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1 aprile 2015

Mercoledì al cubo: Grazie!

[Vi siete persi qualche Mercoledì al cubo? Allora andate a leggere qui].

La gratitudine è un tema che mi sta a cuore: insegnare a ringraziare significa insegnare a stupirsi del mondo, ringraziare significa avere il coraggio di relazionarsi con gli altri, ringraziare significa ammettere di non bastare a se stessi. Tuttavia il ringraziamento non è frutto spontaneo, ma dono dell’educazione: ma andiamo con ordine.

Quando ho avuto notizia della prossima uscita di Grazie! di Isabel Minhós Martins e Bernardo Carvalho non ho potuto che mettermi in attesa di averlo tra le mani, perché oltre al tema amato, la coppia di Planeta Tangerina non mi ha mai deluso in quanto ad originalità.

Quando finalmente l’ho sfogliato non sono rimasta delusa e mi sono emozionata, tuttavia un testo così improntato sulla revisione della propria vita mi ha fatto domandare se il messaggio potesse effettivamente giungere a dei lettori bambini.

Infatti con una lucidità che si attribuisce di solito ai soli condannati a morte (che si dice rivedono a rallentatore tutta la loro vita) il protagonista, un bimbetto che avrà 5-6 anni, ripensa alla sua vita, ad una vita breve e quindi ad episodi che si devono presupporre alquanto prossimi, con una lucidità che lascia sbalorditi. È un viaggio che incomincia nei risguardi del libro, come se ci si trovasse nel piccolo pullman, osservando dal finestrino il mondo quotidiano del nostro protagonista. Ed è un viaggio che finirà allo stesso modo, nello stesso pullman, nello stesso punto, con la stessa immagine nel risguardo finale, suggerendoci che forse il viaggio è stato l’istantanea di un momento. Come in una galleria di immagini o forse di fotografie incorniciate dal quadro del finestrino, ammiriamo uno ad uno gli insegnamenti raccolti dal nostro protagonista, a partire da mamma e papà: «Mio padre mi ha insegnato ad avere pazienza. Mia madre mi ha spiegato che non sempre è bene aspettare». Di coppia in coppia le frasi lapidarie offrono uno spunto generico, spesso approfondito dal contesto illustrativo («Dal signor Bassi ho imparato a osservare le cose. Ho scoperto che alcune sono molto belle») o al contrario ironicamente circoscritto («Dal mio vicino Arturo ho imparato a buttarmi») o slegato dall’immagine («Però Beppe, l’autista, mi dice sempre: “se desideri tanto qualcosa, non mollare, ragazzo!”»); le tavole possono dialogare per contrasto (ad esempio le due sui nonni, che sorprendentemente descrivono sia i miei nonni che quelli di Saverio!), ma non è sempre necessariamente così.

Il viaggio si conclude, come possiamo immaginare, con il grazie: «Per questo voglio dire a tutti, dal profondo del mio cuore… Grazie! E anche questo l’ho imparato da qualcuno…».

Bellissima conclusione, non c’è che dire! Mi rimaneva però una domanda: un bambino ha questa coscienza? La gratitudine per aspetti di sé talmente intrecciati al proprio essere può essere consapevole in bambini dell’età di mio figlio (5 anni)? Mia mamma ha trovato la chiave di lettura ed è riuscita a lasciarmi senza parole, come capita spesso: «Forse no, ma è così. Dobbiamo ringraziare per ognuna di queste cose».

Come accade sempre le immagini di Bernardo Carvalho calzano a pennello con le parole di Isabel Minhós Martins, la scelta di una palette di colori omogenei rende unica la storia frammentata nei diversi quadri. Le linee non nette ma sporche raccontano di un processo in corso e della non definitività della crescita. A questo si aggiungano le “solite” scelte di punti di vista inaspettati (dall’alto della tromba delle scale, dal basso, dal dentro della fronda dell’albero, di sbieco, di fronte…): una vita per niente inquadrabile, ma multiforme, nel senso più letterale.

Il mio Saverio lo ha apprezzato gioiosamente: ha riconosciuto lo zio che non lo fa vincere, e il nonno con cui sonnecchia sul divano… ha riso un sacco anche per cagnolino in quarta di copertina 😀 Un libro profondissimo capace di far sorridere e ridere, che fa venire voglia di andare a pescare, di uscire presto al mattino e anche di abbracciare il gatto (o il cane!).

Perché l’educazione intacca l’essere, diventa una parte di te, ma è da fuori che essa agisce: tutto insegna, ogni cosa che succede offre uno spunto di crescita se ci si permette di entrare in relazione con essa.

Questa la versione di Apedario.

Questa la versione delle Briciole di Pollicino.

Grazie!
Isabel Minhós MartinsBernardo Carvalho – Emma Vaccaro (traduttore)

32 pagine
Anno: 2015

Prezzo: 14,00 €
ISBN: 978-8895933573

Kalandraka editore
Anobii

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