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13 ottobre 2014

Genitori meravigliosi (o quasi) di domenica mattina!

Non che possa davvero lamentarmi delle sveglie nel weekend di mio figlio Saverio: la poppata delle 6 mattino l’abbiamo dimenticata e, grazie al Cielo, i trasferimenti nel lettone prolungano di qualche tempo la levata. È vero però – ci riflettevo in questi giorni – che questi momenti “intimi”, in pigiama e bavetta alla bocca, in vestaglia e occhi cisposi, sono attimi indimenticabili che legano le famiglie e ne caratterizzano quella sfera personale e privata, conosciuta solo dai membri che la costituiscono. La forza e l’originalità dell’albo di Browne La mia mamma / Il mio papà sta proprio nello scegliere come filo conduttore delle illustrazioni questa versione assolutamente privata e poco istituzionale dei due genitori. «È brava la mamma.» dice perentoria la didascalia sotto una madre molto inglese, non più giovanissima, con la sua vestaglia fiorata, il tè fra le grosse mani, il volto un po’ lucido, struccato e scapigliato, disarmante ed amorevole. Lo sfondo è giallo chiaro, caldo, il riquadro è irregolare quasi fosse il disegno di un bambino su un foglio volante. Da qui in avanti la placidità serena del volto materno (unita alla irresistibile vestaglia) si replica nelle sembianze della cuoca fantastica, del giocoliere («mamma tu non sei capace!» dovrei spiegare a Saverio come sono brava a destreggiarmi tra auto, casa, borsetta :D), pittrice, donna più forte del mondo, leone, fatina… L’intimità quotidiana delle situazioni scelte (la mamma che si trucca, scarica la spesa…) si alterna ad immagini totalmente oniriche («la mia mamma è bella come una farfalla … tenera come un micio… una supermamma»), tuttavia il filo conduttore del volto, dei fiori della vestaglia e dei cuori (che appaiono come cammei nascosti in tutte le tavole) unito al replicarsi insistente del possessivo «mia» (mamma) rafforzano quel senso di calore privato: come se il discorso fosse un dialogo a due tra bambino e mamma. L’ironia è surreale e fa ridere i più piccini («mamma ma ha le pantofole al lavoro?!?!»), è ammiccante anche nei confronti degli adulti (botticelliano l’angelo orante, holllywoodiana la mamma-Marilyn…) e metaforica a tratti (la mamma che fa crescere qualsiasi cosa o che fa la giocoliera), ma in ogni caso essa trasfigura la madre che mantiene però costante il dialogo visivo con il proprio lettore attraverso il suo sorriso sereno e amorevole di chi guarda il tesoro della vita.

Le tavole illustrate sono tutte diverse: chiuse in riquadri, su sfondi colorati sotto archi a tutto sesto, su sfondi bianchi.. le figure sono spesso centrali e inquadrate, ma possono anche esondare oltre la pagina. Il tratto di Browne è volumetrico, realistico ma surreale, morbido ma esatto.

Il testo segue descrittivamente le figure, amplificando progressivamente il tema della bravura della mamma: «è PROPRIO PROPRIO PROPRIO brava la mia mamma» e permettendo una lettura non piatta, ma appunto in crescendo. L’apice o chiusura si stacca dal tema, come a dire “vabbé è brava, ma il punto è un altro”: «E sapete una cosa? LEI MI VUOLE BENE (E me ne vorrà sempre)».

Il cuore-cammeo diventa qui lo sfondo pulsante dell’abbraccio finale.

Ma il libro non è finito, perché con un abile gesto della mano, il volume si rivolta ed ecco la versione papà! Le strategie illustrative e testuali sono molto simili. Anche il papà è in vestaglia, lo sguardo amorevole è appena sostituito da un’imbambolata espressione, con occhio socchiuso, tipica dei padri la domenica mattina quando a stento capiscono dove si trovano. Alla bravura della mamma è sostituita l’invincibilità del papà «è in gamba il mio papà»: caccia i lupi cattivi, stende lottatori, brucia gli altri papà alla sfida dei papà… tutto in vestaglia, ciabatte e con espressione intontita. Al ricorrere dei cuori si sostituiscono particolari surreali (come le banane nei dischi dei pesi o la tazza con le gambe…) e corone irradianti sul capo del genitore vero imperatore nell’immaginario del bambino. Alternate a situazioni immaginabili («il mio papà a volta mangia come un cavallo … col pallone tra i piedi è fantastico»), vi sono quadri di vita privatissima («è tenero come il mio orsetto» e balla e canta!). L’ironia è sottile e godibile e a differenza dell’altra serie spesso ci sono giochi prospettici: «il mio papà è grande come una casa… riesce a saltare più in alto della luna».

Medesime le strategie nella disposizioni di sfondi, colori e testo. Raggiante e amorevole la chiusura, speculare alla versione “mamma”.

Saverio ha amato immediatamente questo libro, per la personalizzazione delle situazioni, e per i giochi ironici che scatenano grandi risate, a me è piaciuto per l’originalità del taglio.

Un libro intimo, caldo, fatto di tazze di latte e cuscini sgualciti, di capelli arruffati e occhiali, di calze dalle fantasie inguardabili e pile sgargianti. Un libro che ci fa vedere l’incanto con cui i bambini ci guardano: uno sguardo che va dritto al cuore, oltre la camicia da notte della nonna.

La mia mamma/ Il mio papà
Anthony Browne – Banca Lazzaro 
(traduttore)

60 pagine
Anno: 2013

Prezzo: 16,00 €
ISBN: 9788860368515

Donzelli editore
Anobii

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