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22 settembre 2017

Di maestri

Per iniziare a parlare di don Lorenzo Milani e di un albo che Orecchio Acerbo a 50 anni dalla sua morte dedica a questo sacerdote e straordinario educatore vorrei partire da qui: «I care».

Fabrizio Silei - Simone Massi, Il maestro, Orecchio Acerbo

Fabrizio Silei – Simone Massi, Il maestro, Orecchio Acerbo

In un mondo il cui motto sembra essere «aspetta che ti mostro il ca* che me ne frega», 50 anni fa, appunto, don Milani faceva scrivere su uno dei muri intorno alla sua canonica e quindi alla sua scuola queste due parole «I care», non un monito,ma  piuttosto l’impostazione di una vita (la sua) e della sua scuola: tu mi interessi, per il fatto che ci sei, tu mi stai a cuore.

È difficile parlare di don Milani. Studiando i suoi scritti e molti degli interventi che lo riguardano ci si fa un’idea tanto precisa quanto parziale, lui stesso nonostante fosse un fecondissimo e instancabile corrispondente fu sempre molto restio alla pubblicazione dei suoi scritti «Io penso che la cosa vada bene quando si parla a gente che si rivedrà spesso e con la quale si avrà tempo e modo di dissipare malintesi, finir di chiarire, completare e colmare lacune, ritirare errori, chiedere perdono o ribadire sotto altra forma o in altra occasione»

Cosa si sa di lui?

Sacerdote fiorentino, destinato a San Donato di Calenzano, fonda una scuola serale per i giovani operai e contadini della sua parrocchia. Nel 1954 viene trasferito a Barbiana, un piccola parrocchia di montagna, e qui incomincia un instancabile opera educativa rivolta ai giovani che giorno dopo giorno si radunano in canonica. Da questa esperienza nascono corrispondenze, inviti, lettere (tra cui la famosissima Lettera ad una professoressa)… Ammalatosi gravemente muore tra i suoi ragazzi a 44 anni.

Fabrizio Silei - Simone Massi, Il maestro, Orecchio Acerbo

Fabrizio Silei – Simone Massi, Il maestro, Orecchio Acerbo

Così quest’estate per parlare di Il maestro, mi sono messa a leggere le sue lettere nella speranza di riuscire ad incontrare in modo più profondo un uomo grande. La prima imponente impressione che diventa certezza alla fine della lettura dei suoi scritti è che il grande fraintendimento di questa figura nasce dal fatto che difficilmente si parla di lui, considerando che primariamente don Lorenzo era un sacerdote: «Non è possibile capire appieno don Lorenzo e i motivi delle sue scelte se, quando ci si avvicina a lui, non si tiene sempre presente che era un prete e un prete che aveva deciso di servire Dio nel modo più completo» (Michele Gesualdi).

Se invece si parte e si condivide il riferimento cristiano si coglie, a mio parere, la vera essenza della spinta che fece fare a don Lorenzo tutto quello che fece: la passione educativa? Il pallino della difesa dei poveri? Un animo sensibile alle ingiustizie e un piglio battagliero? No. Un amore incondizionato e purissimo a Gesù Cristo: «Quel ragazzo partì subito per l’assoluto, senza vie di mezzo. Voleva salvarsi e salvare, ad ogni costo. Trasparente e duro come un diamante, doveva subito ferirsi e ferire» (così diceva la sua guida spirituale, Mons. Raffaele Bensi, di lui).

Questo il punto di partenza.

Fabrizio Silei - Simone Massi, Il maestro, Orecchio Acerbo

Fabrizio Silei – Simone Massi, Il maestro, Orecchio Acerbo

Da lì tutto il resto: l’instancabile lavoro con i ragazzi 365 su 365 giorni, 12 ore al giorno, la passione per ogni interlocutore di ogni campana, di ogni partito, di ogni parte del mondo (a Barbiana vennero a parlare persone da ogni parte del mondo!), i ragazzi ascoltavano chiedevano implacabili, criticavano, comprendevano “facevano a pezzi” per imparare a non essere loro stessi pezzi, a non essere fatti a pezzi, ma uomini tutto d’un pezzo. “Vagliate ogni cosa trattenete ciò che vale” (San Paolo, lettera ai Tessalonicesi 5,21). Non c’era argomento, esperienza che non diventasse occasione per esercitare il giudizio per non fermarsi alla superficie: i giornali, le lettere (anche quelle minatorie che arrivarono, e arrivarono!), i libri, i dischi, le lingue straniere (immaginatevi 15 ragazzetti di montagna che a malapena conoscono il dialetto, trascorrere ore e ore ad ascoltare dischi in tedesco), la musica, il nuoto… non c’era dettaglio della vita che non lo riguardasse e non li riguardasse. Come è stato possibile che i ragazzi non scappassero, ma anzi a volte affrontassero ore di cammino nel bosco per trascorrere la giornata con don Lorenzo? Don Lorenzo stava con loro, don Lorenzo si interessava per primo, non era preoccupato di somministrare loro l’educazione perfetta, attraverso il metodo migliore, non era preoccupato di ingrandire la scuola, raggiungere i ragazzi, divulgare il suo metodo, ma ardeva dentro del desiderio di arrivare al cuore di tutte le cose e mentre faceva, “faceva con” i suoi ragazzi e diventava padre e maestro di ciascuno. Non faceva lezione di religione don Milani e sapete perché? «Quando una cosa ti è davanti agli occhi come una realtà oggettiva e ben palpabile non perdi tempo a rammentarla e descriverla e difenderla ogni cinque minuti. […] Se dicessi che credo in Dio direi troppo poco perché gli voglio bene. E capirai che voler bene a uno è qualcosa di più che credere nella sua esistenza!! Ecco perché la mia scuola è assolutamente aconfessionale come quella di un liberalaccio miscredente». È per questo bene, in nome di questo bene che don Lorenzo guardava i volti che ogni mattina gli si facevano incontro come IL volto amato, fino all’eccesso (anche verbale!).

Il maestro di Fabrizio Silei riesce a cogliere la complessità e il vigore di questa umanità attraverso un racconto basato su due episodi precisi (ma molti riflessi!), estrapolati dalla vita del sacerdote e della sua scuola, che prende vita attraverso l’arte graffiata, scavata e quasi plasmata a mo’ di scultura di Simone Massi. La prima si rifà ad un episodio di ingiustizia subito da un parrocchiano di Barbiana, contadino, circuito dal padrone del podere a causa del suo analfabetismo (il testo è contenuto in una lettere che don Lorenzo scrisse ad un magistrato) e il secondo è l’ampio trascico di eventi che seguì la pubblicazione della Lettera ai cappellani militari che valse al sacerdote fiorentino una denuncia e un lungo processo. La voce narrante scelta da Fabrizio Silei, autore di vaglia e premio Andersen, è quella di un ragazzo, portato alla scuola di Barbiana e poi mai più allontanatosi. Il testo si immedesima nel parlante-ragazzino attraverso una sintassi asciutta, semplice, ispirata al parlato fiorentino e zoppicante quel poco che ricordi un parlante da poco conquistato all’italiano. Frequenti i dialoghi diretti riportati «Ho incrociato le braccia e ho detto: “Io non voglio né leggere né scrivere!” “Meno male” ha detto il prete “Perché se volevi leggere e scrivere, oggi ti andava male perché noi… oggi si impara a nuotare!”». Il protagonista riesce a raccontare il proprio cambiamento e la trasformazione dei suoi sentimenti nell’incontro con don Lorenzo: «Ci sono maestri che masticano bambini e sputano uomini. Don Lorenzo era uno di questi, ma io non lo sapevo». Non arriva secondo me alle ragioni profonde del perché don Lorenzo era uno di questi maestri, ma questo albo ha il grande pregio di raccontare uomo attraverso i fatti che gli accadevano intorno e se anche la consapevolezza della voce narrante è acerba, intuiamo che quella luce alla cui ricerca don Lorenzo e i suoi ragazzi si affannavano, non è solo quella elettrica.

Le tavole rielaborano in parte fotografie originali del tempo e per questo i volti spiccano dalla pagina con prepotenza: sono gli sguardi sfuggenti o direttamente sereni, il dolore della carne e il peso di certi gesti sconfitti e speranzosi a catalizzare tutta l’attenzione dei lettori. Siamo di fronte a veri e propri ritratti: i soggetti occupano le doppie pagine….. Il bianco e il nero costringono ad una essenzialità: non ci si perde tra dettagli o colori, è quel fascio di graffi e linee nere a richiedere l’attenzione di una contemplazione anche solorosa. Impossibile sfogliare velocemente quest’albo, ogni pagina pretende una sosta, silenziosa.

Un potentissimo racconto di un uomo, che spero avrete voglia di conoscere. Una storia che gli adulti comprenderanno a fondo, ma che non escludo possa essere un’interessante provocazione anche per i ragazzi dai 10 anni in su.

Qui trovate un po’ di storia e la documentazione di come l’opera di don Lorenzo vada avanti. 

Il maestro
Fabrizio SileiSimone Massi

48 pagine
Anno: 2017

Prezzo:15,00 €
ISBN: 9788899064495

Orecchio acerbo editore
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Tutte le citazioni da lettere che trovate nel post sono tratte da:

Lettere di don Lorenzo Milani
a cura di Michele Gesualdi

370 pagine
Anno: 2007

Prezzo:16,00 €
ISBN: 9788821560002

San Paolo editore
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