La storia di Kate Di Camillo è una fiaba dal gusto antico, scintillante e vitale nel senso che è capace di toccare i grandi momenti della vita: morte, vita, paure, dolore…

Avevo incontrato la scrittrice statunitense attraverso Lo straordinario viaggio di Edward Tulane ed una certa rigidità di scrittura e dei personaggi narrativi non mi aveva completamente convinto, invece ne Le avventure del topino Desperaux la lingua si fa sciolta, le figure tenere o crude, ma perfette ed esatte, l’equilibrio tra dolore, paura e male e speranza, bene, bellezza è dosato con cura.

Questo libro parla di destino e di vita in modo serio e vero, pur nella figura della fiaba, e non ha paura di dichiararlo!

«Perché, lettore, un destino movimentato (che a volte coinvolge i ratti, a volte no) attende chiunque (topo o uomo che sia) non si adegui a ciò che gli altri si aspettano da lui»

Il canovaccio narrativo ricorda quello delle fiabe orali che seguono un filo narrativo alla volta, seguendo le gesta dei singoli personaggi e questo favorisce un ascolto quasi atavico che ricorda i racconti nei fienili di fine Ottocento.

Il narratore chiama in causa direttamente i suoi ascoltatori, li prende per mano, li lascia in sospeso con anticipazioni, ma li coinvolge anche con rassicurazioni, indicazioni, domande:

«Il mondo è oscuro e la luce preziosa. Avvicinati, caro lettore. Devi fidarti di me. Ho una storia da raccontarti»

«Te l’immagini? Riesci a pensare che tuo padre possa venderti per una tovaglia, una gallina e una manciata di sigarette? Chiudi gli occhi, ti prego, e riflettici un po’ su.Fatto? Spero che ti si siano rizzati i capelli in testa»

I lettori che vengono coinvolti per tratti del cammino singoli e brevi - i capitoli brevi rendono questo libro una lettura ideale per bambini anche piccoli- creano un clima di silenzio e ascolto quasi perfetto.

«Questa storia ha inizio dentro le mura di un castello, con la nascita di un topo. Un piccolo topo. […] “L’ultimo”, annuì papà topo. “E fra non molto morirà anche lui. Impossibile che sopravviva. Nessun topo appena nato può avere gli occhi aperti e sopravvivere” Invece, lettore, Despereaux continuò a vivere. E questa è la sua storia»

Despereaux è un topino su cui nessuno avrebbe scommesso, eppure lui si fa eroe e protagonista della sua storia e della sua vita, piccolo ma irriducibile Despereaux non ha paura di niente e si fa forte della vita, della speranza dell’amore.

È proprio infrangendo una delle regole fondamentale dei topi del castello che Desperaux innesca la sua personale grande epopea: «Desperaux ruppe l’ultima delle antiche leggi topesche: rivolse la parola a un essere umano», e non un essere umano qualsiasi, ma alla principessa!

E in quel preciso momento Despereaux si innamorò.

«“Vi rendo onore”, bisbigliò Despereaux, “Vi rendo onore” […] Era lettore, un topo perdutamente innamorato»

Questo amore apparentemente piccolo, così sproporzionato è un amore purissimo e totalizzante, un amore vero e per un amore vero ogni battaglia non sarà mai perduta.

«“Qualcuno mi ama” proseguì Despereaux. “ E anch’io l’amo. Nient’altro ha importanza»

Buttato nelle segrete in mezzo ai ratti per il tradimento delle leggi topesche, e destinato ad essere sbranato, il nostro protagonista dovrà affrontare la paura, la possibilità reale di morire, il peso della verità, il sadismo dei cattivi (che esistono e sono pericolosi!) eppure mostrerà una determinazione serena, appassionata e ingegnosa che lo guiderà fuori dai guai. Impegno e provvidenza in un intrecciarsi di casi fortuiti, porterà a compimento i destini di tutti i personaggi della storia, compimento che non è per forza lieto fine, ma è compimento delle scelte che ognuno ha fatto.

«Tu credi, lettore, che sia possibile vivere per sempre felici e contenti?»

L’interloquire diretto del narratore con l’ascoltatore è interessante, perché chiama i piccoli ascoltatori ad un ruolo “grande” come accade a Despereaux. Le domande dirette sono realmente interessate ad ascoltare i pensieri dei bambini e offre un’occasione anche agli adulti lettori di ascoltarli. Questa è la forza delle storie che abbracciano e investono i lettori e in una sorta di discorso metanarrativo è l’autrice stessa a dircelo: «le storie sono luce, e la luce è preziosa in un mondo di tenebre. Comincia dall’inizio. Racconta a Gregory una storia. Da’ luce al suo mondo»

La narrazione che è lineare all’interno dei diversi capitoli si fa complesso concerto nel comporsi delle diverse storie, nessuna situazione è trattata con banalità, nessun carattere è estremizzato, i comportamenti non sono meccanici, ma affascinanti e scolpiti. 

Il male e cattivi ad esempio non lo sono semplicisticamente, di ognuno conosciamo la storia intravediamo l’origine:

«Tutte le creature viventi hanno [un cuore]. E il cuore di ogni creatura vivente può essere spezzato».

Il male si insinua, colpisce, battaglia, avanza. Despereaux sfuggirà alle segrete, ma  ironicamente dovrà ritornarci per salvare la sua principessa rapita, il suo amore.

«La speranza, lettore, è come l’amore: ridicola, ma anche meravigliosa, potente»

La metafora della battaglia tra luce e buio è chiara e limpida alle orecchie dei lettori, eppure sfaccettata, complicata, oscurata, macchiata nei cuori dei personaggi, perché la vita non è netta, è vera.

E poi in modo del tutto inaspettato, ciò che fa la differenza in questa epica avventura è il perdono. Capite? Il perdono!

«Lo fece perché aveva l’impressione che fosse l’unico modo per salvare il proprio cuore, per evitare che si spezzasse. Lo fece, lettore, per salvare se stesso»

Questo piccolo eroe si lancia nella mischia forte della grandezza del suo cuore, che sembra poco, ma fa tutto.

Un romanzo commovente, vero, serissimo, da leggere ad ogni bambino (dai 4 anni).

P.S. Il libro non è illustrato. Le illustrazioni delle foto sono tratte dalla copertina e dalla quarta di copertina.

Le avventure di Despereaux Kate Di Camillo 204 pagine Anno 2021 Prezzo 13,40€ ISBN 9788869666797 Editore Il castoro
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