Leggere Bart Moeyaert è un’esperienza sfidante e parlare del suo ultimo libro, L’oca e suo fratello, lo è in egual modo.

45 piccoli racconti che si svolgono in una fattoria che ricorda quella di Orwell, ma che in effetti sembra molto più scanzonata. 

Gli episodi sono autoconclusivi, ma è evidente un andamento progressivo che segue un percorso di vita/crescita di due protagonisti, due fratelli oca, che sembrano interscambiabili - impossibile distinguere l’uno dall’altro - e che sono in effetti uno o l’altro, creando di fatto un dialogo che si connota come tra sé e sé.

L’oca e suo fratello vivono le grandi sfide di ogni giorno (mangiare, nuotare, annoiarsi, festeggiare, riscaldarsi, fare amicizia…), ma ogni evento è affrontato con domande e riflessioni da veri e propri filosofi. Contemporaneamente è interessante come l’autore sia libero di inserire nella sua narrazione elementi e trovate completamente incomprensibili e imprevedibili, o meglio svolte narrative coerenti nel testo, ma strampalate ed eccentriche che fanno ridere e alleggeriscono il tono di una storia che potrebbe virare sul mentalistico, ma che invece rimane saldamente ancorata alle cose.

Capita così che un giorno, mentre le pecore, i tacchini e le oche parlano della soddisfazione o meno di avere tutto, il cane cacci un rutto «incredibile» e che questo scateni un attacco di risate incontrollabili, interrotto soltanto dall’arrivo di un’alce.

Le grandi domande si accostano a considerazioni che magari ad un primo sguardo potrebbero sembrare stupidine, ma che vengono considerate con uguale serietà tanto da essere assurte a grandi interrogativi.

Può capitare allora che i due fratelli dialoghino sull’utilità dei tacchini: 

«“Io e mio fratello facciamo la guardia. Il cane è amico della contadina. Le pecore danno la lana e...” L’oca e suo fratello rimasero in silenzio per un po’. “Ora più che mai ci stiamo chiedendo invece a cosa serviate voi... Voi ci siete per la... tolleranza”... “tu non volevi crederci” “No”, disse il fratello. “Non volevo crederci. Dopo una giornata così, però, ci credo. Dobbiamo tollerarli. Loro ci sono per questo, per farsi tollerare”»

Poco dopo possiamo parlare della morte e di cosa significhi morire, di dove si rintani la pazienza quando la si perde (sotto una zampa?!), poi si può riflettere sulla noia e sul male di vivere (il montone ad esempio non aveva più nessuna voglia di fare il suo dovere), e magari sussurrarsi paroline carine in faccia per scaldarsi a vicenda fin dentro alla pancia.

È confortante pensare che ci sia qualcuno che desidera parlare di temi e di pensieri di una certa levatura con i bambini, d’altro canto bisogna essere disposti a farsi sfidare da queste domande, altrimenti la lettura risulterebbe soltanto disturbante.

La struttura narrativa può ricordare quella delle favole da cui dedurre alcuni insegnamenti finali, ma ciò che si impara davvero grazie a queste storie è uno sguardo che sa cogliere gli indizi, che sa dedurre dai panni stesi al sole gli andamenti di una storia d’amore, che sa scovare la felicità in un cancello aperto.

Lo stile illustrativo di Gerda Dendooven arcaico e sgraziato, esemplare nella gestualità che i personaggi mostrano, riesce a cogliere con esattezza il sapore antico ed eterno delle parole di queste storie.

Questo romanzo è un romanzo verbale, ricco di parole e pensieri: è difficile trovare spazi per sdraiarsi in descrizioni distensive o per perdersi nella bellezza di piccoli ninnoli e odori sapientemente rievocati. Anche quando godiamo del prato, siamo lì a pensare a cosa sia per noi la felicità. È negativo, è positivo? Il giudizio non può essere orientato in questo senso, questa storia, anzi più precisamente questo insieme di storie corrisponde esattamente a questa descrizione:

«L’oca e suo fratello si accoccolarono uno vicino all’altro, e quel nuovo ricordo aveva esattamente la taglia giusta per stare dentro la loro testa».

Un libro che NON va letto tutto d’un fiato, va invece assaporato un tratto alla volta e che sarà capace di regalarvi qualche pensiero in più se lascerete che trovi spazio nella vostra testa: l’edizione curata con il cordino segnalibro ve lo consiglia, io ve lo confermo.

[shareaholic app="share_buttons" id="15118398"]
L'oca e suo fratello Bart Moeyaert - Gerda Dendooven - Laura Pignatti 144 pagine Anno 2020 Prezzo 15,00€ ISBN 9788876094613 Editore Sinnos
Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *