mondo di cosa parlereste? Cosa gli raccontereste?

«Caro visitatore dello spazio, se vieni sulla Terra, ci sono un paio di cose che dovresti sapere»

Il viaggio-lettera di presentazione della Terra ha un andamento che sembra progressivo, perché parte dal “grandissimo” e sembra procedere verso il piccolo, ma quando poi Quinn, il nostro narratore bambino, arriva alle persone, il racconto segue i suoi pensieri, regalando tante svolte inaspettate e curiose sulla descrizione degli aspetti che lui ritiene importanti della vita.

Dal pianeta Terra ai luoghi in cui viviamo (“grandi metropoli, piccole città e minuscoli villaggi o ... proprio nel bel mezzo del nulla”), dalle case alle famiglie. Arrivati velocemente alle persone, il nostro narratore si perde, raccontandoci mille dettagli della vita, la sua vita, ma in realtà la vita dei tanti bambini che incarna.

Dall’aspetto fisico (ogni corpo è diverso dall’altro) alle espressioni facciali che comunicano emozioni e sentimenti e poi i vestiti, i mezzi di trasporto (spesso dobbiamo andare da qualche parte), i “lavori”  e poi i cibi, l’acqua...

Pensando al mare, il nostro protagonista ci racconta dei pesci, degli animali e degli uccelli, e poi mentre ci parla degli uccelli gli viene in mente il canto e poi la musica. 

«Gli uccelli sanno cantare, e anche le balena, e le persone. Le persone sanno fare musica, da sole o insieme»

Ma poi forse Quinn pensa che gli uccelli parlano tra di loro, cantando, e allora pensa a quegli amici che hanno un modo tutto particolare di comunicare:

«Alcuni di noi, che non sentono, parlano con le mani e la faccia. Altri, che non vedono, leggono con le dita»

Il flusso di pensieri continua e arriva a toccare gli oggetti e il loro aspetto: alcuni sono “costruite dalle persone”, “alcune [cose] sono invisibili”. E tra le cose invisibili ci sono i germi che fanno ammalare le persone, anche se “a volte le persone si fanno male in un incidente” o si fanno male a vicenda... E poi le persone sanno aiutarsi, crescono, raccontano le storie...

Questo viaggio sembra avere ancora moltissime cose da dire e mostrare, ma una cometa brillante ci fa tornare piccini come all’inizio:

«In questo preciso istante, siamo qui insieme su questo bellissimo pianeta»

Le immagini non hanno bisogno di commenti particolari: sono semplicemente splendide. Descrittive, ma nello stesso tempo ricche di poesia, capaci di condensare il particolare e l’universale. I volti dei bambini, i corpi delle persone mostrano la vasta ricchezza della diversità, ognuno con una bellezza affascinante. Le tavole inoltre sono arricchite da particolari che aggiungono significati o sfumature alle parole del testo: quando si parla del tempo atmosferico possiamo vedere come a volte questo causi delle vere e proprie tragedie; quando si parla di casa alcuni piccoli gruppi di persone raccontano che la guerra li ha privati di una casa...

Il testo è segmentato e docile permette che le immagini possano esplicare la bellezza di tanti singoli dettagli che fanno bello il mondo. Il ritmo è irregolare e coinvolgente: si rallenta, si riflette e poi si corre incalzando le pagine.

Un libro che sembra un ponte, anzi forse un nastro di segni e disegni (per riprendere ciò che ha disegnato l’autrice) che lega e unisce i lettori e che permette loro di parlare con chiunque dell’umanità, di sé e del proprio particolare, immenso mondo.

 

Se vieni sulla Terra Sophie Blackall - Giusy Scarfone (traduttrice) 80 pagine Anno 2020 Prezzo 19,00€ ISBN 9788869666803 Editore Il castoro
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