Tra i moltissimi personaggi nati dalla penna di Gianni Rodari ce ne sono alcuni che hanno raccolto intorno a sé numerose storie e filastrocche, divenendo, di fatto, personaggi di piccole avventure seriali. Su tutti, due sono entrati nel cuore di moltissimi lettori: Alice Cascherina e Giovannino Perdigiorno. 

I due protagonisti sono nati tra le pagine del Corriere dei piccoli, tra gli anni ‘60 e gli anni ‘70: appuntamenti settimanali brevi che sono poi diventati vere e proprie saghe, nel corso del tempo.

Alice è una bambina piccolissima che in modo magico e inaspettato «cascava sempre e dappertutto», dentro la palla, la torta, il calamaio, il cassetto, la luce di una lucciola… ogni caduta è un’avventura, perché Alice ha il privilegio di guardare il mondo quotidiano da un punto di vista inedito e impensabile. Le brevi avventure in prosa sono ricchissime di inventiva: originali e impensabili pur nell’orizzonte quotidiano in cui si muovono. Quello di Alice è un movimento meccanico che fa ridere e sorridere per tutte le implicazioni “fisiche” (per esempio Alice è costretta a farsi strada a furia di morsi nella sua torta di compleanno!), ma il cadere è metafora neanche tanto velata dell’“andare a fondo”, Alice infatti si immerge in tutte le cose che fa, arrivando al cuore di tanti gesti e situazioni di tutti i giorni.

Giovannino invece è un bimbetto che viaggia, viaggia moltissimo: un grande viaggiatore alla ricerca del paese perfetto, che ancora non ha trovato! I viaggi di Giovannino Perdigiorno, raccontati in prosa e filastrocche lo portano in paesi diversissimi, abitati da creature fantastiche e affascinanti. Anche in questo caso però il legame con l’immaginazione e la magia non è mai a prescindere dal mondo reale, con cui i personaggi di Rodari dialogano costantemente.

Non pensate però a testi banali che non si affacciano oltre il bordo del proprio orticello, anzi, la trama riferimenti extratestuali è fittissima dai Viaggi di Gulliver ai viaggi di Alice oltre lo specchio, dal Piccolo principe allo Schiaccianoci di Dumas. La lingua è ricca grazie ad un lessico curato, sebbene innestato su una sintassi molto semplice e scorrevole. I protagonisti sono bambini ardimentosi e mai scoraggiati, bambini pieni di vita, e di risorse.

Non si può dire che i testi abbiano una morale, perché l’atteggiamento dell’autore non è mai didascalico, ma si può d’altronde dire con certezza che alla fine di ogni avventura i lettori guadagnino un pensiero, pungolato con ironia dalla storia appena conclusa.

Giovannino Perdigiorno

viaggiando per trastullo;

capitò con sorpresa

sul pianeta fanciullo.

Ma chiamarlo pianeta

è quasi un’esagerazione;

si tratta di un minimondo,

in una minicostellazione.

Tutto è mini, lassù

minimonti, mari mini…

nelle città in miniatura

ci stanno mini-cittadini…

Ma guardali un po’ meglio

e il mistero scoprirai:

sono tutti bambini

che non crescono mai.

Di diventare grandi

non ne vogliono sapere:

così sono felici,

così vogliono rimanere…

«I grandi non hanno giocattoli

ai giardini non ci vanno,

hanno solo brutti pensieri

tutti i giorni dell’anno…

Noi stiamo bene così,

senza preoccupazioni …»

E Giovannino disse:

«Arrivederci, fifoni!»

Alice riesce a riemergere dal calamaio in cui era caduta ed esclama: «Le parole per il componimento le cercherò dentro di me: nel calamaio c’è troppa confusione», come a dire dove nascono le idee se non in se stessi?

Giovannino arriva nel mondo degli uomini di ghiaccio e se ne va, perché senza ad un cuore davvero non si può vivere:

E il cuore ce l'avete

in quel petto ghiacciato?

Il cuore? Scaldava troppo, 

lo abbiamo eliminato.

Che popolo sottozero, 

si disse Giovannino, 

mi si gelano le orecchie

solo a stargli vicino

Questi brevi racconti e queste poesie sono ideali per le letture dai 6-7 anni, non sono mai banali, non sono scontate e interloquiscono con i ragazzi chiedendo loro di pensare, ma anche e soprattutto di divertirsi. La lunghezza contenuta dei racconti e la continuità data dal personaggio, poi, le rendono ottime letture senza immagini per bambini piccoli (3-4 anni) che si vogliano cimentare nell'ascolto.

Cosa aspettate? Avete iniziato a leggere Rodari?

P.S. Potete trovare moltissime edizioni, illustrate da artisti diversi: scegliete quella che più vi colpisce!

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