Non potevo che aspettarmelo, andando ad abitare nella verde Brianza. Quando ero piccola a Milano capitava che trovassi delle formiche in camera: avevo gli incubi per giorni. Temevo che con una delle loro militaresche fila sarebbero salite lungo le lunghe gambe del mio letto a castello e che sarebbero infine giunte nel mio letto e … boh non ho idea di cosa avrebbero fatto, ma bastava ad inquietarmi. Qui nella mia casa, ammetto, non ho mai trovato formiche in camera, ma in giro ho visto animaletti che nemmeno in un safari, nel prato. E poi Saverio è affascinato dagli insetti, come da ogni essere vivente, e quindi inevitabilmente mi ritrovo a dover contenere l’orrore: «Mamma, vieni a guardarlo ti prometto non ti farà niente, vieni è bellissimo, davvero, ti prego guardalo che buffo!».

Insomma è un continuo: guarda il verme, tocca il lombrico, osserva la falena, raccogli il grillo, prendi la cavalletta…

Per cui non mi sono sorpresa quando Saverio ha acchiappato I bestiolini di Gek Tessaro dallo scaffale in biblioteca e io ho voluto rincarare la dose con Non c’è tempo di Anne Crausaz, un libro che mi aveva incuriosito perché lo avevo intravisto in un negozio di arredamento e design.

I bestiolini appartengono alla collana ZeroTre, che continua a stupirmi positivamente, e sono un bel catalogo rimato che presenta gli insetti uno per uno. Non c’è un filo conduttore se non quello di incontrare uno per uno i bestilioni, appunto, e fare amicizia. I versi in rima sono semplici, descrittivi e facilmente memorizzabili, con l’unica eccezione delle due terzine sulla mantide religiosa che fanno riferimento al fatto che l’insettina si pappi il maschio e che, usando la metafora “mantide religiosa / sposa”, non risultano chiarissime ad un bambino. È bella invece l’idea di apertura e chiusura che punta a far sì che i bambini (e le mamme) superino la paura degli insetti, anche associandoli alle proprie dimensioni:

«il mondo è grande e c’è tanto posto / se tu mi conosci io ti conosco. […] Son delicato, sono un bestiolino / io come te son piccolino». Ben pensata anche l’idea di mettere in maiuscolo il nome dell’insetto che spicca, così, a colpo d’occhio. Le immagini sono costituite da collage e da disegni a segno nero sovrapposti: il mix mi è piaciuto moltissimo, perché dà profondità e varietà alle illustrazioni, e soprattutto perché attutisce un po’ l’effetto collage che mi stucca. Anche i piccoli personaggi, spesso replicati, son un po’ fissi. [Apro una parentesi: ho letto che Gek Tessaro dipingeva cavalli su cavalli, sono rimasta curiosa di vederne qualcuno, perché ho incontrato solo illustrazioni a collage di questo illustratore!]. L’unico particolare che non ho compreso è stata la scelta degli insetti:«ma quando mai un bambino vedrà una mantide religiosa?!?» «beh quando ero piccolo ne ho vista una in giardino» risponde mio marito, il brianzolo … «beh e lo scarabeo stercorario?!?» «nell’orto ne ho visto uno che faceva le palle di terra». Ok. No comment. La Brianza è una giungla. Comunque io avrei scelto la falena, lo scarabeo, il grillo, la cicala, il moscerino… Comunque a Saverio è piaciuto e se lo sfoglia volentieri e ha già memorizzato molte rime.

Non c’è tempo, invece, è una vera e propria storia dove casualmente appaiono tutta una serie di insettini. La storia si apre con un mistero «quando Giselda e Marinella non ci sono le formiche lavorano». Così seguiamo questa colonia di formiche che zampettando delicatamente prelevano chicchetti  da una ciotola e li portano al formicaio. Gli altri insetti cercano di distoglierle, ma loro imperterrite continuano, fino al loro buchino (vero) e scompaiono nel buio della loro tana, per poi riuscire dal buchino (vero) e tornare alla ciotola. Il testo è semplicissimo: poche parole per pagina, scritte in un font scritto, che farebbe invidia ad ogni bambino delle elementari. Le pagine alternate chiare e scure, con buchini e senza, ritmano felicemente la storia. In questo i dissuasori (coccinelle, scarabei, bruco …) sono poco incidenti e quasi invisibili nella narrazione. Le vere protagoniste sono le formiche nere, realistiche e delicate che, su sfondi bianchi ed essenziali, con le loro zampette tutte diverse sembrano farci sentire il rumore che producono nel loro incessante cammino, di pagina in pagina (io lo mimo battendo le dita). Anche gli altri insetti sono molto realistici e poco ammiccanti e comunque non funzionali alla narrazione. La gamma limitata di colori e proprio questo realismo mi sembravano un po’ da grandi, ma Saverio ha apprezzato molto il testo e in particolare il tormentone «non c’è tempo, non c’è tempo» e ha amato molto le formiche, inaspettatamente più di quelle dei bestiolini.

Un mix tra i due forse sarebbe stata la perfezione!

In ogni caso nessuno dei protagonisti è invitato a casa mia: ci tenevo a ribadirlo!

Non c’è tempo

Anne Crausaz
21 pagine
Anno: 2012

Prezzo: 9,90 €
ISBN: 9788896968949

L’ippocampo editore
Anobii

I bestiolini

Gek Tessaro
20 pagine
Anno: 2009

Prezzo: 11,00 €
ISBN: 9788857000961

Franco Cosimo Panini editore
Anobii

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