Valentina Misgur firma per Bompiani Lo spacciatore di noci un romanzo originale, che ha vinto recentemente il premio Andersen nella fascia 9-12 anni. 

Il lettore è catapultato in un futuro apparentemente distopico dove gli ortaggi e la frutta sono considerati esseri senzienti ed è quindi assolutamente vietato nutrirsi di loro. Il mondo è in mano a 12 sacerdoti (i Dodici), che - a detta loro - parlano e sentono i gemiti e i lamenti di frutta e verdura e che rispondono, nel loro governare, alle indicazioni de la Grande Pesca, che ha insegnato ad ogni essere umano a cambiare vita, cibandosi esclusivamente di pillole.

Al centro di tutto questo c’è William, il giovane protagonista di questa storia che vive con il nonno Omero in una vecchia casa molto diversa dalle case automatizzate e gestite da Belinda, «l’intelligenza artificiale collegata alla banca data dei Dodici», che si occupa di controllare, automatizzare e monitorare tutto quello che succede all’interno delle mura. Omero, agli occhi del nipote, vive una vita al limite del facinoroso, leggendo e custodendo addirittura ricettari, tra i meandri della sua libreria:

«Il libro risaliva a prima del Grande Editto, quando gli esseri umani erano animali sanguinari che mangiavano altri esseri viventi, come le prugne e le carote. Tra quelle pagine c'erano foto inimmaginabili: coltelli che facevano a pezzi baby peperoncini, acini d'uva scuoiati vivi, cipolline opalescenti annegate nell'aceto... Il nonno gli consentiva di guardare le figure, e gli sussurrava all'orecchio le ricette delle conserve. Così, mentre a scuola William imparava canzoni sulla fratellanza tipo Arancia io, arancia tu, davanti ai suoi occhi scorrevano le immagini truculente di vasetti di marmellate proibite»

A Dozzinia, dunque, non c’è più il gusto del mangiare e il momento del pasto è ridotto a ingollare pillole e ad aspirare effluvi artificiali che riproducono i profumi di piante, verdure e frutti che non possono essere mangiati o cucinati, ma che non possono neanche essere rapiti (colti) o feriti (ammaccati) senza rischiare di essere arrestati. Ogni persona segue un piano alimentare preciso, soddisfatto dalla somministrazione quotidiana di pillole particolari, emesse e controllate direttamente dal palazzo dei Dodici.

William, ragazzo timidissimo e assai incline agli svenimenti da panico, racconta della sua quotidianità: della partecipazione ai funerali pubblici di verdura e frutta, della sua amicizia con Vitaly e Flora e anche dell’arrivo di un nuovo vicino che si rivelerà essere Alberto Fragola il più importante divulgatore del regime.

La narrazione è lineare e la destinazione iniziale a serie animata - come racconta l’autrice nella postfazione - scandisce il testo in brevi capitoli-scene che risultano agili e dinamici. I capitoli sono molto brevi, ma sono puntellati di anticipazioni che creano attesa e alludono a misteri, creando una tensione che spinge il lettore ad andare avanti. Le descrizioni sono esigue, ma la costruzione del mondo narrativo è coerente e funzionale in tutte le sue parti.

Il romanzo, nel suo dipanarsi, inizia a mostrare gli aspetti più inquietanti che si nascondono sotto la patina buffa ma violenta di questo regime: misteriose sparizioni - come quella del papà di Vitaly - sono legate a rumori inquietanti che sembrano mandare in corto circuito tutte le case controllate da Belinda, ma sembrano anche spedire in catalessi tutte le persone. 

In seguito ad un episodio che quasi attenta alla vita di William, qualcosa cambia nel rapporto tra il nonno e il nipote. Omero infatti costringe William a inforcare una bicicletta - direttamente tirata fuori dalla nebbie del passato -, lo allontana dalla città e lo costringe a nutrirsi di pere. Lo shock e la resistenza psicologica che William deve superare è grande, ma di lì a poco si svelerà ai suoi occhi un piano estremamente diabolico di cui non era consapevole.

«“Considera che la crisi alimentare ci era stata presentata come un’emergenza assoluta, per cui ciò che predicavano sembrava la soluzione a tutti i mali e la gente l'ha accettata di buon grado. Io credo che in realtà lo abbiano fatto perché nessuno mettesse in dubbio il loro diritto di comandare. E per controllare la popolazione con le droghe che infilano nelle pillole.” William cercava di mettere insieme tutte queste nuove informazioni, ma non riusciva a farle coincidere con il mondo che conosceva»

Il racconto del passato inizia a dare senso al presente e William inizia a leggere diversamente tutto quello che accade. Ad un certo punto la situazione precipita e William, Vitaly e Flora sono costretti a fuggire con in mano una mappa - consegnata loro in fretta e furia dal nonno Omero - che dovrebbe portarli lontano verso il covo dei ribelli. I tre amici vivono una serie di avventure nei boschi al di fuori di Dozzinia, braccati dal servizio segreto dei Dodici, ma questo viaggio rappresenta per loro anche una presa di coscienza di quello che è successo e che sta succedendo nella società e in loro.

Il romanzo si allarga a raccontarci il destino di altri personaggi che diventano fondamentali nella trama. C’è Denti D’oro il capo della guardia personale che è stato una delle cavie nelle processo di sperimentazione delle droghe e dell’alimentazione del popolo e che si serve di un servizio segreto di ragni… Inoltre iniziano ad essere raccontati anche i comportamenti ambigui e menzogneri dei Dodici che nei loro ricchi palazzi, pur predicando il rispetto della Grande Pesca, si nutrono naturalmente di cibi cotti e preparati in assoluta riservatezza. I ragazzi, raggiungeranno il covo dei ribelli e la loro parabola di crescita continuerà mostrando ai loro occhi risorse insperate ma anche debolezze e fragilità. 

«“Ho una domanda,” disse Flora. “Ma se è tutto finto, se Luglio non parla con la Grande Pesca e i funerali sono solo un modo per far entrare a Palazzo gli ortaggi da cucinare eccetera, possibile che non se ne accorga nessuno?” “Vedi, Flora, le droghe contenute nelle pillole non fanno solo cadere in trance al momento del fischio, ma rendono le persone insicure, e le persone insicure sono disposte a credere a ciò che dà loro sicurezza. Per esempio alle storie dei Dodici.” “Ma com'è possibile?”»

In seguito a un’azione indirizzata a innescare una rivoluzione tuttavia Vitaly rimane prigioniero e anche Williams, fino ad allora il più insicuro, sarà spinto ad affrontare paure e resistenze per andare a salvare l’amico.

«William era l’unico a non trovare nessuna molla in grado di spingerlo a correre, saltare, strisciare e rotolare. […] Scrutava le facce determinate dei suoi amici e si chiedeva come si accendeva quella luce misteriosa che faceva brillare i loro occhi. Forse a lui mancava l’interruttore»

Il romanzo a questo punto precipita in quello che è un piano di salvataggio e di rivoluzione che vede protagonisti ragazzi e adulti in un progressivo svelarsi di retroscena e colpi di scena. In modo abbastanza rocambolesco i ragazzi riusciranno ad abbattere il regime, restituendo alle persone il diritto a riappropriarsi del nutrimento naturale e a godere del piacere della convivialità e del gusto. Non manca un finale inquietante, ma divertente legato agli agenti segreti ragni…

Il romanzo ha una sua coerenza e una sua solidità nella parabola narrativa. La gestione dell’intreccio è dosata, anche se richiede una capacità di muoversi tra spazi e personaggi: l’autrice, ad esempio, spesso sceglie l’espediente del cambio scena tra un capitolo e l’altro, per lasciare sulle spine i lettori e far avanzare i fili narrativi.

Tuttavia non è questo un romanzo drammatico ed esistenziale sulle implicazioni storico politiche come potrebbe essere un romanzo di questo tipo, dedicato a una fascia d’età superiore. Il contesto distopico - che risulta, quanto meno buffo - si contamina ampiamente dell’avventura e di tratti del romanzo di formazione, senza toccare le vette della tragicità presente in romanzi più complessi.

La capacità di rendere più semplice canovacci e generi intricati e profondi spinge spesso a una semplificazione della struttura testuale che sorvola su alcuni aspetti e alcuni meccanismi narrativi; non succede così in questo romanzo poiché l’autrice cura e giustifica sistematicamente ogni passaggio, con puntualità.

Una storia originale per ragazzi dai 10 ai 12 anni.

Lo spacciatore di noci Valentina Misgur 304 pagine Anno 2025 Prezzo 15,00€ ISBN 9788830110304 Editore Bompiani
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