Ha molto della fiaba l’ultimo libro di Mac Barnett e Jon Klassen a testimonianza del fatto che le fiabe hanno ancora molto da racontare oggi e lo fanno con pertinenza, se ciò che l’autore propone non è una mera riproduzione dei meccanismi e delle figure fiabesche, ma una riflessione sul loro significato.

Filo magico si apre in un freddo pomeriggio d’inverno, il pomeriggio in cui Annabelle trovò una scatola con dentro un filo. Oggetto magico per eccellenza la scatola custodisce, genera, rigenera, nasconde… offre agli occhi che si affacciano strumenti e doni. Il filo, allo stesso modo, è guida sicura, bussola che governa le azioni (pensate al gomitolo dei Sei cigni dei fratelli Grimm o a quello celebre del racconto di Arianna e Teseo), àncora affettiva e legame. Le premesse sono molte, dunque.

Annabelle decide di impiegare il filo con i suoi ferri e farci un bel maglione: «e quando  ebbe finito, le avanzava ancora del filo». «Quindi fece un maglione anche per Mars [il suo cagnolino]. Ma avanzava ancora del filo. Quando Annabelle e Mars uscirono a fare una passeggiata, Nate li additò ridendo e disse: “Siete ridicoli!” “Sei soltanto geloso” disse Annabelle. “No che non lo sono” rispose Nate. Invece lo era.» Annabelle infatti capisce che il dono della del filo magico è una opportunità e con molta semplicità lo usa, donandolo a sua volta, senza nessuna gelosia. Dovete sapere che nel mondo grigio e marrone in cui Annabelle vive (e di cui siamo consapevoli solo grazie ad una intuizione geniale dell’illustratore!), i maglioni confezionati grazie al filo magico spiccano perché multicolori e, se inizialmente la piccola comunità ne rimane interdetta («“il tuo maglione è una terribile distrazione!”» dirà il maestro di scuola), a poco a poco ne viene conquistata a colpi di dritti e rovesci. Il filo sembra infinito e non perché la scatola sia piena di gomitoli, semplicemente il filo non finisce, ne rimane sempre un poco (la distinzione mi sembra cruciale), un poco che è sempre abbastanza. «Fece un maglione per ciascuno, tranne che per il signor Crabtree. che non indossava mai maglioni né calzoni lunghi… Allora per il signor Crabtree Annabelle fece un berretto. E le avanzò ancora del filo». In breve tempo l’onda calda di lana colorata investe gatti, cani, alberi, case… «e le cose in quella piccola città iniziarono a cambiare»: non sappiamo cosa cambiò, ma comprendiamo che il cambiamento fu tangibile. Un giorno però fra i tanti avventori giunti per conoscere Annabelle e la sua scatola per la maglia, giunse anche un arciduca «che andava pazzo per i vestiti»: voleva la scatola e la voleva solo per sé. «“No grazie”, rispose Annabelle che stava facendo un maglione per un camioncino… «Non venderò il filo”. E non lo fece». Ma i prepotenti, lo sappiamo, non si fermano davanti ad un no, così l’arciduca rubò la scatola ad Annabelle. Giunto nel suo castello lontano «prese la scatola, sollevò il coperchio e guardò dentro». Cosa vide? Non lo sappiamo, ma la scatola finì dritta fuori dalla finestra mentre l’arciduca strepitava: «“Ragazzina, io ti maledico con la maledizione della mia famiglia. Tu non sarai mai più felice!”». Che cosa accadde ad Annabelle? Ve lo lascio scoprire.

Mac Barnett e Jon Klassen confermano un'intesa davvero significativa: la prosa asciutta, quasi sentenziosa dell’autore americano dialoga e si appoggia alle illustrazioni dell’artista canadese, acquisendo significati che le parole non dicono. Jon Klassen gioca con i colori e con il bianco, le linee dritte e i volumi piatti si sporcano nell’irregolarità dei punti colorati della lana e fanno da contrappunto alla palette di marroni. I personaggi un po’ fiabeschi e un po’ moderni si fondono in un unico racconto, la luce è sostituita dal bagliore atemporale della neve: è una fiaba, ma è anche un racconto modernissimo sulla generosità, sulla capacità di donare e donarsi e su come il movimento gratuito di una persona possa, punto a punto, cambiare ed unire il mondo.

A Saverio la storia è piaciuta molto, io sono stata presa da una irrefrenabile voglia di sferruzzare: ci vuole in giornate così fredde, (spesso) non solo climaticamente parlando. Una fiaba moderna tutta d'un pezzo (dai 4 anni): che le storie possano essere questo filo generosamente donato, generosamente fertile!

P.S. Unica, davvero unica nota: avrei messo un articolo a precedere il titolo, avrebbe segnato più nettamente la sua paternità fiabesca.

Filo magico
Mac Barnett - Jon Klassen - Davide Musso (traduttore)

40 pagine
Anno: 2016

Prezzo: 15,00 €
ISBN: 9788861894044

Terre di mezzo editore

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