Siamo ancora sull’onda dei festeggiamenti degli ottant’anni dei Mumin (festeggiati nel 2025), che nel mondo sono forse più amati e conosciuti che in Italia, ma che comunque rimangono tra i personaggi più iconici e pop della letteratura per l’infanzia. 

Tove Jansson, la creatrice di questi personaggi, fu un’artista poliedrica che si dedicò all’arte, alla pittura, alla scultura, ai fumetti e alla scrittura. Sono dunque moltissime le forme che la sua arte ha assunto, tra cui spiccano anche interessanti esplorazioni dentro l’albo illustrato (del suo primo progetto ho parlato qui) come Il viaggio pericoloso, ultimo e definitivo addio alla Valle dei Mumin che la Jansson firma nel 1977, più di trent’anni dopo la prima comparsa dei suoi personaggi (il primo romanzo dei Mumin è del 1945).

L’albo è dunque molto importante e significativo, anche perché non era mai stato tradotto in italiano. La Jansson approda a questo lavoro dopo aver perso la madre, con cui aveva un rapporto intimo e strettissimo, ma anche dopo un tour in Giappone, dove i Mumin ancora oggi sono delle celebrità, e dopo lavori intensi di illustrazione dei classici (nel 1966 illustrò Alice nel paese delle meraviglie). 

Tutto questo converge tra queste pagine - densissime di citazioni - che sono un addio alla Valle dei Mumin, ma anche il segno speranzoso di un ritorno della famiglia Mumin alla loro casa, dove potranno essere raggiunti da chiunque voglia intraprendere un viaggio.

Al centro della storia, abbiamo una novella Alice di nome Susanna che con il suo gatto sonnecchia su un prato. Proprio a causa del gatto e ad un cambio di occhiali, la realtà cambia e Susanna incomincia un viaggio come l’eroina carrolliana.

«Com’è come non è, di colpo i nuovi occhiali 

mostrarono una vista che non aveva uguali: 

il vecchio gatto, enorme, denti da far paura, 

soffiando corse via, andando all’avventura.

[…]

Gli corse dietro e a un tratto rimase senza fiato 

spariti muschio abeti, il bosco era cambiato. 

Guardò, guardò e guardò, ma il fatto è che purtroppo, 

intrichi di mangrovie formavano un gran groppo»

Non siamo di fronte a una catabasi (caduta nel sottosuolo), come nel caso di Alice, ma Susanna si addentra in un bosco fiabesco animato dalle creature che popolano l’immaginario nordico della Jansson.

Il viaggio riprende il tono e gli stilemi tipici dell’universo narrativo dell’autrice: c’è una catastrofe incombente e Susanna si trova affascinata, ma ugualmente terrificata in un lido sperduto e deserto.

Subito le si fanno accanto dei personaggi eccentrici e originali che appartengono al catalogo di creature della Jansson: un Emulo, il suo cagnolino, due frugole, i fungarelli…e poi Sniff, Tabacco, Wimsy e Too-ticki.

È indubbio che le illustrazioni risentano dell’influenza del viaggio in Giappone: appaiono delle gru accanto agli uccelli tipici della fauna nordica, l’Emulo veste abiti tipici del Giappone e anche il gatto, nel suo rivelarsi uno spirito guida, cita certamente lo stile delle illustrazioni tradizionali giapponesi.

Le illustrazioni comunicano, poi, un senso di terrificante di oppressione con cieli plumbei e tempestosi, onde irrequiete, geyser inquietanti, l’esplosioni violente di vulcani… I personaggi sembrano scomparire, inermi, inghiottiti dalla forza immane che si scatena intorno a loro:

«E Tovsi urla: ahi, scottsa!

E Vivsi: che gran fuocso!

La terra è tutta rottsa, 

la fine è qui tra pocso!

Poi, consolato Sniff, che urlava come un matto, 

andarono a sudovest, cercando un posto adatto.

I Mumin, loro amici, stavano proprio là, 

o da tutt'altra parte, chissà poi chi lo sa»

Difficile non pensare all’orrore della guerra che la Jansson portò sempre con sé e difficile non pensare all’attualità che sembra aver dimenticato quell’orrore.

La speranza, suggerita da Sniff - personaggio noto della saga dei Mumin - è quella di raggiungere la Valle dei Mumin, luogo sicuro di pace e accoglienza.

Questa destinazione non è scontata, perché nel penultimo romanzo dei Mumin la famiglia si era allontanata dalla Valle e solo nelle ultime battute dell’ultimo romanzo si era accennato ad un ritorno che i lettori però non avevano mai goduto fino in fondo, poiché non era stato raccontato. Saranno tornati a casa i Mumin?

Il gruppetto di creature e Susanna lo sperano e si dirigono insieme, tra burrasche, esplosioni vulcaniche, cascate, burroni, uragani, verso quella terra promessa. Quando tutto sembra perduto, dal cielo arriva una speranza: una mongolfiera guidata dalla capitana Too-ticki che carica l’intera compagnia, permettendo loro di superare il mare in tempesta fino ad approdare alla valle dei Mumin.

I biografi raccontano che quest’albo nacque per immagini come rielaborazione del lutto per la perdita della madre e non è difficile cogliere il sollievo che la presenza serafica della Valle dei Mumin, con le sue verdi foreste, i tetti gialli e la torre blu di Papà Mumin, comunica alla vista dopo tavole di acquerelli grigi e paurosi.

«Poi atterra ed ecco fatto, 

sono nel bel giardino, 

Susanna vede il gatto 

che dorme su un gradino.

Decisa a dimostrare la sua riconoscenza, 

solenne li saluta con una riverenza.

Ma questa è proprio matta, fa la piccola Mi, 

da quale libro è uscita per salutar così?»

L’incontro con tutta la famiglia dei Mumin, che si è (davvero!) ristabilita felicemente nella sua casa, permette a Susanna di poter tornare a casa sua, conscia che i Mumin potranno essere raggiunti sempre, ogni qualvolta ci si trovi imbarcati un viaggio pauroso.

Laura Cangemi fa un lavoro eccellente nel tradurre il testo svedese in rima: riesce infatti a mantenere il filo perturbante del racconto senza che la rima martellante banalizzi il dettato del testo.

La storia risulta scorrevole e avventurosa e credo possa essere un interessante introduzione ai personaggi Mumin, ma un attualissima storia su paura, conflitti e speranza.

«In un libro per bambini ci deve essere sempre una strada su cui l'autore si ferma rispettosamente, lasciando che il bambino continui da solo. Qualche minaccia o meraviglia che non viene mai spiegata»

P.S. Ai fenomeni di fan-fiction che riguardano anche i Mumin ho dedicato un articolo su Substack. Fate attenzione!

Il viaggio pericoloso Tove Jansson - Laura Cangemi (traduzione) 32 pagine Anno 2026 Prezzo 16,50€ ISBN 9791281724518 Editore Iperborea
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