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9 aprile 2015

Guardare gli alberi

Chi vive con un cane e minimamente si interessa alla sua educazione non sarà preso alla sprovvista quando citerò i segnali calmanti. I cani infatti, in quanto animali sociali, comunicano in modo complesso all’interno del loro branco e sono anche dei gran pacificatori e mediatori delle situazioni complesse e potenzialmente critiche, quando il clima si accende essi infatti, in modo esplicito, richiedono un abbassamento del livello emozionale o di eccitamento attraverso segnali precisi come a dire: «Qui tira una brutta aria, rilassiamoci!». Per me gli alberi rappresentano un segnale calmante. Quando i pensieri mi turbinano in testa, guardare o toccare un albero immobile, ma vivo, imponente e silenzioso, fermo, ma accogliente aiuta a prendere respiro, a guardare la realtà, aderendovi.

E questa sensazione di serenità, questo dono di accettazione calma deve essere molto simile al sentimento che Katsumi Komagata deve aver provato se, come ci ha raccontato Anna Castagnoli, l’origine di Little tree è legata alla scomparsa improvvisa di un suo caro.

L’artista giapponese aveva conquistato mio marito, e me, ad un’edizione della Fiera di Bologna: la sua attenzione per la materialità della carta, il virtuosismo capace di trasformare la pagina di un albo in uno spettacolo di forme e colori, l’abilità di narrare attraverso le fustellare e, in tutto ciò, la trasparente e schietta propensione a non rivolgersi ad un pubblico eletto, ma di parlare ai bambini, ecco tutto questo ci aveva lasciato a bocca aperta. È evidente ciò che racconta Anna Castagnoli sull’accezione di Komagata riguardo al libro: esso deve regalare una esperienza capace di legare a sé il lettore, permettendo una condivisione dei sentimenti e delle emozioni. C’è poco di teorico, tutto è frutto di una osservazione attenta e di una riflessione sulla realtà.

Se l’obiettivo era dunque quello di legarci a sé, Katsumi Komagata ha centrato l’obiettivo con noi e lo ha fatto attraverso due albi, uno è proprio Little tree.

Attraverso un racconto di poche parole essenziali, in giapponese e in inglese, seguiamo il formarsi, il crescere e il trasformarsi di un albero. Le animazioni spuntano dal centro della pagina come un germoglio che si desta lentamente, è come se l’albero rinascesse ad ogni pagina con un aspetto differente. Attorno a lui la vita scorre come impermeabile allo spettacolo che si svolge, tuttavia il protagonista non ne è minimamente turbato e offre la sua bellezza a chi voglia goderne, gratuitamente. È il rosso del tramonto o il giallo dell’autunno, il rosa dei fiori, il fresco del verde primaverile o gli esili contorni dei rami in inverno, è l’oro delle lucciole nel buio…

Si può sfogliarlo all’infinito e avere ancora bisogno di farlo e non pensiate che sia un godimento esclusivamente adulto, i bambini sanno apprezzarlo allo stesso modo. Con intelligenza e cura Saverio (5 anni) ha capito che non era un pop-up interattivo con cui giocare, ma un libro da ossevare con attenzione e dovreste vedere quante volte se lo sfoglia. La forza dell’artista giapponese sta nell’offrire ai piccoli, senza scrupolo alcuno, la bellezza nelle sue forme più complesse senza aver paura che essa possa essere rovinata, è talmente imponente il peso di ciò che accade che in modo riverente e molto acuto anche i piccoli capiscono come “leggere” il testo.

Per cui se con BlexBolex avevo dichiarato «Datelo ai bambini», con la stessa convinzione vi invito ad accaparrarvi i testi di Komagata e di offrirli senza paura come regali preziosi ai vostri bambini, anche i più piccoli.

 

Little tree
Katsumi Komagata

30 pagine
Anno: 2009

ISBN: 9782951863996

Coédition One Stroke editore
Anobii

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